<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5414906794086735683</id><updated>2012-01-29T16:34:40.699-08:00</updated><title type='text'>APPRENDISTA SCRITTRICE</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5414906794086735683/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>krizia65z</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12980221028210653044</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ZCJTyt0cqdQ/SlkOBgPFGLI/AAAAAAAAAAM/HWRLxwjwzLs/S220/girlconfuse.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>17</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5414906794086735683.post-5610399946728152347</id><published>2011-12-29T16:26:00.000-08:00</published><updated>2012-01-02T12:29:32.316-08:00</updated><title type='text'>UNA PASSIONE PER CAPODANNO</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-ucyk96Hc0ic/Tv0B0klk0XI/AAAAAAAAAFs/_T0Vl5XeaoU/s1600/PASSIONE+DI+CAPODANNO.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="297" src="http://1.bp.blogspot.com/-ucyk96Hc0ic/Tv0B0klk0XI/AAAAAAAAAFs/_T0Vl5XeaoU/s400/PASSIONE+DI+CAPODANNO.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Spagna, a sessanta chilometri da Barcellona, Marisol Hernandez fu svegliata da unforte russare e dalla luce del sole. Il secondo motivo era di certomolto gradevole, il primo assolutamente no. Era imprevisto eterribilmente imbarazzante. Provò a muoversi ma un braccio muscolosole cingeva la vita. Si voltò  comunque come potè e   vide ilprofilo dell’uomo alle proprie spalle. Gemette. Cosa avevacombinato la sera prima? Il corpo di lui aderiva al suo in modotroppo intimo. Le lenzuola erano fresche sulla propria pelle, capìcosì di esser completamente nuda. Avvampò. Perché anche l’uomolo era. Seppur non fosse un’ingenua verginella, era comunquesgradevole trovarsi in quella situazione, con un uomo conosciuto soloalcune ore prima. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Anthony Montgradi si era svegliatoverso le sei, con il corpo caldo e morbido di una donna contro ilsuo. Non era una novità quella. Ma che non ricordasse chi fosse lasua compagna di letto, era grave. Cosa era successo dopo lamezzanotte, dopo l’inizio del nuovo anno?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Guardò la donna. Era la scrittrice concui aveva battibeccato tutta la sera. Lei si girò dandogli dispalle. Anthony sentì freddo. Si avvicinò così di nuovo a lei,cingendole la vita, facendo aderire bene il proprio corpo nudo aquello di lei, altrettanto nudo e piuttosto florido, il profumo dellapelle di lei era decisamente piacevole. Sorrise pensando: bel modo diiniziare l’anno. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Marisol finse di dormire. Ma riandòcon la mente al giorno prima. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Il giorno precedente,  lei ra arrivataall’agriturismo in auto, con la sua editrice nonché più caraamica Emanuela Martinez. La sorella di Emanuela, Tonia con il maritoFrancisco,  gestivano l’attività da un paio d’anni. Avevanoinvitato una cinquantina di amici per festeggiare la fine dell’anno.Era un bel gruppo variegato. Tutti   erano sembrati molto simpatici aMarisol,  aveva discorso con loro di vari generi di argomenti. Poiera rimasta qualche minuto da sola, e si era avvicinato a lei unuomo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Lui si era mostrato molto arrogante,sicuro di sé, l'aveva messa messa in imbarazzo con altre persone,discutendo della scarsa cultura che si trovava nei suoi romanzi,definendoli romanzetti. Aveva pronunciato 'romanzetti'  con lo stessosprezzo con cui si dice: spazzatura. Immondizia. Lui eraaltrettanto affermato e scriveva romanzi più 'seri', saggisull’archeologia. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Oltre ad essere dotato di notevole cultura, era maledettamente bello ed era un noto playboy di fama internazionale.&lt;br /&gt;- ha mai letto uno dei miei libri?- le aveva domandato. Lei aveva risposto di sì, citando un titolo. Così la donna aveva replicato subito dopo:&lt;br /&gt;- e lei ha letto uno dei miei ?- lo aveva così provocato.&lt;br /&gt;- me ne guardo bene-&lt;br /&gt;- allora come fa ritenerli spazzatura, romanzetti di quart'ordine? -&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Lo aveva lasciato lì, da solo.Sbalordito della sua domanda. Marisol aveva chiesto &amp;nbsp;a Tonia se poteva avereun aspirina, dopo di che si era recata in cucina. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Anthony era rimasto come tramortito,come se gli avessero dato un pugno allo stomaco. Nessuna donna loaveva trattato in quel modo così impertinente. Distaccato. Nessunaera riuscita a non perdere la testa per lui, incantata dal suosorriso, dai suoi occhi nerissimi, pareva un antico faraone egizianogli avevano detto. Nessuna. Fino a quella sera. L'aveva seguita conlo sguardo. Non era certo il suo ideale di donna, era un poco goffa,aveva un visto grazioso, era piuttosto robusta. Si appoggiò stancamente allostipite della porta ad arco che dava nel salone. La vide tornaredalla cucina. Guardò l'orologio. In quel momento stapparono lospumante. Era mezzanotte, era iniziato un nuovo anno. Così leafferrò il polso, la voltò verso di sé, le mise una mano dietro lanuca e la baciò con impeto. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Marisol lo vide, appena uscita dallacucina, quegli occhi così intensi la spogliavano letteralmente. Doveva sbrigarsi, non voleva perdere il conto alla rovescia el'apertura dello spumante. Ma sobbalzò quando si sentì afferrare al polso, venire attirata verso un corpo solido, per non parlare del bacio cosìirruento, coinvolgente.&lt;br /&gt;- E’ impazzito?.- le venne comunque istintivo dire.&lt;br /&gt;- Sotto il vischio non ti piace esser baciata?- come osava darle del tu!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Marisol alzò lo sguardo e vide ilrametto.&lt;br /&gt;- Sì, ma…non da lei-&lt;br /&gt;- Lo so che sei pazza di me. Non sono come gli altri, credimi,  sono uomini troppo deboli che puoi comandare a tuo piacimento.Non fan per te-&lt;br /&gt;- Ah, me ne sono accorta che lei non è &lt;/span&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;come gli altri! Nemmeno io sono come le altre, non cadrò ai suoi &amp;nbsp;piedi solo perché &amp;nbsp;è bello-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Oddio, ecco, l'aveva detto. Come se non fosse già abbastanza arrogante quell'uomo.&lt;br /&gt;Lui rise e la  lasciò andare.&lt;br /&gt;Per evitarlo, flirto’ con Ramon Torres e Jordi Soldado, due affascinanti attori di teatro. Purtroppo, bevve un bicchiere di troppo.Così verso le due, sentì il bisogno di ritornare in camera. Ci provò. D’un tratto qualcuno l’afferrò alla vita, e la prese su in braccio per depositarla nel letto. Sentì la stoffa del suo abito scivolare via e così tutto il resto. Poi piombò in un sonno profondo.&lt;br /&gt;Due ore più tardi, provò a muoversi, ma qualcuno era su di lei che le impediva ciò. Vide davanti a sé, l’uomo che l’aveva baciata in modo impetuoso sotto il vischio, ultima cosa che ricordava bene della sera prima. L’uomo davanti a lei la stava baciando ovunque, mentre con la mano la stava toccando in modo terribilmente intimo. Il suo corpo  si inarcò, non ascoltando ragioni.&lt;br /&gt;Ma si riprese in fretta appena lui cercò di farsi strada fra le sue gambe. No, no, no! Non poteva darsi così ! Cercò di respingerlo, di respingere la voglia di lasciarsi andare a quell'uomo focoso. Non aveva però la forza di lottare. Lui la guardò. Troppo arrendevole a causa dell’alcol. Così la prese fra le braccia, si girò sulla schiena e le fece posare il capo sul proprio petto. Lei sospirò sollevata, e si riaddormentò.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Verso le otto così, Marisol stavacercando di ricordare ogni cosa. Poi fu certa, o almeno credeva, dinon aver fatto l’amore con quell’ uomo. Cercò di liberarsi,l’uomo aderì a lei, facendole sentire che …era terribilmenteeccitato.&lt;br /&gt;- Lasciatemi ! – esclamò. L’uomo si svegliò lentamente.&lt;br /&gt;- Tesoro, se non la smetti di muoverti, ti prenderò&amp;nbsp;all'istante. –&lt;br /&gt;- Cosa ci fa nel mio letto!-&lt;br /&gt;- Un po’ tardi per protestare no? Stanotte, quando ti toccavo, non eri così contraria….-&lt;br /&gt;- Vuol farmi credere che io e lei abbiamo fatto...ehm, sesso?-&lt;br /&gt;- sì, abbiamo fatto ...ehm, sesso. Gli opposti, si sa, si attraggono. Forse caratterialmente facciamo scintille, ma a letto, bellezza, io e te siamo perfettamente compatibili, e come rispondevi alle mie spinte, tesoro… -e la guardò con seduzione.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;- Non ci credo! –&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Marisol si era messa a sedere. Stavaseduta sulle ginocchia piegate sotto di sé, stringendosi il lenzuoloaddosso.&lt;br /&gt;- Perché dovrei mentire?-la guardò. Era davvero formosa, anzi piuttosto florida. Ben diversa dalle bellezze diafane al limite dell'anoressia, che era abituato a corteggiare e ad avere intorno. Stranamente fu attratto dalla sua figura prosperosa. Per non dire volgarmente grassoccia.&lt;br /&gt;- Perché lei è un arrogante seduttore e vuole vantarsi che le ho ceduto così facilmente.-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Anthony la guardò scoppiando a riderenervosamente. Accidenti, seppur Marisol Hernandez scrivesseromanzetti farciti di assurde romanticherie, era una donna dispiccata intelligenza, ironia. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Era la prima volta che una donna gli diceva di no. Lui la guardò poi perse la pazienza. Si sollevò e comela sera prima l’afferrò dietro la nuca e l’attirò a sé, labaciò e Marisol lo colpì e graffiò alle spalle poi si strinse alui con passione, circondandogli i fianchi con le gambe. Lui laspinse giù sui lenzuoli e si preparò a prenderla. Le afferrò lemani sopra il capo, sfiorando con la bocca la sua pelle dal collo aiseni pieni. Lei s’inarcò. Stava commettendo una pazzia, lei semprecosì controllata, razionale. Troppo immersa nella sua carriera, pernon aver tempo per altro. Lui le lasciò andare le mani, la baciò einiziò a muoversi in lei, ben presto il loro amplesso divenneimpetuoso, lei non voleva subire, voleva guidare anche lei. Fu cosivorticoso, che gli lasciò alla fine sconvolti dalla forza di quellapassione troppo a lungo sopita di lei e che lui aveva risvegliato, elui era sconvolto di esser stato preda di quella passione che loaveva travolto anche a livello emotivo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Tempo dopo, bussarono alla porta.&lt;br /&gt;- Marisol…hai visto Anthony? – le domandò la sua amica. Marisol non ebbe tempo di rispondere. Lui si alzò e con indosso solo i boxer, andò ad aprire.&lt;br /&gt;- C’è…una telefonata per te-gli comunicò Emanuela per nulla sorpresa. Sapeva già dai primi battibecchi che quei due si piacevano. Molto. Erano come due magneti. Scintille e innegabile attrazione.&lt;br /&gt;- Va bene…cinque minuti e arrivo gù.-&lt;br /&gt;- Bene…-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Marisol era sprofondata nell’imbarazzo.Per tutta la sera aveva detto cose tremende di lui e ora…certo, erala sua migliore amica, avrebbe capito. Ma era comunque imbarazzante.Era sempre così discreta. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Lui si vestì rapidamente, le diede unbacio ed uscì.. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Marisol si gettò sotto la doccia. Ilsuo corpo era ancora caldo della passione. Mentre si vestiva, siaffacciò alla finestra e lo vide salutare salire in auto. Se ne eraandato senza salutarla. Cosa si aspettava da un uomo così? Ladichiarazione d’amore?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Lei restò alcune ore in compagniadegli ospiti rimasti, alcune signore avevano il suo romanzo in borsae timidamente le chiesero un autografo e Marisol fu strafelice difirmare e scrivere qualche dedica appropriata  poi lei e l’editricetornarono a Barcellona, Marisol viveva nei pressi di Barceloneta, lazona balneare della città catalana. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Anthony aveva benedetto quellatelefonata. Le cose stavano diventando troppo serie. Non aveva mai provato un simile trasporto emotivo nel fare l’amore. Aveva bisognodi qualche giorno per pensare. Quella donna gli era entrata dentro enon riusciva più a togliersela di mente.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Ma che cosa gli stava succedendo? &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Quella sera, mentre si preparava lacena, sentì il peso della solitudine sulle spalle. Come se lei avesse abitato lì per molto tempo, e ora non ci fosse più….fosse andatavia. Non era possibile, era folle che poche ore con lei gli avesserosconvolto così la vita. Eppure non riusciva a smettere di pensare alei, di volerla…di amarla! &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Maledizione era follia quella! &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Ma era follia ormai stare lontano dalei. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Doveva ritrovarla. Rivederla. Dirle chequell’anno la sua vita sarebbe cambiata. Che l’avrebbe trascorsacon lui.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Le loro vite erano già cambiate da chesi erano guardati. Le loro divergenze di opinioni erano il sale delloro rapporto. Indispensabile per non cadere nell’abitudine, nellanoia. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Uscì e andò a correre sulla spiaggia. Attività fisica era l'ideale per non pensare troppo. Anche lui viveva a Barceloneta, in un loft estremamente lussuoso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Doveva contattare Tonia per sapere dovevivesse Marisol. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Ma non ci fu bisogno. La vide sedutavicino alla riva. Con un vestito delizioso addosso, i sandali accantoasè.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Si avvicinò a lei.&lt;br /&gt;- Sai due giorni fa pensavo che quella telefonata fosse stata una benedizione, per andarmene senza guardarmi indietro. Ma ora la maledico. Perché forse …ti ho perduta per sempre-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Marisol alzò gli occhi e sobbalzò.Stava pensando a lui. Si alzò e lo guardò. L’emozione la lasciavaincredibilmente senza parole. Il che era il colmo per una scrittrice.&lt;br /&gt;- Siamo così diversi io e te….- sussurrò lei.&lt;br /&gt;- Funzionerà per questo. Anche se non abbiamo ancora vissuto insieme…ma mi manchi nel mio loft immenso. Sei diversa. Hai molte qualità, fra cui il senso dell’humor e poi cosa essenziale, mi hai dato una cosa… che molte donne in passato non mi hanno dato…-&lt;br /&gt;- Ah sì cosa? – domandò, quasi spaventata della risposta.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;- Un  bel no. Hai una tua personalità. Una tua vita. Una tua autonomia. Sai dire no. Nessuno non me l’hai mai detto.&amp;nbsp;All'inizio, confesso, ne ero molto indispettito. Ma mi rendo conto che mi sono stancato di donne troppo condiscendenti-.&lt;br /&gt;- Hai avuto una vita troppo facile-&lt;br /&gt;- Esatto. Tu sei tutto l’opposto delle donne che ho avuto finora.-&lt;br /&gt;- Ti stancherai anche di questa novità.-&lt;br /&gt;- Come posso stancarmi della persona che amo?-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Marisol lo guardò ancora scettica. Laluce di arroganza era sparita. Sembrava profondamente sincero.&lt;br /&gt;Quel vischio ha compiuto un miracolo?-sussurrò lei.&lt;br /&gt;- Porta fortuna. Tu sei la mia fortuna. Voglio trascorrere con te questo nuovo anno…e tutti quelli che verranno. –&lt;br /&gt;- Baciami-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Anthony Montgradinon se lo fece ripetere. Quel bacio era come stappare una bottigliadi champagne. Suggellava un momento indimenticabile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; margin-left: 1.27cm;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Fine &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5414906794086735683-5610399946728152347?l=scrivendocolcuore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/feeds/5610399946728152347/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/2011/12/spagna-sessanta-chilometri-da.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5414906794086735683/posts/default/5610399946728152347'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5414906794086735683/posts/default/5610399946728152347'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/2011/12/spagna-sessanta-chilometri-da.html' title='UNA PASSIONE PER CAPODANNO'/><author><name>krizia65z</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12980221028210653044</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ZCJTyt0cqdQ/SlkOBgPFGLI/AAAAAAAAAAM/HWRLxwjwzLs/S220/girlconfuse.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-ucyk96Hc0ic/Tv0B0klk0XI/AAAAAAAAAFs/_T0Vl5XeaoU/s72-c/PASSIONE+DI+CAPODANNO.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5414906794086735683.post-5390087145725470816</id><published>2011-12-21T16:39:00.000-08:00</published><updated>2011-12-21T16:58:46.236-08:00</updated><title type='text'>UN NATALE PER RICOMINCIARE</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-EbBvmnESSEc/TvJ7vzZIRfI/AAAAAAAAAFg/fmYohkEg9qc/s1600/scrap+racc+nat.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="298" src="http://2.bp.blogspot.com/-EbBvmnESSEc/TvJ7vzZIRfI/AAAAAAAAAFg/fmYohkEg9qc/s400/scrap+racc+nat.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="background-color: yellow; color: red; font-size: x-large;"&gt;Natale 1995&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Carla Lamberti uscì rapidamente dalla libreria del quartiere, ridendo ancora della battuta della sua amica e proprietaria del negozio, ma essendo così distratta, non si accorse dell'uomo che stava passando &amp;nbsp;in quel mentre e fu così che avvenne lo scontro. &amp;nbsp;Un uomo passò in quel momento e così avvenne lo scontro.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;mi scusi...non ho guardato bene chi passava- si scusò subito lei. In effetti, era uscita in modo un po' avventato e l'uomo contro cui andò a sbattere, era di fisico massiccio che la fece quasi rimbalzare indietro per la forza dell'impatto. Si chinò e raccolse i due libri impacchettati. L'uomo fece lo stesso con i suoi pacchetti. Quando si rialzò, l'aroma di una costosa colonia le arrivò alle narici. Da molto tempo non si trovava tanto vicina ad un uomo, notava il suo aspetto, aspirava il suo odore. Anche lui fu inebriato dal profumo dei capelli di lei.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Sì, è uscita in modo un po' troppo irruente dalla libreria- l'apostrofò rudemente. Sperò che quella donna non si fosse fatta male, ammise di esser stato anche lui sovrappensiero quando aveva svoltato l'angolo della via. &amp;nbsp;Cercò di esser rude, per non notare quanto fosse dolce e attraente la donna davanti a lui, era la prima volta da mesi che non guardava un'altra donna, da che....scosse il capo. Insomma non stava facendo nulla di male.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Lei lo guardò meglio. Era il nuovo inquilino del sesto piano. La sua amica Isabella, la portinaia, le aveva raccontato che l'uomo era vedovo con un bambino di sette anni. Una signora tedesca si occupava del piccolo, mentre il padre, che lavorava nel campo dell'editoria, era al lavoro.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Le ho chiesto scusa...- mormorò Carla. L'uomo bofonchiò qualcosa di incomprensibile e si allontanò rapidamente. Carla sospirò e lo seguì perché si stava dirigendo verso casa.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Capiva cosa provava quell'uomo, anche lei, da tre anni, aveva perso l'uomo della sua vita, in modo crudele, inaspettato, ma nonostante questo dolore, non rispondeva male al prossimo, era serena e socievole.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Guardò le luminare natalizie e sospirò. Cercando di non farsi avvelenare l'atmosfera natalizia che respirava e le riempiva il cuore di pace, dolcezza, piacevoli aspettative. Un altro Natale da vivere. Ecco la sua visione, il dono della vita la sola cosa che contasse. Poter passare quel Natale con le persone che si amavano. Un pensiero dolce amaro &amp;nbsp;per Riccardo che ora vegliava da lassù su di lei e Mirko. &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Infilò i libri nel sacchetto della spesa ed aprì il portone.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Destino volle che si ritrovassero, lei e il signore 'Scontroso'. sull'ascensore. Lui la ignorò letteralmente. Anche se non fu facile per lui, perché dovette ammettere che lei era una donna molto attraente, e probabilmente aveva una schiera di ammiratori, conduceva una vita molto movimentata, mondana troppo mondana. No, lei non rispecchiava il suo tipo ideale, era ben distante dalle sue esigenze. Carla si stava domandando perché lui fosse tanto scostante. L'ascensore si fermò al quinto piano, e Carla scese, &amp;nbsp;si voltò per salutare ma l'uomo aveva già premuto per ripartire. Sbuffò.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Entrò in casa. Con lei vivevano la sua migliore amica Sandra Guzzi e sua figlia Marina. Sandra, &amp;nbsp;anche lei vedova, era sarta. Si erano conosciute in quella tragica circostanza. Entrambi i loro mariti erano morti in un incidente ferroviario, in cui avevano perso la vita anche altre novantadue persone. I due uomini si trovavano vicini, seduti nella carrozza ristorante quando era avvenuto il terribile impatto. Avevano così messo i due corpi vicini. Carla e Sandra si conoscevano solo di vista, abitando nello stesso stabile ma soffrendo unite nello stesso dolore, accomunate dallo stesso destino, avevano subito instaurato una solida amicizia, che le aveva portate a raccogliere le proprie forze per convivere insieme coi propri rispettivi figli.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Nel loro appartamento avevano un locale adibito a sartoria. Ma il lavoro di sarta non impediva a Sandra di occuparsi di sua figlia e di Mirko, il figlio di Carla. Entrambi i bambini avevano sei anni&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Carla era la segreteria in un ufficio di commercialisti.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;ciao mamma!- la salutò il suo bellissimo bambino.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Ciao tesoro! - e lo abbracciò forte. Il suo piccolo uomo, così insolitamente maturo per la sua età, il suo linguaggio era piuttosto vario, osservava tutto con domande non banali, parlava con poche incertezze, del tutto normali a quell'età.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Ciao ...- le sorrise Sandra. Se non fosse stato per Carla, la sua forza d'animo nell'affrontare la vita, Sandra si sarebbe di sicuro lasciata andare alla depressione. Dopo la morte di Gustavo, andare a vivere con Carla e suo figlio Mirko era stata una vera ancora di salvezza per lei e la sua bimba. In quei momenti come il Natale non smetteva di ringraziare Dio e una buona stella perché non erano più sole.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Ciao cara. Ho qua la spesa...-e le ammiccò. Già i regali. Sandra aveva acquistato due giochi per i bambini mentre Claudia aveva comprato anche due libri, ai due bambini piaceva leggere. A Sandra aveva regalato una stupenda borsa con portafoglio coordinato. Che aveva già nascosto in casa.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Sandra prese la busta della spesa che Carla le porgeva.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;ciao zia Carla- la salutò Marina con un pezzetto di stoffa in mano. Anche lei con la passione del cucito come sua madre.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Che cosa stai cucendo?-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;una gonna per Liz, la mia Barbie fascion-&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;stupenda. Diventerai brava come tua madre-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;mamma, domani c'è la recita di Natale a scuola. Puoi venire?- la informò suo figlio Mirko. Il bambino pensò che la sua mamma lavorava sempre molto, ma gli era sempre vicino come poteva, la voleva vicino in quella recita dove aveva il ruolo di Giuseppe e cantava anche. &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Sì, sua madre avrebbe fatto l'impossibile per esserci, ma voleva esser tranquillo e chiederglielo. &amp;nbsp;Carla sapeva della recita. Anche se l'avessero fatta in settimana, avrebbe chiesto di uscire nel suo orario d'ufficio ovvero alle cinque in modo di esser presente alle recita natalizia. &amp;nbsp;Era l'assistente del più anziano dei commercialisti, ma seppur la sua posizione fosse molto importante ma non così importante quanto suo figlio, cercando in ogni modo di stargli vicino in quei momenti speciali irripetibili. &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Certo che ci sarò, tesoro- e gli fece un buffetto sulle guance.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;fantastico!- e sorrise. Somigliava così tanto al padre. Stessi occhi grigio azzurro dal taglio vagamente felino, stessi capelli di un caldo biondo e le inconfondibili fossette sulle guance e una sul mento.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Ora io e Sandra ci occupiamo della cena. Poi mi raccontate tutto, va bene?- e guardò i due bambini.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Va bene -&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;In realtà era Carla che cucinava, giustamente, visto che Sandra si occupava di altre incombenze casalinghe. Si erano divise i compiti.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;ho incontrato l'inquilino nuovo del quinto piano- le raccontò subito Carla.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;il signor Giorgio Benetti-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;ah, Isa mi ha detto solo il cognome.-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;dove l'hai incontrato?-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Carla le raccontò tutto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Uh, che caratteraccio. -&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;già. Comprendo il suo dolore ma ciò non significa esser maleducato-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;che tipo è fisicamente?-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;oh...brutto non è. Ma anche se fosse l'uomo più bello del mondo, non ha un bel carattere.- probabilmente alimentato dalla tragedia che l'aveva colpito ma Carla preferiva di gran lunga gli uomini estroversi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;certo.-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;ha un figlio. So solo che ha sette anni-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;e' vedovo anche Benetti-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;sì...-&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;potremmo invitarlo alla festa no?-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;sì, ma secondo te accetterebbe?-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;noi gli mettiamo l'invito nella posta. Poi sta a lui. Tu il gesto buono e di pace l'hai fatto.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Sandra intuiva dell'interesse di Carla per l'uomo. Se la conosceva ormai bene come credeva, a Carla dispiaceva che l'uomo si comportasse in quel modo burbero. La festa poteva esser un mezzo per sciogliere quel cuore.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Non deve pensare solo a se stesso, al suo dolore- fece quella considerazione.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;esatto.- replicò Carla. Sandra aveva dichiarato di non volersi più risposare. Non sarebbe riuscita a vivere accanto ad un altro uomo. Ma voleva che Carla trovasse un brav'uomo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;A Natale, da un paio d'anni, lei e Sandra organizzavano una festicciola natalizia per i bambini del condominio. Tutte le mamme collaboravano. C'era anche una piccola caccia al tesoro con piccoli regali creati da Sandra. Inoltre i bambini portavano un giocattolo loro, in ottime condizioni, per poi donarlo all'istituto Magaar, dove si trovavano dei bambini orfani della guerra appena conclusa nell'ex Jugoslavia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Un'altra associazione si occupava di offrire vestiti e cibo. Ma a Natale, i bambini avevano bisogno di coccole e di un gioco.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Anche nel condominio di fronte, che si trovava però nel loro stesso cortile, viveva Barbara Caputi, collega e ottima amica di Carla, divorziata e con due figli, organizzava una festa simile e insieme così portavano i regali raccolti all'istituto che si trovava nel quartiere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Quella sera, insieme ai bambini prepararono gli inviti alla festa che sarebbe avvenuta la settimana seguente. Tre giorni prima di Natale.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;ti piace ?-domandò Mirko, mostrando il cartoncino. Quelli erano i momenti più belli, seduti al tavolo ogni sera, per finire i compiti meno impegnativi, per disegnare in quel caso i biglietti. Visto che era la loro festa, &amp;nbsp;era giusto che collaborassero creativamente. Per esser fieri di se stessi. &amp;nbsp;Era molto fiera di Mirko. Il piccolo, più volte, aveva dimostrato grande talento artistico. Riccardo amava dipingere nel tempo libero.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Stupendo...- rispose Carla commossa.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;e questo zia?- le domandò Marina che la considerava davvero come una zia.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;mi chiedo cosa ci facciamo qua io e tua madre! Siete più bravi di noi!- si lamentò Carla, e sorrise subito dopo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Anche Sandra amava quei momenti insieme, tv spenta, per dar sfogo alla creatività, allo stare insieme per ascoltare i loro figli. Carla aveva un carattere estroverso, era veramente brava a divertire i bambini con molto poco. Lei non aveva tutta quella sconfinata pazienza pur amando profondamente sua figlia.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Siete brave a scriverli !- &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;ah ecco. -&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Carla intinse il pennino nella boccettina della china e scrisse l'invito. Soffiò sopra e lo mostrò. I disegni erano davvero stupendi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;wow!- si complimentarono i presenti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Bene....ora scriviamo i nomi...-&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Si era fatta dare la lista da Isabella.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;posso aiutarti a imbucarli?-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;non possiamo tesoro. Li dobbiamo dare a Isa-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Due giorni dopo, nella cassetta, Sonia e Carla iniziarono a ricevere i biglietti di conferma alla festa. Solo tre persone non risposero. Ma quella mattina, Carla seppe da Isabella che due famiglie erano in fase di trasferimento, quindi non potevano partecipare. Ma la terza persona era proprio Giorgio Benetti. Che motivo aveva per rifiutare ? Non riusciva proprio a comprendere perchè l'uomo si comportasse così egoisticamente.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;So che ha un bambino, peccato che non voglia portarlo- commentò Carla.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Perché non provi a chiederglielo di persona?-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Stasera andrò a domandarglielo, contaci! &amp;nbsp;Devo andare ora, buona giornata, ciao!-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;anche a te, ciao!- e sorrise. Isabella Roversi pensò con tenerezza che la sua amica Carla era sempre così dinamica, piena di buone intenzioni. Chissà se sarebbe riuscita a scardinare il cuore di quell'uomo tanto ermetico? La sua amica Carla era un donna ostinata a amava le cause perse. Scongelare il cuore di Benetti era proprio una di quelle cause. Lui era davvero affascinante, peccato che allontanasse tutte con quel suo atteggiamento.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Carla era vedova. Chi meglio di lei, poteva capire il dolore? Lei non si era chiusa in se stessa. Tutt'altro.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Quella stessa mattina Stefano aveva trovato il bigliettino d'invito sotto il divano. Era accartocciato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Dalla morte della mamma, avvenuta sette mesi prima, suo padre si era occupato molto scrupolosamente di lui ma senza dargli però calore, tenerezza. Era sempre troppo occupato a lavorare. Non aveva mai tempo per lui. Neanche quando era a casa, neanche la domenica. Era duro, severo. Mai un sorriso. Gli sembrava, a volte, che suo padre ce l'avesse con lui, se la mamma era andata in cielo. Ma non era così. Lui aveva tanto bisogno di affetto. Entrambi ne avevano bisogno!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Lo lesse lentamente e sorrise. Una festa! Quanto avrebbe voluto parteciparvi! Di sicuro aveva un gioco da donare, ne aveva così tanti. Ma non gli importava regalarne, suo padre non voleva mai giocare con lui, come invece faceva quando...scacciò la tristezza. Lesse di nuovo il biglietto. La festa era in un appartamento al quinto piano , non era certo lontano. Doveva tentare di parlare con suo padre. Questa volta non intendeva rinunciare. Non era un capriccio. Quella festa poteva ravvicinarli.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Così andò in cucina, mentre il padre era seduto a far colazione. La signorina Stadtler stava preparandola al bambino.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Stefano, fieni qua, è pronta colazione!-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;arrivo...-&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il piccolo si avvicinò al padre e gli mostrò il biglietto che aveva cercato di stendere bene. Giorgio sospirò. Così il piccolo aveva trovato il biglietto d'invito. Ma non poteva accontentarlo. Voleva passare il Natale con lui, senza intrusi. Con i loro ricordi. Non voleva conoscere nessuno.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;possiamo andarci? E' in questo palazzo! -&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;mangia su-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;papà!-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;ne riparliamo stasera-&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Giorgio sperò che il bambino se ne sarebbe dimenticato, durante la giornata.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Stefano sbuffò e mangiò lentamente e mestamente la colazione.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Quando suo padre diceva ne riparliamo, era certo che non sarebbe accaduto. Ma questa volta doveva insistere! Avrebbe fatto bene al padre, staccarsi dal lavoro e accorgersi di lui. Di quanto lo voleva vicino.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;su Stefano, fare presto, defi andare a scuola! - lo ammonì la governante.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Va bene! -&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Quella sera, così, Stefano stava per avvicinarsi al padre per parlargli dell'invito quando bussarono alla porta.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Giorgio che era vicino all'ingresso, l'aprì e si trovò davanti la donna con cui si era scontrato davanti alla libreria. Certo, era una donna davvero piacevole. Ma cosa voleva ancora? &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt;    &lt;/span&gt;mi dica cosa vuole, ma faccia in fretta- le disse con freddezza. In modo spiccio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Come se lei fosse il tecnico della Tv, che doveva aggiustare al più presto l'apparecchio o il signore si perdeva qualche partita di calcio! rimuginò Carla infuriata guardandolo. Avrebbe voluto &amp;nbsp;a schiaffi e allo stesso tempo, avrebbe desiderato scostargli una ciocca di capelli caduta sulla fronte, corrugata.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;volevo sapere se ha ricevuto l'invito...forse, per errore non l'ha visto bene, e l'ha buttato nella spazzatura-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;forse era meglio l'avessi fatto, cosi mio figlio non si metteva in testa strane idee-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Oh, no, perché dice così? Suo figlio, potrebbe venire no? Tanto deve scendere solo una scala- insisté. Ma cosa costava a quell'uomo venire alla festa portando suo figlio?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;non se ne parla-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;la prego...perché si comporta in questo modo così ...egoista?- lo provocò con la sua innata dolcezza.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;cosa ha detto?- sibilò lui. Ma Carla non si spaventò di certo, ma non ripeté.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Ti prego, papà!-sentì la voce di un bambino dietro le spalle larghe dell'uomo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;abbiamo avuto da poco un lutto, ci lasci in pace! - e sbatté la porta davanti a lei.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Carla picchiò un piede a terra con stizza, chiedendosi perché non riuscisse a convincere la persona ad aprire il suo cuore, a comportarsi con il cuore. &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Carla si mise una mano sullo stomaco. Quell'uomo soffriva terribilmente, certo, ma non era giusto il suo comportamento! &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Giorno della festa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Carla, Sandra e altre cinque signore si offrirono di aiutare per preparare la festa.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;sapete, ho invitato anche il signor Benetti, ma lui non ha voluto sentir ragioni-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Si sentiva come in colpa per non esser riuscita &amp;nbsp;convincerlo a cambiare idea.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;ha perso la moglie da poco, non se la sente-&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;suo figlio ha bisogno di riprendere la sua vita. Ha bisogno di lui. Ha già perso sua madre. Non è giusto che il padre si chiuda in se stesso, nel suo dolore e non gli dia il suo amore.-&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;anche su questo hai ragione cara. Spero che cambi idea allora-&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;povero piccolo-&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La festa ebbe inizio. Stavano mettendo i giochi in una cesta per portarli all'istituto, quando le si avvicinò Simona Ardighi, che aveva portato due bottiglie d'aranciata.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;sai chi c'è dietro la soglia? Il piccolo Benetti-&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;davvero? -&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;già...con in mano un gioco.-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Carla respinse le lacrime, e andò a vedere. Il piccolo la guardò, aveva gli occhi pieni di lacrime. Il piccolo era chiaramente venuto di nascosto dal padre. Avrebbe dovuto chiamare il padre per rassicurarlo che il piccolo era lì.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Stefano voleva esser lì, ma desiderava anche la presenza di suo padre. Quella signora era talmente dolce ma anche molto grintosa, in grado di affrontare suo padre.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;ehi, tesoro, perché non entri?-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;papà non vuole. Per ora non si è accorto che me ne sono uscito. Troppo occupato a lavorare. Ma appena lo farà...-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;ascolta, parlo io con tuo padre se si decide a scendere. Non è giusto che tu non partecipi-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Non poteva negare a suo figlio una piccola festa con altri bambini.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;lui si infuri...erà.- balbettò il piccolo, cercando di riprendere fiato dopo aver pianto.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;non temere tesoro...vieni-&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il piccolo prese la sua mano e la seguì all'interno dell'appartamento. Mise il suo giocattolo nella cesta. Anche a quello aveva pensato. Non era venuto a mani vuote, ma aveva pensato anche a portare un gioco. Ne fu particolarmente intenerita.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Giorgio uscì dal suo studio e cercò il bambino.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Signora &amp;nbsp;Stadtler, dov'è Stefano?-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Insomma, a cosa stava pensando quella donna? Il suo compito principale era occuparsi del bambino non a guardare telenovelas!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ammise che ultimamente lui stesso, aveva particolarmente e inconsciamente trascurato molto il bambino.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;non essere in camera sua a giocare?-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;no! -&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Andò in salotto, e infuriato si versò un sorso di whisky. Aveva capito dove poteva esser andato il piccolo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Gli aveva disobbedito e Stefano non l'aveva mai fatto. Si rilassò un poco perché sentiva che suo figlio era comunque al sicuro, poco distante da lui. Al bambino importava davvero molto di quella festa al punto di disubbidire. Gli aveva negato quella del suo settimo compleanno, tre mesi prima. Stavolta Stefano non aveva accettato un no. &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Mentre beveva, nel vano del mobile bar, vide un pacchetto. Lo estrasse e si lasciò cadere su una sedia quando lesse il biglietto. Cercava di non pensare ad Anna, persa in poche settimane da un male incurabile. La vita andava avanti, se lo diceva ogni giorno che si alzava dal letto. Lei gli aveva fatto giurare di non seppellire il suo cuore con lei, che lui doveva amare ancora e pensare a Stefano.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il regalo &amp;nbsp;per il bambino era proprio da parte di Anna. Dalla forma del regalo capì che era un libro.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ingoiò il nodo alla gola. A lei piaceva molto leggere e voleva che anche Stefano se ne appassionasse quanto lei. Infatti, Stefano molte volte, invece di guardare la tv o giocare, leggeva.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Poggiò il regalo sul tavolo quindi uscì dall'appartamento e scese al piano superiore. Capì dov'era la festa perché sentì le risate dei bambini e la musica festosa natalizia.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Entrò e tutti tacquero. La musica si fermò.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;papà.-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;come ti è saltato in testa di uscire senza dir niente?-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Doveva fargli capire comunque che doveva avvisare sempre quando usciva dall'appartamento. Stefano comprese la preoccupazione di suo padre, che aveva di certo ragione ma se glielo chiedeva di sicuro non l'avrebbe fatto uscire.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;ti prego, voglio rimanere-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;non se ne parla. Fila in casa! -e fece il gesto al figlio di uscire. Carla perse la pazienza. Perché il bambino non poteva rimanere? Non correva certo del pericolo lì, in casa sua.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;la smetta di esser così egoista. Non capisce che sta negando il Natale a suo figlio? &amp;nbsp;Sta negando il suo amore di padre a suo figlio?-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Carla doveva esser brutale per farlo riflettere sul suo errore di chiudersi in quel modo, negando se stesso al piccolo, non per gli altri che avevano secondaria importanza, ma per il suo bambino che doveva venire prima di tutto.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Giorgio fu irritato da quelle parole, come se lui non si prendesse cura a sufficienza di suo figlio. Cosa ne sapeva quella donna di ciò che provava lui? Che ne sapeva della solitudine, della morte?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;che ne vuol sapere lei?- sbottò. Carla respinse le lacrime , non la conosceva ancora cosa poterne sapere del suo dolore?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;lo so perfettamente invece! Sono vedova. Ma non ho mai negato il mio amore a mio figlio Mirko. Ha già perso il padre non può perdere anche la mia presenza costante, il mio amore. Suo figlio è terribilmente solo! Certo, lei è presente. Ma non con il cuore. Suo figlio viene prima di tutto. -&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Giorgio si guardò attorno. Sguardi di aperto rimprovero lo trapassarono. Imbarazzato se ne andò. Così, anche lei era vedova! Tutti lo sapevano, tranne lui. Si sentiva ancor peggio di prima. Aveva tratto conclusioni affrettate.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Tornò in casa. Era stato un discorso molto crudo e ...accidenti &amp;nbsp;quella donna straordinaria aveva ragione! Aveva chiuso il suo cuore in cassaforte, non pensando altri che a se stesso. Aveva lasciato solo Stefano. Escludendolo dalla sua vita. Era tanto rigido con lui, e poi lo lasciava solo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Carla prese fra le braccia il bambino, che vedendo andar via suo padre, era scoppiato in lacrime. Non solo non aveva più sua mamma, ma aveva anche perso suo padre? Era un Natale orrendo, pensò il bambino, fra le braccia di quella donna.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Giorgio riapparve sulla soglia con un pacchetto in mano.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Stefano, guarda chi c'è?- sussurrò Carla. Finalmente, le sue parole, seppur dure, avevano raggiunto il cuore di quell'uomo. Si era reso conto dell'errore che stava commettendo, perchè così facendo, stava rovinando suo figlio&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il piccolo si voltò e vide suo padre. Era incredulo. Guardò Carla, quella donna era davvero buona e bravissima a convincere suo padre. Stefano, così, gli corse fra le braccia. Il padre lo sollevò da terra e lo strinse a sé.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Perdonami Stefano, ti prego...perdonami- piangendo, senza timore di esser mal giudicato come prima. &amp;nbsp;Non l'aveva ancora pianto da quando lei...se ne era andata.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Sì...- sussurrò il piccolo che ormai singhiozzava ma stavolta erano lacrime di gioia.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Tieni...- gli diede il pacchetto.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;e' della mamma! -esclamò il piccolo, leggendo il biglietto.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;sì...lei li comprava sempre d'anticipo...- gli spiegò, &amp;nbsp;soffocando di nuovo il nodo in gola, che minacciava di sopraffarlo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La commozione fu generale poi la serenità e il buon umore tornarono a regnare nella festa.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;grazie- sussurrò Giorgio a Carla che stava riattaccando un fiocco all'albero, trovato a terra.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Di cosa? -gli domandò lei stupita.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;di avermi aperto gli occhi. Bruscamente ma ...ha fatto bene-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;si ricordi che non è solo-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;già..finalmente me ne sono reso conto. .-&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Giorgio non solo aveva riaperto il cuore a suo figlio, ma ad un futuro accanto a qualcun' altro di speciale. Un'altra persona che poteva capirlo e tenergli testa.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Una donna adorabile che ora aveva sul naso un buffetto di zucchero a velo. Glielo tolse dolcemente con un fazzoletto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;oh...grazie...- e sorrise imbarazzata.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;È stato...un piacere- e le sorrise. Carla trovò stupendo il sorriso di quell'uomo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Due giorni dopo, Carla andò a bussare alla porta di Giorgio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;siete soli domani per Natale? - azzardò l'invito.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ma prima che il padre dicesse qualcosa, Stefano si mise le mani sui fianchi e lo imitò facendo il vocione grosso come poté:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;senta, non le pare di essere un po' troppo invadente?- replicò che stava preparandosi a ribattere in quel modo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Giorgio lo guardò stupito. Poi scoppiò a ridere, contagiando anche Carla, che trovò la risata di lui meravigliosa. Stefano li guardava. Era al settimo cielo. Aveva di nuovo il suo papà, e chi lo sa? Una nuova mamma. Carla era una donna dolcissima. Gli piaceva davvero molto.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;accettiamo l'invito, grazie. Dobbiamo portare qualcosa?-&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Carla sentì il cuore esultare per aver riaperto il cuore.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;voi stessi. - disse solo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Le interessava solo la loro presenza. &amp;nbsp;Si vedeva che in quei due giorni padre e figlio stavano rapidamente recuperando il loro rapporto spezzato.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;no, ci mancherebbe. Dirò alla governante di preparare qualcosa, sa, è tedesca e fa ottimi &amp;nbsp;dolci del suo paese.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;–&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;già...ottimo. A domani.-&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;– &amp;nbsp;a domani. Non vedo l'ora-&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Carla sorrise e arrossì. Stava nascendo qualcosa fra loro era felice e spaventata allo stesso tempo.Certo, la paura di soffrire ancora era del tutto naturale, ma dovevano pensare al presente. A vivere ogni singolo istante.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Fu un Natale indimenticabile. Suggellò non solo la Nascita del Signore, ma anche di una nuova unione. Anime sole che si incontravano. Per non esserlo più.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5414906794086735683-5390087145725470816?l=scrivendocolcuore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/feeds/5390087145725470816/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/2011/12/un-natale-per-ricominciare-breve.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5414906794086735683/posts/default/5390087145725470816'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5414906794086735683/posts/default/5390087145725470816'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/2011/12/un-natale-per-ricominciare-breve.html' title='UN NATALE PER RICOMINCIARE'/><author><name>krizia65z</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12980221028210653044</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ZCJTyt0cqdQ/SlkOBgPFGLI/AAAAAAAAAAM/HWRLxwjwzLs/S220/girlconfuse.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-EbBvmnESSEc/TvJ7vzZIRfI/AAAAAAAAAFg/fmYohkEg9qc/s72-c/scrap+racc+nat.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5414906794086735683.post-1590181937806649213</id><published>2011-12-18T18:07:00.000-08:00</published><updated>2011-12-19T11:19:57.947-08:00</updated><title type='text'>TU PUOI SALVARMI OTTAVO CAPITOLO ULTIMA PARTE</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-j2g_RK8KsLA/Tu6bnMzhL9I/AAAAAAAAAFU/nBdUpX2xxus/s1600/tu+puedes+salvarme.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="206" src="http://3.bp.blogspot.com/-j2g_RK8KsLA/Tu6bnMzhL9I/AAAAAAAAAFU/nBdUpX2xxus/s320/tu+puedes+salvarme.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Neigiorni seguenti, Cinzia raccontò ogni cosa alla zia che l'ascoltòcon attenzione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Ladonna avrebbe concesso a Cinzia alcuni mesi per riprendersi daquell'esperienza, per curarsi la ferita aperta della violenza subitama poi avrebbe cercato quell'uomo che la nipote comunque amava tanto,voleva capire perché lui avesse agito così irrazionalmente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Sei mesi più tardi. &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Diego era in ufficio di Brembati quando suonò il telefono. Aveva ripreso a lavorare ma lei gli mancava in modo insopportabile. Aveva cosi' deciso di svolgere attività di volontariato sulle ambulanze, in modo da sentirsi utile. Ciò lo sfiniva e crollava cosi'&amp;nbsp;sul letto, addormentandosi senza pensare a lei. Ma trovandola nei suoi sogni angosciosi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Mentre era a conversare con l'amico, fu passata una &amp;nbsp;telefonata a Brembati.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Signor Brembati, non so proprio dove altro chiamarla. Sono la signora Maggi, la zia materna di Cinzia. Penso si ricordi di me. Credo sia ora che Diego e Cinzia si rivedono e parlino. Si amano. Assurdo che stiano lontani, divisi. Mia nipote non sa di questa chiamata. Lei dice di star bene. Di non volerne più sapere di lui. Ma so che mente. Che lo ama.-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Alessandro avvertiva in modo tangibile la preoccupazione della donna per la nipote. Cinzia, che era una ragazza orgogliosa non avrebbe cercato Diego, seppur amandolo&amp;nbsp;molto. Soffriva in silenzio, la nostalgia per lui. Ma anche se avrebbe indotto Diego ad&amp;nbsp;andare da lei, in quel momento voleva parlare da solo con la donna al telefono.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Diego, ti spiace uscire? -&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Ci mancherebbe. – ed uscì discretamente.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Diego però ne era molto incuriosito perché era evidente che non si trattava di lavoro.&amp;nbsp;Non ne rimase quindi stupito quando l'amico gli chiese di uscire. &amp;nbsp;Ma moriva dalla voglia di sapere con chi stesse parlando l'amico, e il motivo della telefonata. Alessandro però gli aveva sorriso, nel chiedergli di uscire.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Scusi, avevo davanti a me proprio Diego. Lo stesso problema l’ho io con lui. Diego l’ama ma si è convinto che merita di star senza di lei. Dopo il male che le ha recato. E’ un tale testardo anche lui ma vedrà che lo convinceremo. Fisicamente si è ripresa?-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Sapere anche dell'arresto di Sciacca doveva averla tranquillizzata, permettendole di&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large; white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;riprendersi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Sì. Ma ovviamente ha delle cicatrici nell’animo davvero profonde. –&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Luisa pensò amaramente, che nessun uomo poteva davvero comprendere cosa prova&amp;nbsp;una donna quando subisce violenza sessuale. Sperò quindi che il poliziotto&amp;nbsp;comprendesse il momento molto delicato che Cinzia aveva vissuto.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Certo. Mi dica dove si trova. Manderò Diego. E’ ora che si incontrino-&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Doveva comunicare la decisione a Diego che ovviamente doveva esserne felice che&amp;nbsp;finalmente poteva correre da lei. Non sapere dove lei fosse l'aveva reso nervoso come&amp;nbsp;un leone in gabbia. Scrisse l'indirizzo su un blocchetto di post it color giallo intenso e salutò la donna.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Diego rientrò nell’ufficio di Alessandro e lo guardò incuriosito.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Ascolta…sai chi mi ha chiamato poco fa?-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;No, visto che mi hai fatto gentilmente uscire-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Era la zia di Cinzia. Mi ha dato l’indirizzo, dove vive ora la tua donna-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Perché, anche se lontani, anche se lei non voleva più saperne di Diego, ma si appartenevano. Lui aveva il diritto di considerarla ancora la sua donna. Lui l'amava, era quasi morto per lei, aveva sofferto mesi d'inferno lontano da lei.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;La mia donna?-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Non aveva mai avuto diritti su di lei, era una donna libera, da che aveva sedici anni lei era cresciuta troppo in fretta per cavarsela da sola, era in qualche modo forte. Indipendente. Ora era libera anche del suo aguzzino. No, non era la sua donna. Anche se era la sola che avesse mai amato veramente.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Sì…-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;E pensi che lei mi vorrà rivedere? Ricordo molto bene quel che mi hai detto, che Cinzia sa tutto di me e Sciacca. ha fatto ben capire con quell’ ADDIO che non ho possibilità con lei. Me lo merito d’altronde- e fece un sorriso amaro.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Ecco, ci risiamo. Di nuovo Diego si autocommiserava. Aveva agito in modo troppo impulsivo ma non era certo un criminale. Doveva smetterla di sentirsi totalmente responsabile.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Sono passati sei mesi, Diego. E’ ora che vi rivedete-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Credi che non voglia rivederla?-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Dimmelo tu-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Diego moriva dalla voglia di rivederla, ma aveva anche paura. Cosa temeva? Si domandò.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Amo profondamente Cinzia e sentire la sua mancanza è come ricevere ancora, calci allo stomaco. Ma che diritto io ho di riaverla accanto ?-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Sua zia ti ritiene degno di lei e non penso che non sappia tutta la storia -&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Un momento...pensavo che Cinzia fosse orfana…-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Già, Diego non era al corrente che quando era stato pubblicata la notizia della loro 'morte', la signora Luisa Maggi si era fatta viva. Chiedendo informazioni sulla giovane, se era proprio la nipote che credeva morta nell'incidente anni prima. Alessandro l'aveva assicurata che Cinzia era viva. Ma dovevano proteggerla così, aveva poi fatto in modo che le due donne si incontrassero. Ma non ne aveva parlato con Diego, accennando solo ad una persona. Diego, troppo debilitato dopo il periodo in cui era in stato di coma, probabilmente non se ne ricordava.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;A quanto pare no. Dai, Diego, amico mio, fai le valigie e vai da lei…-lo spronò Alessandro.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Diego pensò freneticamente, perché era così indeciso? Era davvero difficile trovare il coraggio per andare da lei. Una parte di sé voleva rivederla, ma un'altra aveva paura di un no definitivo, di esser respinto. Una paura folle di dover trascorrere il resto della propria vita senza di lei...Non sapeva se riusciva ad accettarlo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Alessandro lo guardava sbalordito. Insomma, basta tergiversare, cosa aspettava Diego? Certo, probabilmente lei non l'avrebbe accolto a braccia aperte ma era certo che Diego, implorando perdono, avrebbe di nuovo fatto breccia nel cuore tenero di Cinzia, che anche se aveva vissuto esperienze durissime, non le si era indurito il cuore. Le avrebbe detto la verità, questo solo voleva lei. La verità. Era pronta ad ascoltare.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Ma Diego, si alzò e con tono freddo:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;No. Ora devo tornare in clinica-dirigendosi verso la porta.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Hai affrontato Sciacca…e ora ti comporti da vigliacco con lei-.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Era davvero pazzesco il comportamento del suo amico. Aveva visto la morte in faccia, aveva sfidato Sciacca, e ora che gli accadeva? Perché temeva di affrontare quella donna?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Tu pensi che io…-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Allora perché hai paura di incontrarla?–&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Lei non mi vorrà più vedere-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Beh, volterai pagina in modo definitivo no? Ma a quanto dice sua zia, manchi molto alla nipote ma la tua Cinzia, ovviamente, non vuole ammetterlo nemmeno a se stessa–&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Era già un buon segno. Così mancava a Cinzia. Era un segnale forte che doveva ridargli ottimismo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Diego si massaggio il capo. Non si era ancora del tutto ripreso dal coma, dalle ferite, aveva emicranie atroci ma la Tac aveva dato esito negativo. Erano solo le conseguenze delle torture subite.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Va bene, andrò da lei. – e rimise la mano sulla maniglia della porta.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Aspetta…-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Cosa c’è ancora?-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Insomma, se seguitava a fermarlo, i dubbi, o meglio, le paure, lo assalivano di nuovo. Vide Alessandro sorridere ironico. Quindi gli sporse un biglietto giallo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Senza di questo dove vuoi andare?- &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Diego prese il biglietto ed uscì.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Quel venerdì sera, Diego buttò alcuni indumenti in una valigia e si catapultò fuori, prima di cambiare idea per l’ennesima volta in quarantotto ore.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Era proprio vero che dire mi dispiace era la cosa più difficile al mondo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;No, basta pensare, doveva agire, rivederla. Il suo viso lo ossessionava, invadeva i suoi sogni, vedeva Cinzia ferita a sangue. Voleva quindi rivederla per assicurarsi che ora stesse bene.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Ora l’incubo era finito, Augusto Sciacca era stato condannato all’ergastolo. Non dovevano esserci più segreti fra lui e Cinzia.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Per ricominciare su basi stabili, in modo che il loro rapporto potesse diventare solido. La fiducia, aveva ben compreso, era essenziale. Non bastava l'amore, seppur profondo e intenso che sentivano. Verso le undici di quella sera, arrivò a Rubiera. Di certo non poteva presentarsi a quell’ora, così&amp;nbsp;prenotò una camera in una locanda. Il mattino dopo, si recò presso la villa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Sentiva il proprio cuore, a mano a mano che raggiungeva la residenza, aumentare il ritmo a tal punto da sentirlo rimbombare nell' orecchie e nelle tempie. &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Cinzia era seduta su un divano, a leggere, si trovava nella veranda coperta, quando guardò fuori dal vetro e lo vide sopraggiungere.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Proprio quella notte aveva sognato Diego, le correva incontro in un prato pieno di papaveri ma poi l'aveva visto arrancare e crollarle a terra davanti a lei. Pochi secondi dopo, una macchia rossa si stava allargando sulla camicia bianca. Si era svegliata gridando. Eppure ora Sciacca era in prigione, in una cella di massima sicurezza. Non l'avrebbe potuta più ferire.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Ora le pareva di nuovo un sogno...no, un miraggio nato dal suo desiderio di rivederlo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Provava due sentimenti intensissimi. Lo detestava perché le aveva mentito, non poteva più sopportare le bugie. Diego conosceva Augusto, aveva messo in pericolo entrambi Lo detestava e lo amava disperatamente. Come fondare il loro rapporto sul loro burrascoso passato? Sarebbe riuscita a fidarsi ancora di lui? Diego come aveva potuto lavorare per l’assassino di suo padre?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Ma lo amava ancora, tanto. Amava la sua forza, la sua sensibilità. La sua intelligenza. Lo desiderava anche. Ma rivederlo, farsi toccare da un uomo...sarebbe stato possibile? In quel momento, entrò sua zia seguita dalla cameriera che portava un vassoio.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Tesoro, non hai fatto colazione.-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Quella notte, l'aveva sentita gridare, probabilmente aveva di nuovo avuto quell'incubo. Ma quando era andata da lei, l'aveva trovata di nuovo tranquilla che dormiva.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;No…mi sono svegliata cosi presto…-&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Come mai tesoro? Che hai da guardare continuamente fuori?-Luisa la vedeva agitata, distratta. Come inversa, probabilmente a causa della notte difficile.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Lui…ho visto lui poco fa-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Probabile…-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Così, Brembati aveva convinto l'amico a venire a cercarla. Non aveva parlato a Cinzia di quella telefonata per non illuderla, agitarla.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Cinzia guardò la zia. Si comportava in modo strano, pareva in attesa di qualcosa. Come se si aspettasse la visita di qualcuno.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Cosa? – e guardò sua zia che, si concentrava esageratamente a versarle il tè.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Sentirono il campanello della porta trillare con energia.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Zia?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Come avrà fatto a trovarti?-domandò con aria innocente sua zia. Finalmente Cinzia capì tutto. Sua zia aveva di nuovo contattato il commissario e avevano architettato il piano. La prima volta, sempre Brembati l'aveva convinta a incontrare sua zia. Quei due si erano forse tramutati in due 'cupidi'? Ma non riuscì ad esser contrariata con lei.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Forse grazie al tuo aiuto eh?-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Luisa sospirò sollevata che la nipote non si fosse troppo adirata per quello stratagemma alle sue spalle compiuto in buona fede. Per il suo bene.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Cosa dici mai?-e la guardò, fingendosi offesa stavolta. Zia e nipote si assomigliavano molto anche come carattere.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Entrò il maggiordomo che annunciò la visita di un uomo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Cosa vuoi fare, cara?-le domandò la zia.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Vorrei che mi raggiungesse qua.-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Voleva parlare con lui, capire. Era pronta ad ascoltarlo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Va bene…Ma se non ti dispiace, vorrei anch'io scambiare due parole con lui-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Brembati le aveva dato informazioni sul carattere del suo migliore amico, Cinzia le aveva mostrato altri aspetti di lui. Ora, però, voleva avere una sua impressione. Cercando di esser molto obiettiva.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Ma certo, zia. Anzi, mi sento più tranquilla- e le sorrise, serena.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Sua zia sapeva esser molto obiettiva. Non si lasciava travolgere dai sentimenti, come lei. Sapeva esser fredda e razionale e molto pragmatica.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;La zia raggiunse l’uomo nell’ingresso. Se l'aspettava totalmente diverso. Un uomo dal volto quasi fanciullesco, raffinato. Ciò non la lasciò delusa, tutt'altro. Perché l'uomo era di notevole fascino. Il suo volto vissuto e tormentato emanava un certo non so che, e provavi un’irresistibile voglia di stargli vicino, sia per distendergli il volto teso, per dargli conforto e allo stesso farti proteggere da lui, così forte e imponente.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Comprese così come mai sua nipote ne fosse così innamorata. Comprendeva in parte, anche un'altro motivo perché Sciacca avesse voluto punire Diego. Era un rivale pericoloso, provando anche un senso di inferiorità verso il nuovo affascinante uomo della sua ex amante.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Buongiorno signora-pronunciò quelle parole Diego, con fare ossequioso. Si aspettava di vedere subito Cinzia, ma comprese le intenzioni della zia. Di proteggere la nipote.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Buongiorno giovanotto. Così è lei Diego-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;ebbene sì, signora, sono il famigerato Diego Ambrosi-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Si dipingeva così, come un 'delinquente' e apprezzò molto l'autoironia di quell'uomo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Vorrei parlare alcuni minuti con lei prima che si incontri con Cinzia-&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Ma certamente, ero preparato e mi sembra più che giustificata la sua richiesta. Ho fatto patire a sua nipote sofferenze atroci.- e il senso di colpa lo tormentava ancora profondamente.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;L’ha ingannata- gli fece notare.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Perché quell' inganno faceva male quanto le ferite fisiche, ma capì che l'uomo si rendesse conto molto bene di quanto avesse fatto male a Cinzia. A se stesso. Perché di certo non era un uomo cattivo. Solo poco avveduto.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Sì…ma non come crede Cinzia.-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Mi segua-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Diego seguì l’affascinante &amp;nbsp;zia di Cinzia in un salotto elegantissimo. Osservò ancora una volta la zia di Cinzia, una donna piacevole. Era chiaro che lei si aspettasse la massima sincerità. Lei aveva lo stesso sguardo di Cinzia, grintoso e determinato. Attese che la donna si sedette prima di fare altrettanto. Luisa apprezzò molto il gesto cavalleresco.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Desidera un caffè signor Ambrosi?-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;No, grazie-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Scommetto che è talmente nervoso che non inghiottirebbe nemmeno un sorso d’acqua-.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;L'uomo era un fascio di nervi, stava seduto sul bordo della poltrona, come se fosse coperta di chiodi. Diego si mosse un poco. Si sentiva messo sotto esame in un modo molto minuzioso, quasi chirurgico.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Lei è molto brava a leggere negli animi-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Cinzia mi ha raccontato tutto-&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Cosa ne pensa lei?-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Diego aveva bisogno di sapere se la donna era davvero così obiettiva come voleva far credere o avrebbe preso le difese della nipote, o avrebbe compreso il suo comportamento?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Luisa rimase un attimo sbalordita che le chiedesse un opinione su quella delicata situazione.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Cinzia, a causa della sua inesperienza, ingenuità, si era fidata di un uomo come Augusto e poi di Diego, entrambi uomini troppo navigati.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Cinzia ha scherzato con il fuoco mettendosi con un uomo come Augusto. Certo all’amor non si comanda. Finalmente, se ne rende conto dell'errore e scappa. Ma chi incontra? Come si suol dire, dalla padella alla brace-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Non è così. Io lavoravo per lui per incastrarlo. Lui mi dava da controllare i suoi nemici…ma facendo così mettevo in guardia gli amici di mio padre facendo capire loro che Sciacca voleva eliminarli. La polizia ne era informata. Gli serviva un infiltrato. Inoltre ho sempre negato a Sciacca di sapere se veramente era stato lui a uccidere mio padre. Insomma hai ucciso mio padre non lavoro certo per te, questo gli feci credere-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Finalmente, aveva potuto spiegare il motivo della sua 'collaborazione' con Sciacca.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Luisa ascoltò attentamente e comprese. Così Diego, a rischio della propria vita, si era esposto in quell'operazione molto complessa per incastrare Sciacca, salvando anche alcune famiglie in pericolo. Era da ammirare e da perdonare il suo silenzio. Perché Cinzia non aveva creduto alle spiegazioni di Brembati? Se non credeva a Diego, almeno a Brembati doveva credere.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Capisco…quindi quando ha scoperto che lei faceva il doppio gioco…-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Più che altro mi ha punito per aver aiutato Cinzia ad incastrarlo, per aver negato di conoscerla. Per avergliela portata via. Questione d’onore temo.-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Perché, purtroppo, Sciacca aveva ucciso unicamente per una questione d'onore, rendendolo così ancor più crudele. Spietato.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Per una questione d’onore, per poco non ci uccidevano. Per una questione d’onore una donna è morta! – sentirono la voce della giovane alle loro spalle.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Anche se Diego aveva un tono di riprovazione, trovava inconcepibile che si fosse trattata solo e unicamente di quello! D'istinto cosi' aveva espresso il suo risentimento su quella considerazione. Sua zia Luisa e Diego si voltarono verso di lei, guardandola preoccupati. La zia le andò vicino. Sua nipote era addolorata, sconvolta. Ma non doveva mal interpretare le parole di Diego. Lui aveva fatto solo una triste constatazione.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Diego avvertì di nuovo il cuore aumentare il ritmo, nel rivederla. Si rendeva conto di quanto gli era mancata. Gli sembrava di sentire il sangue più veloce nelle vene per l'emozione, per l'intenso amore per lei.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Cinzia…- sussurrò Diego, voltandosi lentamente. La guardò. Si era ripresa fisicamente. Ma nel suo sguardo ancora tanto dolore, sofferenza. Le ferite di un animo violato richiedevano &amp;nbsp;molto tempo per cicatrizzarsi. Ma rimanevano comunque lì a ricordarti cosa è accaduto. Ora, lo guardava con una luce di biasimo. &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Sciacca ha agito per questo. Io per giustizia. Ti ho aiutato per proteggerti e salvarmi. Ad Anna è stato chiesto di non accettare ma lei ha minacciato di dimettersi. Alessandro non poteva accogliere una simile richiesta. –sentì il bisogno di rettificare e si alzò in piedi. Cinzia comprese. Doveva tenere il cuore e la mente ben aperti. Lui era giunto fin lì per rivelarle finalmente la verità.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Lo guardò bene. Quanto le era mancato! Nuove rughe solcavano i suoi bellissimi occhi. Ora una parte di sé avvertiva il bisogno irrefrenabile di volare fra le sue braccia, l'altra no. Cercava di rimanere &amp;nbsp; distaccata, razionale per ascoltare bene la versione di Diego.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Cinzia si avvicinò a lui. Ma con dolcezza, con tono di voce un poco afona, dovuta alla violenta emozione, sussurrò.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Come stai?-&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Quel tono, quella vicinanza, l'attenzione nel chiedergli come stava, gli strinse il cuore, come si stringe e si appallottola un foglio di carta che si vuole gettare nel cestino. Stava lottando per non distendere il braccio, afferrarla alla vita e stringerla a sé. Ma doveva aver pazienza.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Vi lascio soli… - mormorò la zia ed uscì discretamente.&amp;nbsp;Cinzia e Diego avevano bisogno di star soli. Ascoltarsi, capirsi, ritrovarsi. Ritrovare la fiducia reciproca.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Cinzia lo guardò intensamente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Sto meglio, e tu?-rispose dolcemente lui. Voleva rassicurarla e allo stesso tempo, farle capire quanto le mancava.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Sopravvivo-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;E’ tutta colpa mia, piccola-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;NON-CHIAMARMI-PICCOLA-&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Scusa. Vorrei sapere, cosa ne pensi di me? –&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Che sei pazzo.-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Il suo comportamento era stato del tutto illogico. Perchè lavorare per un uomo che ti ha ucciso il padre era da folli. Andare contro a Sciacca, ben sapendo sapendo quanto quell'uomo fosse spietato, era un'altra pazzia. Infine, mentirle in quel modo, mettendola in pericolo, era assolutamente insano.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Hai sentito perché ho dovuto agire così?-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;No. –&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Ora ti racconto tutto…-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Si risedettero su un divano. Uno di fronte all'altra.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Dimmi-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Diego emanò un sospiro di sollievo. Finalmente lei voleva ascoltare. Voleva dirle tutto. Aveva il diritto e dovere di spiegarle.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;- &amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;Conobbi quel bastardo quando gli curai il cane. All’epoca non sapevo che fosse stato proprio lui a sparare alle spalle di mio padre. Glielo chiesi. Lui mi giurò che era stato Scamone, che aveva interpretato male un suo ordine. ‘quel finiamola qua’ per Scamone significò …facciamolo fuori. E per alcuni anni, visto che ero figlio di un poliziotto, mi chiese di informarlo sui suoi nemici del nucleo antimafia e che indagavano su di lui. Informarlo sulla loro vita. Su tutto. Facendo cosi sapevo chi &amp;nbsp;Sciacca riteneva pericoloso, avvisavo Brembati e lui attivava il programma di protezione-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Perché non me l’hai detto?-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Era una storia plausibile, credibile. Diego aveva davvero rischiato la propria pelle per altre persone.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Diego la guardò, negli occhi di lei una luce di ammirazione. Aveva capito. Non lo riteneva più un bugiardo senza scrupoli, no, lo vedeva come un eroe. Il cuore esultò. Era sulla buona strada per riaverla accanto.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Lo so, ho sbagliato. Volevo solo proteggerti. Poi quando Brembati ha avuto prove a sufficienza grazie anche a quei tuoi cd…ti ho convinto a testimoniare. Ti avrei protetta a costo della mia vita-&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Ma Augusto si è insospettito…-ipotizzò lei. Ora le era tutto chiaro! Come aveva potuto credere a Sciacca, abile a dipingerle Diego come un uomo senza scrupoli? Come aveva potuto ascoltare Sciacca e non Diego e Brembati che dicevano la verità? Non si era comportata in modo obiettivo. Ma Diego non sembrava provare del risentimento per lei, per non avergli creduto. Diego la guardò. Sembrava tormentata dai rimorsi. Ma non voleva che lei si sentisse in colpa per non avergli creduto.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Esatto. In più c’era una talpa nel nucleo…ecco chi ha avvisato Sciacca prima che giungesse la polizia. - le spiegò.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Devo ringraziarlo. Sciacca stava per iniettarmi una droga. Se aveva più tempo estraeva la siringa dal divano e me la iniettava-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Ironia della sorte, quel meschino poliziotto corrotto le aveva evitato mesi terribili a causa di quella droga in corpo. Diego comprese il suo punto di vista. L'amore per lei non solo era profondo ma era infinito. Gli doleva quasi il cuore per quel che provava per lei.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Cinzia lo guardò, leggeva quell'amore negli occhi di Diego, che non resse più con voce rotta da una fortissima emozione, espresse il sentimento. Attendendo trepidante che lei rispondesse allo stesso modo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Cinzia… ti amo-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Cinzia strinse il bordo del cuscino. Sentiva il cuore gonfiarsi di gioia. Era profondamente sincero. L'amava davvero quanto lei amava lui. Ma voleva mettere dei punti fermi nel loro rapporto.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Anch’io, ti amo. Ma perché il nostro rapporto funzioni, massima sincerità, voglio potermi fidare di te e tu di me. Sulla fiducia e il rispetto voglio fondare il nostro legame. –&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Ottime fondamenta. Sono totalmente d’accordo.-e le sorrise. Tutte quelle sensazioni così intense lo stavano indebolendo. Doveva farle comprendere quanto avesse bisogno di lei. Di quanto aveva temuto di averla persa per sempre.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Così, si alzò, andò davanti alla finestra e guardò fuori.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Quando Scamone mi ha detto che tu eri morta, non volevo più vivere. Niente aveva più senso-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Lei non voleva che lui vivesse o morisse per lei. doveva vivere solo per se stesso. Quelle parole dette con tanto dolore l'avevano raggelata. Sciacca li aveva quasi uccisi, non solo fisicamente. Ma psicologicamente.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Cinzia si riprese, e si avvicinò a lui, &amp;nbsp;gli tempestò la schiena di pugni leggeri. &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Diego la sentì sfogarsi contro di sé, ma non avvertì quei colpi. Era uno sfogo comprensibile. Lui le aveva revocato quei momenti di terrore e lo stava punendo per quello. Ma voleva abbracciarla forte, ora poteva farlo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Così si voltò e la prese fra le braccia. Cinzia sentendosi abbracciare, si lasciò finalmente andare, tirando fuori tutta la sofferenza di quei mesi, scoppiò in lacrime. Temeva quel contatto con un uomo, ma capì che quell'uomo che la teneva fra le proprie braccia, non le avrebbe fatto mai del male fisico.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Si strinsero e baciarono a lungo. Lui la supplicò di perdonarlo. Ma lei gli disse che non c'era niente da perdonare. Anche lui aveva sofferto. Lui si era messo in pericolo, aiutandola.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Ora…ricominceremo vero?-domandò Cinzia, sorridendo felice, soffiandosi il nasino con il fazzoletto preso dal taschino della giacca di lui.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Diego la guardava incredulo. Che stupido era stato a indugiare tanto, se solo avesse saputo che lei non gli avrebbe sbattuto la porta in faccia. Ma ora basta con i se e ma, ora l'aveva di nuovo vicino. Niente e nessuno doveva mettersi fra di loro.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Sì. Basta segreti. Chiudiamo quella porta a chiave. Buttiamola via quella chiave.-&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Lei sorrise fra le lacrime quindi mano nella mano uscirono dal salotto e andarono a cercare la zia di Cinzia per comunicare la lieta notizia.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Vi sposerete qua, vero?- domandò la zia. Era davvero felice per la nipote. Erano una coppia davvero assortita, erano così diversi tra loro eppure si completavano. Gli opposti si attraggono. Quando lei le aveva professato di detestarlo in realtà ammetteva l'amore per lui.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Sì…è un posto bellissimo. – abbracciando Cinzia.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Due settimane più tardi, Cinzia e Diego si unirono in matrimonio, Alessandro fu il testimone di Diego e la zia Marisa fu la testimone di Cinzia.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Gli invitati furono pochi. La madre di Diego era arrivata la sera prima, e aveva subito preso in simpatia Cinzia. Finalmente suo figlio aveva trovato una persona che ragionava in modo così emotivo, impulsivo, e che non aveva una calcolatrice al posto del cuore, come le precedenti mogli di Diego.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Cinque mesi dopo&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;, Cinzia entrò nella clinica veterinaria, era quasi l'ora di chiusura. Diego infatti stava salutando il proprietario dell'ultimo paziente, quando vide sua moglie seduta con un sorriso radioso, stringendo una busta in mano. Le fece cenno di entrare.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Chiuse la porta, e l'attirò a sé baciandola.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;- &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;ehi piccola, a cosa devo questa sorpresa?-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Diego! - lo riprese lei per quell'irritante soprannome.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;- &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;oh, scusa...- e le sorrise. Poi dovette sedersi e terminare di scrivere dei dati.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;- &amp;nbsp; &amp;nbsp; Cosa stai facendo?- vedendolo scrivere rapidamente su un libro.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;- &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;Un secondo tesoro, e poi andiamo a casa-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;- &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; va bene.-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Cinzia attese poco poi si avvicinò a lui. Gli prese la mano e se la mise sul ventre.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;- &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;Diego, sono incinta di diciannove settimane-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Diego la guardò, si morse l'interno della bocca. Incredulo. No, stava sognando. Dopo esser stati all'inferno, ora il paradiso spalancava loro le porte.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Se lo meritavano, dopo mesi di dolore lontani.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;La loro vita scorreva finalmente sui binari giusti.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Su quei binari, mesi e mesi prima, o forse in un altro tempo, si erano incontrati, conosciuti, amati al primo respiro. Purtroppo, da allora, i binari si erano incrociati con altri, conducendoli in luoghi pericolosi, deragliando cosi' i loro desideri, le loro vite.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Diego si alzò, si preparò per uscire, le prese la mano ed uscirono da lì.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="background-color: yellow; color: red; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Fine.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5414906794086735683-1590181937806649213?l=scrivendocolcuore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/feeds/1590181937806649213/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/2011/12/tu-puoi-salvarmi-ottavo-capitolo-ultima.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5414906794086735683/posts/default/1590181937806649213'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5414906794086735683/posts/default/1590181937806649213'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/2011/12/tu-puoi-salvarmi-ottavo-capitolo-ultima.html' title='TU PUOI SALVARMI OTTAVO CAPITOLO ULTIMA PARTE'/><author><name>krizia65z</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12980221028210653044</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ZCJTyt0cqdQ/SlkOBgPFGLI/AAAAAAAAAAM/HWRLxwjwzLs/S220/girlconfuse.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-j2g_RK8KsLA/Tu6bnMzhL9I/AAAAAAAAAFU/nBdUpX2xxus/s72-c/tu+puedes+salvarme.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5414906794086735683.post-743328493114415588</id><published>2011-12-11T16:38:00.000-08:00</published><updated>2011-12-13T06:55:43.052-08:00</updated><title type='text'>TU PUOI SALVARMI SETTIMO CAPITOLO TERZA PARTE-OTTAVO CAPITOLO PRIMA PARTE</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img843.imageshack.us/img843/7343/tupuedessalvarme.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="206" src="http://img843.imageshack.us/img843/7343/tupuedessalvarme.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: red; font-size: large;"&gt;SETTIMO CAPITOLO TERZA PARTE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Alessandro era quasi certo di sapere chi era la talpa. Così, di proposito, diede l’informazione falsa al sospettato. La 'talpa'.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Dopo aver organizzato con un collega, l'operazione per smascherarlo e procedere poi all'arresto di Sciacca.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Chiamami l’ospedale e chiedi quando può’ uscire Ambrosi.-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Alessandro sperò che Mancuso abboccasse all'amo. Tutti sapevano bene che Diego era '&lt;i&gt;morto&lt;/i&gt;'. Contò sul fatto che il tenente non fosse particolarmente dotato di acuta intelligenza e spirito d'osservazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;L’uomo ebbe una reazione sorprendente. Non batte un ciglio nel scoprire che Diego era vivo questo perché doveva aver ascoltato telefonate e origliato conversazioni nel suo ufficio. Eppure, per tutti, Diego era &lt;i&gt;morto&lt;/i&gt;. Alessandro voltò l’angolo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Mancuso afferrò la cornetta e chiamò Augusto. Ora aveva l'assoluta certezza che Diego era vivo. Augusto avrebbe pagato profumatamente quella informazione preziosa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Trovava insopportabile l'amico di Brembati. &amp;nbsp;Ambrosi non era un poliziotto, eppure l'avevano usato come infiltrato, anziché tener presente la carriera di lui, Fernando Mancuso, e la sua sconfinata conoscenza nel campo della criminalità organizzata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Ma si era vendicato, tanto per cominciare, aveva riferito a Sciacca, che Diego conosceva molto bene Cinzia, poi che lei aveva spifferato tutto, dell'omicidio e i traffici di Sciacca. Infine, visto che Sciacca l'aveva ricompensato bene, l'aveva salvato, avvertendolo che la polizia stava arrivando a Ceriale, alla villa, permettendogli così di fuggire.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Gli rispose Scamone, vice di Sciacca.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Arturo, dì al tuo capo che gli stanno addosso. Stanno per arrestarlo. –&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Sì, infatti, tranquillo, il capo si sta preparando alla fuga, parte stasera dall’aeroporto di Bresso. –&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Alessandro, nella stanza a fianco, guardò Corini, che ascoltava con le cuffie, e gli stava facendo segno di okey. Stavano avendo ottime informazioni. Gli dispiacque che Mancuso, prossimo alla pensione, concludesse la sua carriera in quel modo squallido.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Ah, Arturo, ho appena avuto la conferma a ciò che ho udito l’altro giorno. Si vede che Brembati si fida di me. Mi ha chiesto di chiamare l’ospedale per sapere quando Diego veniva dimesso…quindi è vivo-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Non gli passò di mente che Alessandro l'avesse detto apposta per vedere la sua reazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Stupido! Non capisci che è una trappola? Per sapere chi è la talpa della centrale di polizia? Non aspettava altro che …ti tradissi- e riattaccò.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Quello stupido di Mancuso, tutti sanno che Ambrosi è morto. Lui cosa fa? Ci casca in pieno nel trabocchetto, pensò Scamone con irritazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Alessandro uscì dalla stanza di fianco e gli si piazzò davanti.. Aveva sentito tutto. Anche le parole dell’altra persona ed erano state registrate.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Fernando Mancuso si sentì mancare. L’avevano scoperto. Ci era cascato in pieno! Si maledisse. Non solo la sua carriera era finita, ma non avrebbe goduto dei 'frutti' di quelle soffiate.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Allora, Mancuso, quando esce Diego? Hai avvertito anche gli uomini di Sciacca immagino- e appena vide che l’uomo scattare in piedi per darsi alla fuga, Corini, gli fece lo sgambetto. Mancuso finì disteso a terra. Alessandro gli afferrò le braccia piegandole sulla schiena e lo ammanettò. Lo sollevò di nuovo in piedi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Provava profondo disgusto per Mancuso. Si era venduto a Sciacca. Era stato lui a riferire a Sciacca, che Diego conosceva bene Cinzia. Da lì il pestaggio al casolare e poi tutto il resto. Disprezzava profondamente &amp;nbsp;i poliziotti corrotti. Ma ora, non c'era tempo per meditare, dovevano fermare la fuga di Sciacca. Quindi lo affidò a degli agenti e con Corini si recò all’aeroporto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Da due settimane, Alessandro Brembati era stato promosso commissario. Avrebbe ricevuto un'onorificenza se fosse riuscito ad arrestare Sciacca.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Giunti lì, videro Sciacca. i suoi bagagli consistevano in una ventiquattrore di pelle e una borsa capiente da viaggio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Si avvicinarono a lui che li guardò incuriosito. Non parevano sbirri. Inoltre, attendeva due corrieri per consegnare due chili di 'Nellis'. La nuova droga. &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Nel trambusto del viaggio, Scamone non gli aveva infatti comunicato che Mancuso si era 'tradito'. Quindi era all'oscuro del fatto che la polizia stava per arrivare.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Augusto Sciacca?-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Sì?-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;L'uomo li guardava interessato. Non pareva affatto preoccupato. Forse aspettava qualcun' altro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Sono il commissario Alessandro Brembati della squadra omicidi. La dichiaro in arresto per &amp;nbsp;aver causato la morte di: Alberto Ambrosi, Sergio Gandini, Anna Guidolin, Diego Ambrosi e il tentato omicidio di Cinzia Lazzari. A suo carico inoltre altri ventiquattro capi d’accusa per altri crimini.-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Alessandro osservò l'uomo davanti a sé, aveva uno sguardo spietato, non riusciva leggere alcun rimorso per i crimini che aveva commesso, anzi, pareva esserne orgoglioso. Era un uomo di aspetto molto attraente ma non aveva cuore. Cinzia l'aveva capito molto presto e sulla propria pelle.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Quel poliziotto si illudeva se lui si fosse arreso così, si illudeva di mandarlo in carcere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Dovrei confessare?- ribatte ironico Augusto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Quella domanda posta con quel tono strafottente per poco non fece saltare i nervi ad Alessandro. Quell'arroganza lo indisponeva.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Una cosa è certa. Non scapperà. Chiami già ora il suo avvocato ma dubito che la tirerà fuori dai guai. Andiamo- ed estrasse le manette per chiuderle ai polsi di Sciacca che sorrideva impudente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;C’è poco da ridere- commentò Corini, che teneva d'occhio le reazioni dell'amico e suo superiore. Alessandro stava trattenendosi a fatica da non saltare alla gola a quel bastardo. L'arresto doveva esser eseguito in modo regolare, per un incappare in una contro denuncia per abuso di potere da parte dell'avvocato di Sciacca. Le emozioni erano vietate e Augusto Sciacca contava proprio su quello, far saltare i nervi ad Alessandro, emotivamente coinvolto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Con che prove?-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;A parte la deposizione di Cinzia, che cosa avevano a suo carico? Mancuso gli aveva riferito solo la deposizione di quella sgualdrina.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Infatti,Alessandro non aveva mostrato i cd a nessuno. Erano chiusi nella sua piccola cassaforte in ufficio. Alessandro strinse il pugno in tasca. Con che prove? Credeva che l'arrestassero con prove indiziarie? No, a Sciacca, l'ergastolo non glielo toglieva nessuno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Su, non faccia l'ingenuo. Lei lo sa bene, Sciacca, visto cosa ha fatto a Cinzia Lazzari, che ha deposto contro di lei, abbiamo dei Cd con dati scottanti, documenti…testimonianze; su di lei c'è un bel fascicolo zeppo. -&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Cd? Quella ragazzina ingrata l'aveva pugnalato alle spalle rubando i suoi files! L'aveva sottovalutata. Non era solo bella. Era astuta e sveglia. Ma non voleva ammettere a se stesso di aver commesso quell'errore di valutazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Sapete che vi dico, Brembati? Il fascicolo mettetevelo in quel posto! -&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Quindi retrocesse e iniziò a correre. Sciacca aveva poco più di quarantacinque anni e un fisico atletico. Correva decisamente forte. Lo videro salire su un aereo e accendere il motore. &amp;nbsp;Corini corse all’auto. Alessandro giunse all’aereo, cercò di riaprire lo sportello per scaraventare giù Sciacca. ma non ce la fece, Sciacca gli diede il calcio della pistola sulla tempia. Alessandro rimase stordito alcuni minuti. Sufficienti a Sciacca per allontanarsi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;No, non gli sarebbe sfuggito stavolta quel bastardo. Non poteva permetterlo, lo doveva a Diego, al padre dell'amico, ad Anna, a Gandini, a Cinzia e a tutte le vittime della &amp;nbsp;violenza di quel rettile senza cuore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Arrivarono alcune auto della polizia che arrestarono gli altri della banda.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Alessandro riprese ad inseguire l’aereo. Riuscì a salire e tentò di farlo frenare. Non si accorsero che stavano andando contro una costruzione in cemento. Corini che li stava seguendo in auto, affiancò l’aereo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Non ce la farete. Saltate! Guardate avanti!- urlò con il megafono. &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Alessandro cosi’ si accorse del pericolo imminente. Così, afferrò Sciacca e insieme piombarono sul tetto dell’Audi. Si allontanarono più’ rapidamente possibile ma un pezzo d'ala dell’aereo che ancora ardeva colpì la gamba di Sciacca e le schegge di fuoco si propagarono rapidamente. L’auto si fermò e Alessandro buttò subito una coperta sul corpo dell’uomo che gridava di dolore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Arrivò l’ambulanza. Brembati salì con lui. Il crudele Sciacca stava sdraiato in preda al terrore puro di morire. Dopo aver terrorizzato le sue vittime, forse capiva cosa significava trovarsi ferito, in trappola.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Se la caverà? Insomma è in pericolo di vita?- domandò Alessandro al medico. Non voleva che quel verme trovasse la fuga nella morte, non voleva nemmeno che fosse in grado di scappare dall'ospedale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;No. Nel modo più assoluto. Certo, sarà difficile che la sua gamba torni ad aver un’aspetto normale. Ma potrà camminare ancora e non sta per morire.- gli spiegò.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Quanto ci vorrà per il recupero? Vede, e’ un omicida. Devo portarlo poi in prigione. –&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Un paio di settimane-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Va bene…-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Alessandro guardò Corini, anche lui era salito sull'ambulanza. Un'altro medico curò la ferita alla tempia del commissario Brembati. Era finita. La banda era stata arrestata, Sciacca ferito e vulnerabile, avrebbe finito i suoi giorni in prigione. Corini scese dall'ambulanza e la seguì in auto. In modo che Alessandro poi potesse tornare con lui al commissariato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Quella sera, andò da Diego. Quanto avrebbe voluto dirgli che Sciacca era stato arrestato e come era accaduto. Gli parlava quando era con lui, ma dubitava che le sue parole arrivassero a Diego in stato di coma. Alessandro era piuttosto disilluso della vita. I miracoli avvenivano solo nei film. Gli mancava molto l'amico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Ma decise che, anche se Diego non sentiva, gliela avrebbe detto lo stesso. Il medico l'aveva persino consigliato di continuare a farlo. Parlare con lui.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Stava per entrare nella stanza quando ne uscì un infermiera che gli sorrise.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Alessandro capì subito che il miracolo era avvenuto. L'infermiera, Sara Minetti fu felicissima di comunicare al commissario che il paziente a lui caro, era fuori pericolo, il peggio era passato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Si è svegliato sa? &amp;nbsp;Tra poco rientra da radiologia. Gli hanno fatto una tac capisce… ma ce la farà-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Alessandro rimase ammutolito qualche secondo, come stordito. La gioia poi gli inondò il cuore come un fiume in piena. Faticò a ricacciare indietro le lacrime. Diego aveva lottato e ce l'aveva fatta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Entrò in camera e attese impaziente l’arrivo del suo amico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Eccolo qua!- esclamò l’infermiera spingendo la barella. Due inservienti rimisero Diego sul letto con delicatezza. L’infermiera infilò nel suo braccio il tubicino che portava ad una nuova flebo quindi uscì. Tutte le altre macchine a cui Diego era stato attaccato, erano sparite. Era un ottimo segno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Diego non credevo più che ti risvegliassi…abbiamo arrestato Sciacca. E’ finita…- &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Raccontami-sussurrò Diego, incredulo. Ma ovviamente sollevato della fine di quell'incubo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Alessandro voleva dargli quella notizia per sollevargli il morale utile ad una guarigione più rapida. Per la sua vita, e per essere felice, riconquistando l'unica donna che Diego amava.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;L'amico aveva bisogno di sfogarsi, raccontandogli dell'arresto, lo vedeva ancora molto teso. &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Alessandro raccontò cosi’ la rocambolesca operazione. Ma dopo il racconto, in cui Diego aveva immaginato tutta la scena degna di un film del genere 007, una domanda gli salì subito dal cuore. Così gli mise una mano sul braccio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;- dimmi Diego...- la stretta era molto forte. Sorprendente visto le sue condizioni&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;- &amp;nbsp;Dov’è Cinzia? Sciacca mi ha fatto credere che è morta. Ma sento dentro me, che non è vero…dimmi che non è vero! Dimmi che mentiva per distruggermi!-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Nel proprio cuore, sentiva che lei era ancora viva. Lo sarebbe stata sempre.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Alessandro deglutì nervosamente. Ecco, era arrivata la domanda fatidica. Di certo, Diego, la preferiva viva anche se lontana da lui.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;No, Cinzia non è morta. Ma …non vuole più vederti. Lui deve averle mostrato prove del vostro accordo….- gli spiegò.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Diego esultò. Era viva. La donna della sua vita era viva. Poco importava che lei lo detestasse. Sciacca non era riuscito a portare a fondo la sua vendetta. Erano vivi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Non è morta ….la sola cosa che m’importa è che lei sia ancora viva-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Alessandro fu sollevato che Diego non prendesse troppo male la notizia che lei non volesse più vederlo. Lui l'amava talmente che rinunciava anche a lei, purché lei stesse bene.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Certo. Lei si è ben nascosta presso una parente. Non ho idea di dove sia questa persona. Non ha voluto dirlo nemmeno a me dove andrà. Lei si sente in colpa anche verso la famiglia di Anna. Per proteggerla, quella donna ha perso la vita, i due ragazzi cresceranno senza la madre. L’ha fatta soffrire molto.–&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Era del tutto comprensibile il comportamento di lei, che non pensava solo a se stessa ma anche alle persone a cui teneva, e che avevano sofferto per proteggerla. Che avevano dato la vita per salvarla.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Alessandro, comprendo perfettamente i suoi sentimenti. Cosa le ha fatto quel bruto?-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Lascia stare Diego. Cerca di riprenderti-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Pensare a quel che la sua donna aveva sofferto non era affatto una buona medicina per riprendersi, si era appena risvegliato dal coma.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Dimmelo-e li serrò di nuovo il braccio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Quando l’abbiamo trovata anche lei era piuttosto malconcia, sangue ovunque su di lei…pensavamo davvero che fosse morta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Cosa le han fatto…dimmelo ! I dottori l’avranno visitata e curata no? Cosa le ha fatto quel mostro e NON-MENTIRMI-ANCORA!-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Aveva un bisogno quasi impellente di sapere cosa Sciacca le aveva fatto subire. Si stava troppo agitando.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&amp;nbsp;Lui …l’ha seviziata e stuprata. Le ha inciso con il coltello due belle letterine sulla pelle della spalla. Non avuto pietà-rivelò rapidamente. Come per togliere un cerotto su una ferita aperta. Visto che insisteva, inutile tergiversare. Doveva sapere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Mio Dio…mio Dio!-e chiuse gli occhi ma le lacrime iniziarono a scendere. I sensi di colpa, il dolore per quel che lei aveva patito lo afflissero. .&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt;    &lt;/span&gt;Vuoi davvero sapere tutto?-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt;    &lt;/span&gt;Sì. Perché è giusto che mi torturi-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Era il minimo. Non avrebbe comunque mai potuto capire cosa provava lei, cosa prova una donna quando viene violentata. Cinzia doveva avere l'animo dilaniato dal trauma subito, doveva essere profondamente scossa. Rendendola ancor più vulnerabile. I segni sulla sua pelle si sarebbe rimarginati, ma le ferite dentro avrebbero sanguinato a lungo. Quanto avrebbe voluto esser vicino a lei, confortarla, pur sapendo che lei non avrebbe voluto, che non avrebbe sopportato di farsi toccare da un uomo. Chiunque fosse.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Alessandrò intuì le intenzioni di Diego. Punirsi. Decise così di raccontargli ogni cosa, tutto il calvario che lei aveva subito. Vide gli occhi dell'amico colmi di lacrime. Soffriva atrocemente ma era convinto di meritarsi quell'ennesima tortura. Sapere che la persona che ami ha subito tanta violenza era più doloroso delle proprie ferite, che non erano certo da sottovalutare. Ma di quelle Diego non si lamentava.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Testardo. Comunque lui le ha inciso &amp;nbsp;una P e una T, come il marchio che hai tu, una bella T. Puoi ben immaginare che vuol dire la P riferito ad una donna. Le han fatto lo scalpo. E’ stata fustigata in tutto il corpo con una cintura con borchie appuntite, abbiamo trovato la cintura insanguinata per terra, infine, stavano per iniettarle una nuova droga, perché le abbiamo trovato un laccio emostatico sul braccio, ma lei coraggiosamente ha avuto la forza di colpirlo e così la siringa si è conficcata nel divano … Avevano avuto una soffiata di avvertimento da una talpa in centrale così sono fuggiti prima che entrassimo. Mancuso lavorava per Sciacca. Li ho teso una trappola da li l’arresto in aeroporto di Sciacca e la sua banda.-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt;    &lt;/span&gt;Capisco…-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt;    &lt;/span&gt;Quando lei mi disse da chi fuggiva, sul treno. Gia’ li mi stavo inguaiando. Non avrei dovuto aiutarla. Ma mi ero già innamorato di lei follemente. Era già troppo tardi. Ero impantanato. In qualunque modo mi muovessi, sarei affondato sempre di più. Ero su sabbie mobili pericolose-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Pensi di riconquistarla?-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Diego la voleva di nuovo vicino, un tentativo andava fatto. Anche se temeva quell'incontro, rivedere quel volto dolcissimo, tanto ferito, addolorato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Si. Ma le lascio del tempo per riprendersi. Le sue ferite sono più profonde di quanto pensiamo. Anche se mi manca in modo atroce. I prossimi giorni a casa,senza lei, sarà un inferno e me lo merito del resto. Ma rispetto il suo dolore. –&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Vedrai che la riconquisterai. –&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Alessandro pensò di dare un po' di coraggio all'amico, per dargli lo spirito giusto e la forza di alzarsi dal letto. Un obiettivo importante. Davvero importante.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Non ho mai amato cosi nessuno. Tu lo sai bene-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Le altre donne erano state solo avventure che si erano concluse quando aveva avuto la pessima idea di sposarle. Così, dopo il terzo divorzio, e un innumerevole serie di avventure, pensava di esser incapace di amare davvero, profondamente. Finché non era apparsa lei, Cinzia. Lei che aveva soffiato via le ragnatele che avvolgevano il suo cuore e che gli impedivano di esprimere i propri sentimenti. Lei che l'aveva in qualche modo salvato da Sciacca, andando contro di lui.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Sì…-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Era triste che ora che Diego aveva incontrato qualcuno che amava davvero, non poteva esprimere quell'amore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Immagino che la famiglia di Anna mi odierà.- riflettè ad alta voce.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Anna era una poliziotta. Sarebbe accaduto se era destino. Ed era nel suo destino-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Ma…-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Niente ma, Diego, Cinzia aveva il dovere di deporre. E’ una testimone oculare di estrema importanza. Va protetta. Noi avevamo il dovere di proteggerla. Anna era la persona più indicata. Le ho spiegato la situazione e lei ha insistito nell’offrirsi. Sapeva cosa andava incontro. Ho provato a rifiutare lei &amp;nbsp;mi disse che se non poteva lavorare compiendo anche quel tipo di operazioni, allora poteva anche starsene a casa al sicuro. Si sarebbe dimessa –&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Doveva tranquillizzarlo, Diego non doveva assolutamente sentirsi la coscienza sporca. Il vero criminale era solo uno. Era Sciacca incapace di avere una coscienza né sangue caldo nelle sue vene.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Diego annuì ma era addolorato per la morte dell’amica. Quindi Diego si addormentò. Ma ora respirava in modo autonomo, e regolare. Alessandro sospirando di sollievo, tornò al commissariato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: yellow; color: red; font-size: large;"&gt;Ottavo capitolo prima parte.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Cinzia partì cosi' per Rubiera, fra le colline emiliane, dove viveva una sua zia, unica parente che le era rimasta. Era la sorellla maggiore di sua madre.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Sua zia leggendo della sua morte tramite i giornali, si era subito informata parlando proprio con Brembati. Non era possibile che anche sua nipote fosse morta ora. Come era possibile che fosse un’altra persona? La foto sul giornale le dava l’immagine vivente della sua defunta sorella.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;La madre di Cinzia, Loretta Maggi, era fuggita da casa, sposando Corrado Lazzari, uno spiantato fotografo, contro il volere della famiglia Maggi. Luisa Maggi si era schierata dalla parte della famiglia e così le due sorelle si erano allontanate. Loretta era stata felice con lui finché non era avvenuto l'incidente. Ma &amp;nbsp;era stato detto a &amp;nbsp;Luisa che anche la piccola era deceduta fra le braccia della madre.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Invece da qualche giorno aveva scoperto che sua nipote era viva. Così era riuscita a mettersi in contatto con lei, e dopo un iniziale attrito fra la giovane e lei, si erano accordate. Cinzia sarebbe andata da lei, appena uscita dall'ospedale. Desiderava conoscerla e capire.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Cinzia era stata comunque felice, dopo un iniziale diffidenza, di andare dalla zia. Di avere qualcuno della sua famiglia, era una scoperta emozionante. Non era sola al mondo. Aveva disperato bisogno di affetto. Sua zia avrebbe curato le sue ferite del cuore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Con il cuore in tumulto, &amp;nbsp;bussò alla porta della casa elegante posta su tre piani. Aprì un uomo in divisa da maggiordomo. Fu stupita della cosa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Cosa desidera?-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Vedere la signora Maggi. Sono la nipote. Cinzia. Mi aspetta–&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Ma certo. Sapevamo del vostro arrivo. Mi segua signorina-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Fu annunciata e appena il maggiordomo si spostò, vide una bella signora&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;elegantissima e molto bella ancora, che tendeva le braccia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Mia piccola cara! &amp;nbsp;- esclamò.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Zia Luisa! -&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Vieni qua tesoro e abbracciami. &amp;nbsp;-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Cinzia le volò fra le braccia. La strinse forte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Luisa poi la guardò, incredula di quanto somigliasse a sua sorella Loretta. Non&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;riuscivano a parlare per la fortissima emozione. Brembati le aveva raccontato della tremenda esperienza di Cinzia, l'avrebbe colmata d'affetto. Cercando anche di 'risarcirla' per tutti quegli anni in cui era rimasta sola.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Luisa le chiese se era affamata e Cinzia annuì. L'emozione le serrava la gola. Così tirò una cordicella con un campanello appeso e un istante dopo entrò una cameriera.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Porti dei sandwiches e del tè per mia nipote. Ah prepari la stanza color pesca-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Subito signora-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Brembati mi ha accennato alla tua terribile esperienza. Ma mi racconterai tutto domani eh? Vedo che sei stanca. Avremo tempo per conoscerci e parlare-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Sì. – nessuno l’avrebbe trovata in quel luogo dimenticato da Dio. Ne’ Sciacca ne’ Diego. Voleva starsene lontata dal suo doloroso passato. Diego doveva dimenticarla. Per il bene di entrambi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;La cameriera depositò un vassoio con del cibo sopra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;Coraggio mangia. Resterai qua finché lo vorrai. Anche per sempre se vuoi-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Cinzia annuì, sospirando sollevata poi si rifocillò.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Sua zia le raccontò dei suoi genitori. Fino a che Cinzia si addormentò.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: yellow; color: red; font-size: x-large;"&gt;&lt;b&gt;NON MANCATE ALL'ULTIMA PUNTATA DEL 19 DICEMBRE.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: yellow; color: red; font-size: x-large;"&gt;&lt;b&gt;SEGUIRA' UN RACCONTO DI NATALE E POI A GENNAIO UNA NUOVA STORIA.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: yellow; color: red; font-size: x-large;"&gt;&lt;b&gt;VI ASPETTO.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5414906794086735683-743328493114415588?l=scrivendocolcuore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/feeds/743328493114415588/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/2011/12/tu-puoi-salvarmi-settimo-capitolo-terza_11.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5414906794086735683/posts/default/743328493114415588'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5414906794086735683/posts/default/743328493114415588'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/2011/12/tu-puoi-salvarmi-settimo-capitolo-terza_11.html' title='TU PUOI SALVARMI SETTIMO CAPITOLO TERZA PARTE-OTTAVO CAPITOLO PRIMA PARTE'/><author><name>krizia65z</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12980221028210653044</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ZCJTyt0cqdQ/SlkOBgPFGLI/AAAAAAAAAAM/HWRLxwjwzLs/S220/girlconfuse.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5414906794086735683.post-5140833851954904689</id><published>2011-12-04T16:58:00.000-08:00</published><updated>2011-12-04T17:38:55.670-08:00</updated><title type='text'>TU PUOI SALVARMI SETTIMO CAPITOLO PRIMA E SECONDA PARTE</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-3t_d1ib0IVk/TtwcA7MlcPI/AAAAAAAAAD8/hnrUyCxzKo4/s1600/tu%2Bpuedes%2Bsalvarme.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 207px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-3t_d1ib0IVk/TtwcA7MlcPI/AAAAAAAAAD8/hnrUyCxzKo4/s320/tu%2Bpuedes%2Bsalvarme.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5682447632050778354" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Alessandro e Luca Artoni giunsero al piano superiore della villa. Nell’ampia terrazza davanti alla porta finestra giaceva il corpo senza vita di Anna. Le avevano sparato in fronte. Luca le chiuse gli occhi ancora sbarrati. Provando profonda tristezza per la morte della collega e dell'amica. Artoni era della polizia di Genova, ma era coinvolto quella notte in una difficile operazione per stanare una cellula terrorista. Ecco il motivo del ritardo. Del resto non c'era un' altro poliziotto alla sua altezza per quella delicata operazione a Ceriale.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Alessandro guardò Anna, chiedendosi come avrebbe trovato le parole per dirlo alla famiglia.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Avevano raggiunto la villa in silenzio. Purtroppo, c'era stata una soffiata agli uomini di Sciacca. Una talpa. Aveva un forte sospetto su uno dei poliziotti, ma doveva mettere in atto la trappola. L'uomo poteva condurlo da Sciacca perché era era ormai lampante che lì Sciacca e la sua banda si erano già dileguati da molto tempo prima.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Entrarono così rapidamente nell'appartamento. Erano arrivate due ambulanze.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Trovarono Cinzia  seduta precariamente su  una sedia.  Il suo corpo era uno scempio talmente era straziato. Alessandro le afferrò il polso con delicatezza, essendo livido. Il suo battito era lento ma regolare. L'avevano torturata in modo atroce. Impallidì nel guardare la ragazza coperta di sangue. Quel mostro non aveva avuto pietà di lei.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Artoni uscì subito sul terrazzo e fece cenno ai medici di salire immediatamente con le barelle.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Alessandro si guardò intorno domandandosi dove fosse l'amico. Ebbe un presentimento così si fece forza e salì i due gradini che portavano nell’area cucina. Dietro la penisola, a terra vide così il suo amico. Anche il corpo di Diego era in condizioni strazianti. No, non poteva esser morto! Si accovacciò vicino a lui e tastò il suo polso. Avvertì un percettibile battito lento e irregolare. Comprese che le condizioni dell’amico erano disperate. Il personale medico si occupò subito di lui. Il volto dell'amico era una maschera di sangue.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- E’  ancora vivo?- sapeva che era vivo, ma voleva sapere quante  possibilità aveva Diego di arrivare vivo in ospedale.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Sì,  ma dovremo intubarlo. E’ gravissimo-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- La  ragazza?-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Dovrebbe  cavarsela-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Il  medico si chiese cosa era accaduto a quei due poveretti. Pareva  quasi che un enorme mostro alieno li avesse stretti a lungo fra le  mani, munite di orrendi artigli straziando così le loro carni. Come  spiegare altrimenti un simile abominio?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;La  ragazza però aveva qualche possibilità di farcela. Non aveva  organi lesi. L'uomo purtroppo era in fin di vita, doveva essere  brutalmente sincero con il poliziotto, che aveva gli occhi lucidi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Alessandro si sedette su uno sgabello perché inspiegabilmente aveva un violento capogiro. La sua più cara amica e collega era morta. Il suo miglior amico era in fin di vita. Augusto si era accanito con particolare perfidia. Crudeltà. In quell'uomo scorreva il ghiaccio nelle vene. L'amico di Diego, era abituato a trovarsi davanti i cadaveri dei più efferati delitti ma vedere il suo amico con il capo torturato in quel modo, oltre a tutto il resto delle ferite, l’aveva scioccato. Sapeva che rischiavano grosso ma mai avrebbe immagine una così cruenta vendetta. Un colpo di pistola in testa sarebbe stato più rapido e compassionevole. Gli salì un conato ripensando all'orrenda scena di poco prima, corse al lavabo in tempo e rigetto la cena.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Artoni attese che Alessandro si fosse ripreso, per non imbarazzarlo, e si avvicinò a lui.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Brembati era un uomo che sapeva ben controllare le emozioni, solitamente non si impressionava mai, nemmeno davanti a delitti ben più cruenti. In quel caso, però, si trattava di due persone a cui teneva particolarmente, a livello affettivo, il turbamento l'aveva così indebolito e non aveva retto lo shock. Perché Alessandro, come lui del resto, si aspettavano di trovarli feriti o ...uccisi con armi da fuoco.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Luca Artoni aveva recuperato una prova che poteva esser importante per accusare ulteriormente quel criminale. Alessandro guardò Artoni, che indossava i guanti della scientifica, gli stava mostrando un sacchetto da reperto, dentro si trovava una siringa.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- ottimo, Luca, dove l'hai trovata ?-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Alessandro aveva molto apprezzato la discrezione e l'efficienza di Artoni.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Era  conficcata nei cuscini. Probabilmente lo stesso Sciacca stava per  iniettarla alla ragazza, infatti i medici dell’ambulanza le hanno  trovato un laccio emostatico al braccio. Ma la siringa, per fortuna,  è ancora piena. Lei deve avergli impedito di farsela iniettare.  Ragazza molto coraggiosa. -&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Quella  piccola donna lo sorprendeva sempre. In ufficio, durante la  deposizione, gli aveva dimostrato di non essere una donna debole,  ingenua, che era facile raggirare. Che non dovevi sottovalutare la  sua intelligenza.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Era riuscita a impedire a quel pazzo di non  rovinarle la vita, iniettandole chissà quale porcheria. Aveva  trovato, con la forza della disperazione, il modo di fermarlo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Già,  nonostante fosse anche lei con il fisico martoriato, ha trovato  disperatamente l’energia per ribellarsi. Probabilmente in quella  siringa c’è droga. Anzi, ne sono sicuro. Ne producono di nuove in  continuazione, sempre più micidiali. Letali in breve tempo-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego fu trasportato in elicottero in un ospedale lombardo, dove c’era un ottima equipe neurochirurgica che si occupava di ogni tipo di trauma.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Cinzia fu trasferita anche lei nello stesso ospedale. In modo che fossero insieme. In modo da poter piantonare la stanza e impedire che gli uomini di Sciacca finissero il lavoro.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Perché era sicuro che Sciacca credeva di averli lasciati agonizzanti ma vivi. Quindi poteva tornare e ucciderli, dal momento che non era riuscito a farlo quel giorno.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Mentre,  Alessandro attendeva in sala d’aspetto, gli venne un’idea vedendo il quotidiano. Far credere a Sciacca che entrambi erano morti nel trasporto in ospedale.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Così, venendo a conoscenza di quella notizia, Sciacca non li avrebbe più cercati, tormentati. &lt;/span&gt;&lt;i&gt;Liquidati&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt; come usava dire la gente di quell'ambiente.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Sì, era un ottima idea. Così, poteva incastrare anche la &lt;/span&gt;&lt;i&gt;talpa. &lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Quell'essere schifoso, che per una mazzetta, aveva passato informazioni riservate a Sciacca, che aveva così saputo per certo che Diego conosceva bene Cinzia.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Dovevano divulgare una falsa notizia per depistare e tranquillizzare Augusto. Per vedere la sua prossima mossa. Ormai avevano tutti gli elementi per arrestarlo. Avevano fra le mani un protocollo di cinquantadue pagine di prove a carico di Sciacca. &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Dovevano solo ‘prenderlo’.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Un medico chirurgo, si avvicinò a lui.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Mi  dica…- domandò, con voce roca. Era preparato al peggio. Per  quanto si possa esser preparati alla morte delle persone a cui si  vuole bene.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Parlare  con la famiglia di Anna era stato tormentoso. La famiglia, aveva  reagito con molta dignità, compostezza. Avevano versato lacrime  insieme, poi ringraziandolo per esser stato loro vicino, si erano  chiusi nel loro silenzioso dolore. Discretamente se ne era andato ed  era tornato rapidamente in ospedale.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- La  ragazza se la caverà in un paio di settimane. Di lei sarà  preoccupante la reazione psicologica. E' stata stuprata e ha subito  altre sevizie spaventose-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Quel  bastardo, non solo si era accanito nel picchiarla, torturarla, aveva  abusato del suo corpo. Si augurò solo che Sciacca non avesse  permesso ai suoi uomini di '&lt;/span&gt;&lt;i&gt;divertirsi&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;' con lei.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Scacciò  l'immagine che gli si presentò alla mente: Diego pestato a sangue  ma sicuramente cosciente mentre udiva la sua donna gridare, in balia  di Sciacca e dei suoi scagnozzi che la toccavano.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Il  dottor Gandolfini guardò il poliziotto. L'uomo pareva stremato, non  fisicamente, ma psicologicamente. Doveva esser molto legato alle due  vittime. La giovane non aveva subito lesioni ad organi, ma la sua  pelle lacerata aveva bisogno di lungo tempo per cicatrizzarsi.  L'uomo, o più uomini, avevano fortunatamente usato delle  precauzioni, ma ciò non toglieva che erano stati particolarmente  brutali nell'abuso del suo corpo. L'animo di quella giovane avrebbe  avuto bisogno di molto tempo per guarire dallo shock subito.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Alessandro si prese il volto fra le mani e imprecò. Poi sussurrò. Temendo la risposta.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Ambrosi?-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- E’  in coma. Ha subito un violento trauma cranico. Abbiamo dovuto  asportare la milza ormai compromessa. Ha avuto due emorragie  interne. Il setto nasale è rotto. Bisogna aver pazienza. Ma siamo  riusciti a drenare completamente l’ematoma che si stava formando,  a causa di quelle orrende ferite al capo. -&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Volle  dare all'uomo sconvolto davanti a sé, una piccola notizia positiva.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Qualche  possibilità?-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Ha  il solo il 10 per cento di uscirne vivo-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Sempre  meglio che 0. Posso vederli?-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Non ancora. Fra  venti minuti.-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Va  bene. Allora mi occupo di una faccenda. A dopo-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Faccia  con comodo-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego  e Cinzia non si sarebbero certo mossi da lì, pensò sarcasticamente  Alessandro quindi diede ordine di divulgare la notizia della morte  di Diego e Cinzia, deceduti in ospedale in seguito alle gravissime  ferite causate dalle barbarie torture.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Sciacca  stava prendendo il sole sul suo yacht quando ascoltò la notizia  alla radio.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego  era molto grave quando erano andati via.  Poteva davvero esser  morto. Ma non credeva minimamente che anche lei fosse morta.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Era  chiaramente un trucco della polizia. Anche se non capiva l'utilità.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Non  era nemmeno riuscito ad iniettarle la droga. Aveva ammirato il  fegato di quella femmina. Fino all'ultimo aveva lottato.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Ammirava  in un certo modo la sua ex amante. Era stata molto astuta fingersi  allo stremo delle forze per poi colpirlo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;No,  morta era impossibile. L’aveva terrorizzata, violentata e  seviziata ripetutamente ma non al tal punto di provocarne la morte.  La coltellata al fianco non doveva averle leso organi. Sarebbe  probabilmente finita in una casa di cura per malati mentali dopo  un’esperienza del genere.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Perchè, appena avrebbe saputo della morte dell'uomo che amava, che l'aveva protetta dal suo ex, e che era morto per lei, avrebbe provato un terribile rimorso. Senza contare la violenza subita. Perché, appena passato il dolore fisico, si sarebbe ricordata anche dell'abuso. Una donna sensibile come lei, per quanto coraggiosa, non avrebbe retto a lungo quello shock, scivolando così nella follia. Sentendosi sola e con la consapevolezza che lui fosse ancora libero. Pronto a tornare a farle del male.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Cinzia  si riprese abbastanza rapidamente. Dal punto di vista fisico. Dentro  era a pezzi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Appena  fu in grado di camminare, di muoversi, insisté nel voler vedere  Diego.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Vederlo  in quelle condizioni, attaccato alle macchine, la cui unica parte  del volto scoperta erano gli occhi, chiusi, si sentì dilaniare da  una profonda costernazione. Anna e Diego, vittime per mano di  Sciacca, ma questo perché lei l'aveva provocato scappando, l'aveva  denunciato. Aveva rivelato i suoi segreti, i suoi affari sporchi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Alessandro  non era riuscita a convincerla del tutto che Anna sapeva  perfettamente a cosa andava incontro accettando quell'incarico. Il  suo cuore le doleva per il dolore provocato ad altri. Pensare agli  altri, a quanto dovevano soffrire, l'allontanava dal pensiero di  quel che aveva subito lei.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Non doveva smettere di pensare a come  stava lui. O sarebbe crollata ricordando la violenza subita. Sarebbe  impazzita ricordando l'abuso.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Anche Augusto, in passato, l'aveva presa con la forza più di una volta, stavolta la violenza era stata dettata da un odio feroce per lei. Non solo dal bisogno di possesso. Ma il gesto di Augusto era guidato dalla sete di vendetta.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: rgb(255, 255, 0); "&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Seconda parte.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Due settimane dopo, Cinzia uscì dall’ospedale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Si camuffò ma non fu sufficiente. Si trovò davanti Sciacca. Era uscita troppo presto dall’ospedale credendo di aver visto l’auto di Brembati. Cercò di divincolarsi ma lui la teneva ferma con dita d’acciaio intorno al polso.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Pensava forse di sfuggirgli? La vide storcere la bocca, in una smorfia di dolore. Guardò il polso di lei, era ancora bluastro dalle ecchimosi. Ma non gli importava minimamente, voleva terrorizzarla di nuovo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Cinzia aveva sentito il proprio cuore fermarsi quando si era trovata davanti il suo aguzzino. Si era vendicato su Diego, cosa voleva ancora?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Cinzia era al corrente del piano di Alessandro. Non doveva tradirsi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Ero  sicura che tu non eri morta. Diego sì vero? Quel bastardo ha tirato  le cuoia-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Lui…-  e scoppiò in lacrime. Aveva appena salutato Diego, che giaceva in  quelle condizioni così critiche, aveva versato calde lacrime. Ora  nel sentire le sue parole, non poté trattenersi e ricominciò a  piangere.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Allora  è proprio morto-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Non  stava fingendo quella ragazza. Cinzia stava quasi singhiozzando, le  sue lacrime scorrevano irrefrenabili sul suo bel visetto. Per un  momento, aveva creduto che anche Diego fosse ancora vivo. Ma Cinzia  pareva distrutta. Si rendeva conto di esser sola, vulnerabile, alla  sua mercé. Il suo uomo era morto. Sentendo la frase di lui, così  fredda, gli sputò in volto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Sì,  maledetto, l’hai ucciso tu. Sei un lurido bastardo!-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Augusto  si pulì il volto, Cinzia sapeva bene quanto la cosa lo  infastidisse.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Era  ora che Cinzia sapesse che Diego non era il grand'uomo onesto che  lei credeva.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Perché  credi che l’abbia fatto? Lavorava per me poi…ti ha conosciuto.  Mi ha voltato le spalle. Mi informava sui miei nemici. -&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Cinzia  scosse il capo incredula. No, no...non era possibile. Ci doveva  esser una spiegazione. Ma allora perché Sciacca l'aveva punito?  Solo perché aveva mentito sul fatto di conoscerla?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Ma  non volle darglielo a vedere. Protestò con veemenza.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- menti!-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Sciacca rise di gusto poi tornò serio:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Ma  tu hai sedotto Diego a tal punto da farlo diventare un uomo  schifosamente onesto e ti ha aiutato con la polizia vero? Hai  spifferato tutto all’amico poliziotto di Diego. Diego mi ha  tradito. Ecco perché l’ho ucciso. Ti sei innamorata ancora una  volta di un bastardo. Lui parlava con me al telefono. Gli chiedevo  di controllare certe indagini. Lui mi informava su certi personaggi  se erano tanto perbene o avevano dei scandalosi segreti,  in modo da  poterli ricattare e ottenere soldi e appoggio. L’avevo avvisato  di star attento. L’avevo messo al corrente che venivo in città.  L’avevo anche  avvertito di non mentirmi. Che non doveva provocarmi. Non gli è bastato il pestaggio di avvertimento-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Non  può essere…- gemette Cinzia.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Quel  che lui le stava rivelando era plausibile, maledettamente  plausibile. Era scritto nel suo destino che si dovesse innamorare  degli uomini sbagliati!&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Augusto rise di nuovo. Aveva colto nel segno. Aveva minato il rapporto fra di loro. Ora Cinzia si sarebbe sentita tradita, e ancor più sola.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Provò persino del stupore verso se stesso nel desiderare di portarla via con sé, in Svizzera. La desiderava ancora. Il calvario della giovane però sarebbe stato molto lento. Una discesa negli inferi terrificante. Dolcezza e crudeltà l'avrebbero resa pazza.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Cinzia si ritrasse nel leggere cupidigia negli occhi di Augusto. No, mai. Voleva star sola. Sola! Doveva fuggire presto da tutto e da tutti. Nessuno avrebbe saputo dove lei si sarebbe rifugiata. Doveva proteggersi. Dentro era lacerata psicologicamente.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Augusto si chiese come mai non avevano ancora celebrato il funerale di Diego. Aveva saputo di quello della poliziotta. Ma forse l'avevano cremato e tumulato in segreto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Quindi estrasse dal portafoglio un biglietto da visita. Forse le avrebbe tolto i dubbi sull'integrità del suo defunto amante.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Controlla  il cellulare di Diego, troverai questo numero molto spesso. Con  telefonate piuttosto lunghe. Sicuramente avrai notato che ne  riceveva-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Rigirando  il dito nella ferita aperta. Sembrava convinta che lui le  raccontasse la verità. Cruda ma vera.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Cinzia annuì, frenando stavolta le lacrime per non dargliela vinta poi si guardò intorno. Sciacca guardò oltre le spalle di Cinzia e d’improvviso la lasciò andare per salire in fretta su un auto che si era fermata con una frenata brusca.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Alessandro non riuscì così ad arrestarlo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Guardò la giovane. Perché era uscita dall’ ospedale prima del tempo?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Cinzia pareva furibonda. Cosa le aveva raccontato quel bastardo?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Non  temere Alessandro,  Sciacca è sicuro che Diego e’ morto. - lo  rassicurò, con tono mesto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Bene.  Almeno quello. –&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Dove  mi porti?- gli domandò, seguendolo verso l'auto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Non  credo che Augusto voglia ucciderti. Andrai nell’appartamento di  Diego.-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Se  voleva farle del male, l'avrebbe fatto subito, mentre le parlava. Ci  voleva un istante ad uccidere. La vide scuotere il capo con energia.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- No.  raccolgo le mie cose poi mi rifugio da una parente. E’ in un posto  lontano dal mondo-gli comunicò decisa. Sembrava ancora adombrata  per quel che le aveva detto Augusto. Trovò giustificata la sua  fuga, il suo rifugiarsi. Non voleva sapere dove lei si sarebbe  nascosta.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Ottimo.-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Ora  portami a casa però di Diego che prendo altri abiti.- e controllo  quelle telefonate pensò.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Due giorni più tardi, Cinzia si recò all'ufficio di Brembati.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Voleva salutarlo prima di partire. Aveva scoperto sul cellulare che teneva sulla consolle all'ingresso, e che Diego usava come telefono di casa, il numero di Augusto. Molte volte c'erano quelle chiamate. Trovò anche un'agenda con il bigletto di Sciacca all'interno, fissato con una graffetta. Si conoscevano bene. Ne aveva abbastanza.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Cinzia...come stai?-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Io  mi sto riprendendo. Diego? Spero che si riprenda presto.- cercò di  mostrarsi distaccata. Ma da alcuni giorni, sentiva che presto  sarebbe crollata dal punto di vista psicologico. Non riusciva più a  controllarsi. I nervi le stavano cedendo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- sta  lottando. -&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- bene.  Comunque, gli auguro di riprendersi ma quando avverrà,  non voglio  che mi cerchi come non desidero ascoltare le sue spiegazioni alle  telefonate che aveva con Sciacca. No, non difenderlo. – vedendo  che Alessandro aveva aperto bocca per protestare.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Cinzia,  ascoltami, è  Sciacca  l’assassino di Alberto Ambrosi. Perché  credi che Diego volesse vendicarsi?.- cercò di aprirle gli occhi.  Perché credeva a Sciacca e non a lui e a Diego?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- E  lui si vendica aiutandolo e lavorando per l'assassino del padre?  Alla fine, è stato solo Sciacca a vendicarsi. Non l’opposto–&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Cinzia,  ascolta…-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Ma  Cinzia alzò le mani per fargli capire che non accettava altre  assurde spiegazioni.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- No.  Diego lavorava per Sciacca. Poi ha voluto giocar sporco, ha voluto  sedurre la sua donna…ha voluto sfidarlo. Sciacca non è un  gentiluomo. Diego lo sapeva bene.-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Non  è come pensi…-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Non  ha più importanza. Addio-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Alessandro  capì che Cinzia aveva bisogno di star sola con se stessa. O in  compagnia di un famigliare. Aveva vissuto momenti terribili. Non  volle insistere. Il cuore di Cinzia era troppo ferito e lei voleva  proteggersi e guarire. Dal suo sguardo lucido capì che la ragazza  era prossima ad una crisi di nervi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Addio,  cara. Spero troverai un po' di pace dove andrai-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Lo  spero ...anch'io- e prima che di scoppiare di nuovo in singhiozzi,  corse via.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Alessandro  guardò fuori dalla finestra, la vide camminare verso la piazza dove  si trovavano dei taxi. Vide chiaramente le spalle di lei sussultare.  Stava singhiozzando violentemente.&lt;br /&gt;Provò dentro sé una stretta al cuore, era così  vulnerabile in quel momento!&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Cinzia  salì su un auto che partì subito.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego  aprì gli occhi quel pomeriggio inoltrato. Ma la testa gli inviò  delle fitte spaventose. Li richiuse. No. Voleva riaprirli. Voleva  sapere se davvero lei, il suo angelo, a cui avevano bruciato le ali,  era davvero morta come Arturo Scamone gli aveva fatto credere.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Sciacca  e i suoi uomini, dei veri carnefici, erano stati arrestati da  Brembati e Artoni?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Da  quanto tempo era lì? Dov'era? Dove si trovava. Girò gli occhi. Era  tutto bianco.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Era  sicuramente un ospedale. Aveva un tubo in bocca e probabilmente un  sondino nel naso. Non riusciva nemmeno a muoversi talmente erano i  fili che gli stavano attorno.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Non c'era parte del proprio corpo che non gli dolesse.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Una donna lo stava osservando con attenzione. L'infermiera controllò il suo   elettroencefalogramma quindi uscì per andare a chiamare il primario. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5414906794086735683-5140833851954904689?l=scrivendocolcuore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/feeds/5140833851954904689/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/2011/12/tu-puoi-salvarmi-settimo-capitolo-prima.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5414906794086735683/posts/default/5140833851954904689'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5414906794086735683/posts/default/5140833851954904689'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/2011/12/tu-puoi-salvarmi-settimo-capitolo-prima.html' title='TU PUOI SALVARMI SETTIMO CAPITOLO PRIMA E SECONDA PARTE'/><author><name>krizia65z</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12980221028210653044</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ZCJTyt0cqdQ/SlkOBgPFGLI/AAAAAAAAAAM/HWRLxwjwzLs/S220/girlconfuse.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-3t_d1ib0IVk/TtwcA7MlcPI/AAAAAAAAAD8/hnrUyCxzKo4/s72-c/tu%2Bpuedes%2Bsalvarme.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5414906794086735683.post-4910125936776807658</id><published>2011-11-28T01:06:00.000-08:00</published><updated>2011-11-28T01:09:37.915-08:00</updated><title type='text'>TU PUOI SALVARMI 6 PUNTATA TERZA PARTE</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-jcodIjP5mYM/TtNPtRMJBEI/AAAAAAAAADw/XltMkNqbg3w/s1600/tupuedessalvarme.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5679971194171360322" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 206px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-jcodIjP5mYM/TtNPtRMJBEI/AAAAAAAAADw/XltMkNqbg3w/s320/tupuedessalvarme.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Sciacca qualche istante prima, si era trovato davanti la poliziotta che gli puntava la pistola contro, pronta a sparargli. Lui si era solo difeso. Si giustificò mentalmente.&lt;br /&gt;Poi udì dei passi e vide giungere Diego, che era salito da una scaletta esterna. Diego guardò inorridito il corpo della poliziotta per terra. Lo vide serrare le mascelle. Sembrava addolorato.&lt;br /&gt;Ma un'altra persona apparve. Dalla porta finestra, si affacciò una donna, molto giovane. Dall'aria fresca, innocente. 'Acqua e sapone'. Chi era? Era troppo per bene per Diego.&lt;br /&gt;Diego la spinse indietro.&lt;br /&gt;- Cinzia entra e chiudi subito dentro! -&lt;br /&gt;Ci avrebbe pensato lui a Sciacca.&lt;br /&gt;Ma Cinzia era come paralizzata nel vedere Anna distesa a terra con un orribile buco in fronte. La ragazza urlò terrorizzata e scioccata.&lt;br /&gt;Sciacca era rimasto sbalordito nel capire che quella giovane era proprio la sua appariscente ex amante. Ma non c'era tempo da perdere.&lt;br /&gt;- Avanti, Arturo, dì agli uomini di portarli dentro. -&lt;br /&gt;Diego e Cinzia, furono così costretti ad entrare in casa. Lei si era aggrappata a Diego. Ma due scagnozzi di Sciacca glielo strapparono via. Costringendolo a seguirli in cucina. Cinzia aveva lo stomaco sottosopra.&lt;br /&gt;Altri due uomini l'abbrancarono, prima che lei corresse di nuovo da lui, e la fecero sedere su una sedia, le afferrarono le braccia e la costrinsero a girarle dietro la schiena dove l'ammanettarono allo schienale della sedia.&lt;br /&gt;Poi si allontanarono. Cinzia guardò il suo ex. La cui vista la riempiva di disgusto. Faticò a non rigettargli addosso.&lt;br /&gt;Diego, mentre veniva a sua volta ammanettato, si sentì dilaniare dal pensiero di lei con Sciacca.&lt;br /&gt;Augusto guardò la sua ex amante. Dovette ammettere a malincuore che in quella veste innocente lei era ancor più provocante. Terribilmente sexy. Capiva perfettamente perché Diego avesse perso la testa per lei. Lei aveva ora un aspetto da brava ragazza. Che faceva venir voglia di proteggerla. Era stata abile a trasformarsi e convincere Diego ad aiutarla. Impossibile resistere a quel volto angelico. Ma ora basta con la tenerezza. Iniziava la vendetta.&lt;br /&gt;Si avvicinò a lei e strappò la camicetta. sfilandogliela di dosso.&lt;br /&gt;Cosa voleva farle Sciacca? Molestarla e picchiarla come il suo solito?&lt;br /&gt;Rimase così impreparata quando lui le tirò indietro il capo e sentì la propria pelle lacerarsi, il sangue a scorrere sulla pelle, mentre lui pareva volesse scrivere sul suo corpo. Chiuse gli occhi, sentendosi mancare.&lt;br /&gt;Sciacca provò un insano piacere a tracciare due lettere su quella pelle candida. Aveva inciso una P oltre la T. La lettera P non era certo un epiteto gradevole. Era un sinonimo di sgualdrina.&lt;br /&gt;Cinzia riprese conoscenza quando udì una violentissima imprecazione di Diego.&lt;br /&gt;Qualche istante prima, il suo amante si stava anche chiedendo cosa fosse quell'orrendo silenzio. Così non osservò i movimenti dei tre uomini davanti al fornello, mentre un quarto, Scamone, il vice di Sciacca, gli strappò la camicia sul davanti. Capì che cosa volevano fargli qualche istante dopo quando gli appoggiarono sulla pelle un ferro rovente, marchiandolo fra la spalla e il cuore. Gridò un irripetibile imprecazione.&lt;br /&gt;Il ferro rovente era a forma di T. La T di traditore.&lt;br /&gt;- traditore!- sibilò Scamone. Diego scosse il capo.&lt;br /&gt;Cinzia, sentì il cuore che le martellava furiosamente. Un secondo dopo aver udito il grido di Diego, le era giunto alle narici un odore nauseabondo di carne bruciata.&lt;br /&gt;Sciacca rise nel vederla così in fibrillazione.&lt;br /&gt;- Ora ascolta le urla del tuo amante! Lo stanno marchiando con del ferro rovente!- chinandosi in avanti davanti a lei&lt;br /&gt;Sciacca non era affatto infastidito da quell'odore. Non era la prima volta che ricorrevano a quel genere di punizione ai traditori. Ma non poté prevedere la reazione di lei che gli rigettò in volto.&lt;br /&gt;Cinzia aveva trovato davvero odiosa quella risata sadica.&lt;br /&gt;Diego stava osservando in quel momento un uomo, che Scamone chiamava Vincenzo, che stava indossando delle scarpe da calcio con dei tacchetti in acciaio,e un attimo dopo lo colpì con un calcio allo stomaco.&lt;br /&gt;Diego inveì di nuovo. Ma Vincenzo De Feo si divertì un mondo ad usare lo stomaco del veterinario come un pallone da calcio.&lt;br /&gt;Diego capì che non si sarebbero limitati a quello. Non si sorprese,quindi, quando Raffaele Masutti,altro scagnozzo di Sciacca, rientrò con in mano un caschetto, composto da varie fasce di pelle e con un cavo che si collegava ad un telecomando rudimentale. Masutti glielo infilò in testa e lo chiuse sotto il mento con un cinturino sempre di pelle.&lt;br /&gt;Soddisfatto di come era riuscito a sistemarlo bene, la sadica guardia del corpo lo attivò lentamente. Era un tremendo strumento di tortura che risaliva al 1940. Era in dotazione di qualche polizia segreta.&lt;br /&gt;Diego provò subito un violento senso di nausea quando il casco gli strinse il capo. Dei piccoli aghi gli penetrarono sotto pelle. Non resse più e rigettò sui pantaloni dell’uomo che azionava il rudimentale ma efficace telecomando.&lt;br /&gt;Era niente quello che gli avevano fatto in quel casolare. Ora volevano ucciderlo con un’escalation di torture degne di quelle compiute durante l’Inquisizione o dalla famigerata Gestapo.&lt;br /&gt;Sciacca era un vero maestro nel torturare i suoi nemici. Ma la cosa che lo assillava di più, era il pensiero di cosa lui potesse farle.&lt;br /&gt;Gli strapparono poi via le unghie dalle dita delle mani con un altro orrendo attrezzo usato solitamente dagli odontoiatri per estrarre denti cariati.&lt;br /&gt;Pensare a lei lo distraeva dal dolore. Sciacca e i suoi uomini stavano abusando di lei?. Rabbrividì inorridito. Gli uomini di Sciacca la guardavano in un modo talmente sporco, osceno. La desideravano in modo indecente.&lt;br /&gt;- Diego !- lo chiamò lei in quel momento. Anche se l'aveva sentito gemere e gridare, voleva comunque sentire la sua voce.&lt;br /&gt;- Tranquilla, me la cavo…- anche se non era così, perché stava soffrendo le pene dell’inferno. Ma non voleva che lei si preoccupasse. Doveva salvare se stessa. Anche se fino a quel momento, non aveva udito da parte di lei, urla di dolore. O forse erano state così dolorose che lei aveva perso i sensi? Deglutì faticosamente. Anche perché degli uncini di ferro, erano appena penetrati nella carne delle tempie.&lt;br /&gt;- Stai zitto! – gridò uno degli uomini e lo colpì al volto con un calcio. I tacchetti gli ruppero il naso.&lt;br /&gt;Per un certo tempo non ci vide nitidamente. Il sadico che azionava il telecomando lo azionò di nuovo e il casco si strinse ancora un poco. Due chiodi entrarono sulla fronte di qualche millimetro sotto la pelle.&lt;br /&gt;Fu sufficiente a farlo urlare dal dolore. Era troppo intenso per sopprimerlo ancora.&lt;br /&gt;Il sangue che era sprizzato dalle ferite, iniziava a scorrergli fra i capelli e lungo il viso, il collo. Vincenzo rise diabolicamente poi gli pulì il volto e con il fazzoletto intriso di sangue, uscì dalla cucina.&lt;br /&gt;Cinzia nel sentire quell’urlo aveva iniziato a gridare e singhiozzare. Non riusciva più ad esser stoica. Se un uomo forte e resistente alle sofferenze come Diego gridava in quel modo significava che le torture erano diventate insopportabili. Mio Dio, cosa gli stavano facendo? Il proprio cuore le doleva dal forte martellare.&lt;br /&gt;Pensò con angoscia che era in parte colpa sua. Per aver voluto sfuggire da Sciacca, una persona fantastica come Anna era morta. Diego stava subendo torture terribili e di sicuro l’avrebbero ucciso. I sensi di colpa l'attanagliavano .&lt;br /&gt;Sciacca godette particolarmente nel sentirla singhiozzare di puro terrore, nel sentire Diego urlare di spasimo. Quando Vincenzo gli mostrò il fazzoletto zuppo del sangue di Ambrosi provò un piacere quasi lussurioso.&lt;br /&gt;Ma Cinzia, ebbe ben altra reazione, ovviamente, quando vide il fazzoletto zuppo di sangue, che Sciacca le sventolò davanti come un trofeo, e rigettò il resto della cena addosso ad Augusto.&lt;br /&gt;Ancora una volta lei compì l'oltraggioso gesto di rigettargli addosso.&lt;br /&gt;Che gesto infantile!&lt;br /&gt;I suoi abiti ora puzzavano di vomito e si sentiva terribilmente a disagio. Si augurò che quella stupida femmina non gli avesse rovinato i suoi costosissimi abiti firmati. Lasciò così la frusta, composta da strisce di pelle e sfere d'acciaio, a Scamone.&lt;br /&gt;Il vice la guardò. Peccato rovinare quel bel corpo voluttuoso con quella terribile frusta. Avrebbe voluto spassarsela con lei, ma Sciacca se ne sarebbe di certo accorto e l'avrebbe punito. Chi tradiva la sua fiducia, non scampava a lungo.&lt;br /&gt;dare a Sciacca e ai suoi uomini, motivo di deriderla. Non voleva che Diego sentisse le sue grida, il suo pianto.&lt;br /&gt;Quei colpi le laceravano la pelle ma strinse i denti fino a quasi sentir dolere le mascelle.&lt;br /&gt;Sciacca tornò, apparendo di nuovo impeccabile, e la guardò. Poi sorrise al suo vice:&lt;br /&gt;- ci hai dato dentro …bravo. Ora vado avanti io, torna pure da Diego.&lt;br /&gt;Massacralo. Supplicherà molto presto di esser ucciso.&lt;br /&gt;Le torture sarebbero state così dolorose e le ferite insopportabili e Diego avrebbe supplicato che lo finissero sparandogli alla nuca.&lt;br /&gt;Tornò a guardare Cinzia. Nonostante la pelle percorsa da lacerazioni orrende, provò un insensato desiderio di lei. Voleva divertirsi con quel corpo, un ultima volta prima di iniettarle la 'Nellis' .&lt;br /&gt;A dispetto dei colpi presi, lei ancora lo guardava con sfida. Voleva dimostrarsi coraggiosa quella ragazzina caparbia!&lt;br /&gt;Così iniziò ad aprirsi rapidamente i pantaloni, dopo di che l’afferrò per i capelli e la trascinò a terra, si sdraiò su di lei e sfogò la propria lussuria perversa.&lt;br /&gt;Benché lo avesse sfidato con lo sguardo, Cinzia non aveva più la forza di ribellarsi, di respingerlo. Le ferite la stavano indebolendo. Non era nemmeno la prima volta che lui la prendeva in quel modo spietato e selvaggio. Chiuse gli occhi e attese che lui terminasse. Forse, sentendola così passiva, lui avrebbe provato meno gusto e avrebbe abbassato la sua libidine.&lt;br /&gt;Ma Augusto sembrava in preda ad una febbre. I suoi occhi erano spiritati.&lt;br /&gt;Augusto aveva compreso l'atteggiamento remissivo della giovane. Comportarsi come una bambola di plastica, senza vita in modo da spegnere il suo desiderio. Ma non riuscì a placare la sua libidine. Ma l'avrebbe pagata subito. Perché, sfogata la sua brama, si alzò, afferrò un altro strumento di tortura, una cintura con borchie d’acciaio appuntite e si avventò sul corpo seminudo di Cinzia, coperto a malapena dalla gonna a brandelli e da un top di seta lacerato, straziando così la sua pelle delicata come quella di una bimba. Lei si coprì il volto come poté. Quando sarebbe finito quell'inferno? Quando sarebbe morta?&lt;br /&gt;Incapace di gridare nel sentire le sferzate straziare di nuovo la propria pelle. Oramai piangeva mestamente, come una bambina piccola. Incapace di emettere altri suoni. Incapace di gridare.&lt;br /&gt;Sciacca, grugnendo, la rimise sulla sedia, ammanettandola di nuovo, colpendola così al volto con dei pugni, come un boxeur impazzito.&lt;br /&gt;Augusto, dopo alcuni minuti, si fermò e la guardò. Il suo bel volto angelico era deformato dai colpi ricevuti. Gli occhi innocenti non si vedevano più. Le belle labbra spaccate.&lt;br /&gt;Voleva che nessun altro la volesse ancora. Voleva rovinarle il volto, il corpo in modo che nessuno la desiderasse. Inoltre lei sarebbe di certo impazzita dopo quel giorno da incubo.&lt;br /&gt;Poi afferrò un coltello, lei ricominciò a singhiozzare più forte. Perché, anche se si sentiva gli occhi gonfi, pesti, riuscì a vedere il luccichio della lama del coltello.&lt;br /&gt;Voleva sgozzarla? Invece lui con un coltello particolare, le tagliò via abilmente tutta la chioma, senza farle male.&lt;br /&gt;Ma poi, inspiegabilmente, dopo aver tolto delicatamente la sua chioma, a colpì al fianco con una coltellata con ferocia. Non riusciva a comprendere cosa lui avesse in mente. Ma non aveva più la forza di pensare. Gli occhi le si chiusero e perse di nuovo conoscenza.&lt;br /&gt;Con il sangue che sgorgò, copiosamente, imbrattò lo scalpo dei capelli di lei. Lei era svenuta. Meglio, così non sentiva.&lt;br /&gt;Quindi Sciacca chiamò il suo vice.&lt;br /&gt;- Mostragli questo. Dille che è morta. L’ho finita pietosamente tagliandole la gola. –&lt;br /&gt;- Capo, lui non respira quasi più. Non è più cosciente-&lt;br /&gt;L'ultimo colpo allo stomaco l'aveva messo K.O. Era svenuto. Il sangue copriva&lt;br /&gt;il volto di Diego, a cui erano state tolte le manette, e ora lui giaceva a terra.&lt;br /&gt;Masutti stava ripulendo il caschetto. Diego aveva un aspetto raccapricciante.&lt;br /&gt;- Fallo rianimare e mostragli questo-&lt;br /&gt;Voleva che lui morisse con quel pensiero. Era colpa sua, del suo ignobile tradimento, se lei era morta dopo tremende torture e abusi. Doveva morire con quel tremendo rimorso da portare all'inferno. Sciacca lasciò quell'incombenza a Scamone, molto più spietato di lui.&lt;br /&gt;I due uomini scossero Diego finché lui non riprese coscienza alcuni minuti.&lt;br /&gt;- La tua pupa temo che non ce l’ha fatta. Sai il capo era proprio infuriato con Cinzia. Ha parlato con la polizia. Lo sappiamo per certo. La sua fuga, la sua deposizione alla polizia e il fatto che lei è stata nel tuo letto, questi motivi sono bastati a fargli perdere il controllo e a lei, dopo varie torture, e dopo che Sciacca ha ripetutamente abusato di lei, il suo cuoricino tenero non ha retto. Lui le ha tagliato, rapidamente e pietosamente, la gola,. Ma, tranquillo, tra poco la rivedrai nel mondo dei più. Chissà se vi ritrovate all’inferno o in paradiso.- e rise in modo demoniaco. - Non…ci credo…- ansimò Diego. Ogni respiro era un tormento straziante.- Guarda qua!. Appena è morta, Augusto dei suoi capelli ne ha fatto un bello scalpo.. Il capo ha fatto un bel lavoretto sul suo corpo. Non le ha risparmiato torture sadicamente crudeli . – e scoppiò a ridere. In effetti anche il corpo di lei era uno scempio. Escoriazioni sanguinanti, ferite aperte...Diego sentì le forze venirgli meno. Lei morta. Aveva un corpo minuto delicato. Poteva davvero esser morta in seguito alle sevizie di disumana violenza compiute da lui. Oltre il fatto che lui le aveva tagliato la gola per finirla. Non riusciva ad accettarlo. Lui meritava ogni tortura, non la sua dolcissima Cinzia. Lui meritava la morte non lei.&lt;br /&gt;Non riusciva più a mostrarsi forte, coraggioso. Le emozioni lo sopraffacevano. Dai suoi occhi sgorgarono le lacrime. Non sentiva dolore al corpo. Ma all’anima. L’aveva persa. Era colpa sua, che li aveva condotti lì. Non era stato lucido. Razionale.&lt;br /&gt;Lei era morta e lui era ormai alla fine. Chiuse gli occhi. Senza di lei la vita non aveva alcun senso. Non avrebbe potuto vivere con quel rimorso per il resto dei giorni.&lt;br /&gt;Sarebbe impazzito se fosse sopravvissuto. Perse i sensi , totalmente. Non aveva più la forza di vivere.&lt;br /&gt;Augusto soddisfatto di quanto gli aveva riferito Scamone alle prese con Diego che aveva creduto alla morte di lei, si voltò verso la giovane, la guardò. Lei era rivenuta da qualche minuto. Recuperando gli ultimi brandelli di forze.&lt;br /&gt;Le mostrò una bustina. Era sicuramente droga pensò lei. Droga che lui vendeva. Era un trafficante di morte. Lo odiava con tutte le proprie forze. - La vedi questa bella polverina bianca?. Ti faccio un regalo. La prima dose è gratis ma diventerai una tossicodipendente con questa unica iniezione. Con due in un giorno vai al creatore. La tua vita diventerà un inferno. Questa droga è molto costosa e dovrai tornare a dipendere da me per averla. Se mi arrestano per causa tua…impazzirai per l’astinenza. Dovrai rubare e venderti sul marciapiede per aver i soldi per comprarla. Impazzirai a cercare chi te la vende. Si chiama Nellis, è una droga sintetica ma ripeto costosissima e rara ancora in Italia. – e scartò una siringa usa e getta. Cinzia lo guardò. Appena vide la siringa raccolse le proprie ultime energie. Lui le legò al braccio un laccio emostatico. No, non poteva permettergli di iniettarle quella droga. Così, appena lui si avvicinò a lei per introdurre l'ago, lei alzò d'improvviso la gamba colpendo così il braccio di Augusto che, sorpreso dalla reazione, si lasciò sfuggire la siringa. La quale si andò a conficcare nello schienale del divano.&lt;br /&gt;Scamone,nel frattempo, aveva appena ricevuto la chiamata della loro talpa&lt;br /&gt;che gli comunicava che la polizia era a cinque minuti da lì. Dovevano&lt;br /&gt;andarsene immediatamente. Si avvicinò a Sciacca che stava colpendo la ragazza. Era pazzo di rabbia. Quella ragazzina lo stava facendo ammattire.&lt;br /&gt;- Andiamo Augusto, la polizia sta arrivando-&lt;br /&gt;- Aspetta...-e cercò di estrarre la siringa. Ma fu inutile.&lt;br /&gt;- Dai Augusto, tanto morirà dissanguata...-&lt;br /&gt;Sciacca, a malincuore, dovette seguirlo. Cinzia emise un ultimo lungo respiro. quel pericolo l’aveva scampato. Ma ora era sfinita. Non era in grado nemmeno di chiamare Diego. Non poteva ad emettere un suono. Probabilmente lui era svenuto. Non voleva pensare che fosse morto. La polizia stava arrivando, si sarebbero presi cura di loro...Sospirò di nuovo e perse i sensi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5414906794086735683-4910125936776807658?l=scrivendocolcuore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/feeds/4910125936776807658/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/2011/11/tu-puoi-salvarmi-6-puntata-terza-parte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5414906794086735683/posts/default/4910125936776807658'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5414906794086735683/posts/default/4910125936776807658'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/2011/11/tu-puoi-salvarmi-6-puntata-terza-parte.html' title='TU PUOI SALVARMI 6 PUNTATA TERZA PARTE'/><author><name>krizia65z</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12980221028210653044</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ZCJTyt0cqdQ/SlkOBgPFGLI/AAAAAAAAAAM/HWRLxwjwzLs/S220/girlconfuse.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-jcodIjP5mYM/TtNPtRMJBEI/AAAAAAAAADw/XltMkNqbg3w/s72-c/tupuedessalvarme.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5414906794086735683.post-6047786851441131515</id><published>2011-11-20T15:46:00.000-08:00</published><updated>2011-11-24T12:11:33.762-08:00</updated><title type='text'>TU PUOI SALVARMI SESTO CAPITOLO PRIMA E SECONDA PARTE</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-aWpZN6zwASs/TsmZtLyrzdI/AAAAAAAAADk/cPvYmiqaUTY/s1600/tu%2Bpuedes%2Bsalvarme.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5677237806815759826" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 207px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-aWpZN6zwASs/TsmZtLyrzdI/AAAAAAAAADk/cPvYmiqaUTY/s320/tu%2Bpuedes%2Bsalvarme.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Screzi e incomprensioni &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Quel lunedi sera, tre giorni dopo il pestaggio, chiamò Cinzia su un numero di cellulare difficilmente rintracciabile. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;ciao piccola.- la salutò dolcemente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Ma lei avvertì subito nel tono della voce che stava per dirle qualcosa di sgradevole. Sperò di sbagliarsi. Si incollò un sorriso sulle labbra.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;ciao Diego...- anche Diego avvertì in lei una nota di tristezza. Era una ragazza sensibile, aveva probabilmente intuito cosa voleva dirle. Ma non poteva mostrarsi in quelle condizioni a lei.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre; "&gt; &lt;/span&gt;Ascolta...non posso venire venerdì sera-&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Sei di turno? Oh...speravo ci fossi. E' un giorno speciale sabato- non voleva dirglielo esplicitamente ma era davvero un giorno speciale per lei, allo stesso tempo non voleva nemmeno apparire infantile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Mi dispiace. Non posso proprio...-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego provò ad esser freddo. Preferiva che fosse infuriata con lui, che triste. Cinzia avvertì così indifferenza in lui. La distanza stava già contaminando il loro rapporto? Si stava già stancando di lei. Escogitando scuse per non vederla?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Anna seduta sul divano, vide l'espressione farsi cupa della giovane, che stava seduta sullo sgabello davanti alla penisola in cucina, davanti ad una scodella di pop corn.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Cinzia fece così ricorso alla sua vena sarcastica e sbottò:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;va bene. Lavora pure, tanto non è niente di importante! –&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Cinzia...-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Ma lei riattaccò. Diego capì dal tono mordace di lei, che era davvero infuriata ora.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Ma perché se l'era presa tanto? Cosa aveva detto? Ah si,per lei era un giorno speciale. Così richiamò e visto che Cinzia non rispondeva, fu Anna a farlo, dopo essersi alzata e aver raggiunto la cucina.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;ciao Diego- lo salutò la donna, osservando Cinzia. Che stava spiluccando salando i poc corn.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Cinzia è infuriata. Come mai ci tiene tanto? -&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Sì, Diego, vedi...lei sperava ci fossi per il suo compleanno. Sai, compie venticinque anni-lo informò.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Doveva fargli capire che quanto lei ci tenesse alla sua presenza. Ma la ragazza &lt;/span&gt;orgogliosamente, non aveva voluto dirglielo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego imprecò contro se stesso per non aver capito la giovane. Non era un &lt;/span&gt;donna capricciosa. Ma non poteva proprio accontentarla.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Oddio, mi dispiace. Ascolta, Anna, Sciacca e i suoi scagnozzi hanno scoperto che lei stava con me. Mi controllano capisci? Quindi per ora non posso proprio rischiare di venire qua e trascinarli tutti dietro me-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Spiegò angosciato. Lo specchio davanti alla consolle dove si trovava il &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;telefono gli rimandava l'immagine di un uomo con il volto ancora tumefatto per i colpi ricevuti. Era impensabile che lei lo vedesse così. Inoltre era troppo pericoloso. Sciacca poteva essere in qualche angolo della strada a spiarlo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Perché non gliel'hai detto?-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Non capiva proprio perché Diego non avesse spiegato anche a Cinzia il motivo. Cosa c'era sotto? Avvertiva tensione nella voce di Diego.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Così Sciacca lo controllava quindi voleva dire che era quasi certo che Diego nascondeva Cinzia. Se Diego sapeva di quel controllo voleva dire che aveva incontrato Sciacca e il deputato e boss malavitoso di certo aveva voluto dare una lezione a Diego per sapere dove lei fosse. Diego di sicuro aveva negato ma quel negare non gli aveva certo evitato di subire percosse. Ecco un altro motivo per cui Diego non voleva venire. Per non mostrare il suo aspetto!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;pensi che capirebbe?-gli domandò in quel momento Diego.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre; "&gt; &lt;/span&gt;sì. Dille che lo fai per il suo bene-&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;dai passamela-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Ma Cinzia, non volle parlargli. Era una deliziosa testarda. Avrebbe richiamato lei.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Diglielo tu allora- concluse spazientito Diego e riattaccò.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Anna spiegò a Cinzia il perché, Cinzia la guardò, e afferrò il telefono. Perché non gliel'aveva detto subito? Avrebbe capito il motivo. Il suo ennesimo eccessivo modo di proteggerla creava incomprensioni fra di loro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Diego?-sussurrò. Inghiottendo i singhiozzi. Non voleva credere che Sciacca l'avesse torturato come sospettava Anna.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Dimmi ,tesoro- finalmente aveva capito che non era per scarso interesse che non poteva esser con lei.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Perdonami...- mormorò lei.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Non devi chiedere scusa. Credi che preferirei star qua solo ripensando ai nostri momenti meravigliosi quando potrei esser lì con te, fra le tue braccia? –&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Doveva farle capire quanto gli mancava, quanto voleva star con lei, che quella lontananza lo opprimeva. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Già...-riuscì a dir solo. L'amava, lui la voleva vicina perché l'amava. Sorrise fra le lacrime. Era stata una sciocca a non capirlo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Dai, piccola, ti chiamo per gli auguri in diretta eh?-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Va bene.- e sorrise dolcemente. Capiva finalmente la difficoltà di Diego&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Ti controllo.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Quella sera, Diego chiamò la sua dolce Cinzia per farle gli auguri di buon compleanno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Era stata una settimana tranquilla, non aveva mai avuto la sensazione di esser seguito, controllato. Ma non doveva abbassare la guardia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;ciao tesoro-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;ciao Diego...-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Che bello sentirlo. Quattro giorni senza sentirlo erano stati per lei lunghissimi. La voce calda e maschia di lui le era mancata terribilmente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Volevo farti gli auguri ...so che sei lì, sola, mi vorresti vicino ma lo faccio per il tuo bene.-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Voleva rassicurarla. L'amava e in modo doloroso anzi insopportabile gli mancava. Cercò di immaginarla. Seduta sul divano, con i riccioli che le finivano a volte davanti agli occhioni nocciola, due cioccolatini di languida dolcezza, la bocca piena e rossa come una fragola, che aveva a volte un retrogusto asprigno quando era ironica ma per tornare ad esser dolcissima in moltissimi altri momenti. Le sue dita, le sue piccole mani, sicuramente stavano stringendo il filo del telefono o con la sua penna dai mille colori stava scarabocchiando fiori e cuori su un block - notes. Provò uno struggimento intenso che gli percorse la schiena, sotto la pelle.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Lo so....-rispose lei con pazienza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Dai verrò settimana prossima, so che non è la stessa cosa ma festeggeremo va bene? .Ora mi stanno addosso capisci amore?-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Sì...Non voglio che ti facciano del male-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Non pensare a me. Me la cavo. Ma non posso sopportare che tu finisca nelle sue mani. Pensa che mi ha detto che non ti accadrà niente se torni da lui. Prima ammette che sei una ragazza furba e intelligente che sai nasconderti bene, poi pensa che tu sia così stupida da tornare da lui, che non ti farà del male-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Come fai a saperlo?- domandò Cinzia con sospetto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Di nuovo il tarlo terribile del sospetto, di un probabile accordo fra lui e Sciacca.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego aveva commesso un errore nel rivelarle di aver incontrato Sciacca, di parlare di quell'incontro con tanta '&lt;i&gt;leggerezza&lt;/i&gt;'.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego si rese conto di aver parlato troppo e non voleva che si mettesse in testa di nuovo l'idea che lui e Sciacca andavano d'accordo. Elaborò immediatamente una scusa plausibile per quell'incontro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;ehm vedi, tesoro, i suoi brutti scagnozzi mi han costretto a salire su una lunga auto, e indovina chi c'era su? Il molto onorevole Augusto Sciacca–&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;E così che hai scoperto che ti tengono sotto controllo-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Esatto-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Cinzia accettò quella spiegazione. Poteva esser che fosse accaduto proprio quello. Augusto si comportava così con i suoi nemici. Prima era freddamente gentile con loro. Poi l'auto si fermava e lei era costretta a scendere e a seguire una delle guardie all'interno di un locale di proprietà di Sciacca.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Cinzia rivedeva Augusto solo un'ora più tardi. Sulle labbra del suo ex amante a un sorriso soddisfatto e impudente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Ora, si rendeva conto che probabilmente in quel lasso di tempo, si era 'liberato' del nemico o gli aveva impartito una lezione esemplare per aver osato sfidarlo o tradirlo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Va bene,Diego. - Diego si rilassò quando capì che lei gli credeva. Era una mezza verità, dopo tutto. -&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Cosa farai stasera allora?-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Sai ho fatto amicizia con un gruppo di ragazze in spiaggia. Sono venute qua a festeggiare con me-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Oddio Cinzia, devi stare attenta a chi conosci-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Insomma, quella ragazza era davvero imprevedibile a volte! Era stata così cauta fino a quel giorno, come gli aveva riferito Anna. Ora dava confidenza così alla leggera con delle sconosciute.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Anna mi ha detto di star tranquilla. Che terrà gli occhi ben aperti. Come possono controllarmi se non hanno idea di dove sono nascosta?- gli fece quell'appunto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego ammise che lei non aveva tutti i torti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;scusa, sono eccessivamente ...previdente. Allora ti lascio alle tue amiche. Son felice di sapere che non sei sola. Divertiti. Buona notte amore-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Buona notte-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego riattaccò ma era distratto perchè stava ripensando alle parole di lei. Non si fidava di chi lei incontrava, conosceva. Fu così che gli cadde a terra il telefono. Che battendo contro il mobile si aprì in due. In questo modo scoprì la cimice. Inveì in modo piuttosto colorito.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Ecco il presentimento che lo aveva colto da alcuni minuti. Ora capiva perché non aveva più notato nessuno intorno alla sua casa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Avevano trovato un modo più sottile e sofisticato per controllarlo. Il terrore lo paralizzò per alcuni secondi. Poi reagì. Dovevano portarla altrove immediatamente. Ma dal momento che era ancora lì, a Milano, Anna doveva provvedere a contattare la polizia e provvedere al da farsi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Non avevano mai nominato il luogo esatto. Ma una volta avevano parlato della regione. Imprecò di nuovo, dando un calcio ad un tavolino di legno, il cestino di peltro pieno di caramelle saltò in aria spargendole ovunque.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Doveva avvisare subito Anna. Provò a chiamarla ma il cellulare dava segnale di irraggiungibile. Riprovò a chiamare Cinzia ma dava lo stesso segnale. Imprecò di nuovo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Doveva andare subito là.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Augusto stava sorseggiando un bicchiere di vino d'annata in un ristorante rinomato quando arrivò uno dei suoi uomini tirapiedi con un biglietto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Diego sa dov'è Cinzia. Ha mentito. La conosce bene.- gli riferiva il suo vice. Arturo Scamone nel messaggio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Stavolta avevano svolto bene il loro lavoro. Il sapore della vendetta di quel traditore di Diego lo eccitò. Quell'incontro finale avrebbe significato l'inferno per quei due e il paradiso per lui.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Per quella sgualdrinella aveva in mente una tortura estremamente sofisticata ma che l'avrebbe portata sull'orlo della pazzia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego meritava una punizione di tale efferatezza che avrebbe supplicato di ucciderlo, di finirlo. Sorrise diabolicamente La fine era molto vicina. Sì,vicinissima ormai.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;bastardo ...va bene. Lui non sa che lo abbiamo scoperto. Quindi aspettiamo che ci porti da lei senza fatica. Teniamolo sotto controllo. Chiama Scamone e diteli che si tenga pronto e segua subito Diego in caso lui si muova. Anche se per stasera non credo che andrà da lei visto che hanno avuto quella conversazione.-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;va bene capo-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Ma Diego doveva raggiungerla, avvertirla, portarla via da lì. Cosi', preso dalla paura, non ragionò troppo lucidamente e partì. Non si accorse che due uomini lo seguirono su un'auto anonima.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Il panico lo stava portando a non ragionare. Se invece si fosse solo fermato qualche istante ed esser più razionale, avrebbe capito che se l'avevano udito, avrebbero prevenuto le sue mosse, seguendolo appena lo avrebbero visto passare, appostati poco lontani da casa sua. Seguirlo al luogo segreto per loro sarebbe stata un'inezia. Arrivò a Ceriale due ore e mezzo dopo, e suonò al campanello del cancello della villa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Si?- rispose Anna.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;sono Diego. Aprimi subito! - sibilò Diego.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Anna percepì il pericolo. Come mai era venuto se aveva deciso altrimenti?Cosa succedeva? Doveva esser lucida e calma. Doveva pensare a proteggere Cinzia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Ma forse si stava allarmando inutilmente ed era comunque venuto a trovarla. No, assurdo. L'urgenza di lui era dettata dalla paura.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Diego che succede?- rispose Anna che ancora non aveva premuto il tasto per aprire.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Apri maledizione! - la ingiunse. Cosa aspettava!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;L'auto che lo seguiva, si fermò a debita distanza. Dovevano aspettare Sciacca.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Prima di agire. Di assaltare la villa. Doveva esser presente il capo. Il vice di Sciacca era lì per comandare l'azione di assalto. Il suo capo aveva una vendetta da compiere. Sarebbe stata di efferata violenza. Arturo Scamone conosceva da anni la piccola amante del capo, un bocconcino procace e piccante, davvero delizioso di cui sfamarsi. L'idea di spassarsela con lei, insieme agli altri della banda e di vederla poi brutalmente seviziata da Augusto fino a provocarne la morte che sarebbe stata così lenta e dolorosissima,impietosa, lo eccitò. Il capo aveva ragione, l'odore del sangue era eccitante e dolcissimo come ambrosia in gola.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Il capo voleva punirli con la morte più straziante. A chi gli avrebbe trovati, gli si sarebbe rivoltato lo stomaco nel vedere i loro corpi straziati dalle violenze. Era libidinoso pensare all'esito di quella serata.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego, salì in casa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;cosa succede?-osservandolo attentamente. Rimanendo un attimo sconvolta dal suo aspetto, che al buio dell'altrio non aveva notato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Il bel volto dell'amico era infatti solcato da cicatrici e lividi violacei.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Nel mio telefono c'erano una cimice. Presto scopriranno che lei è qua. Spero non mi abbiano seguito. Ma non riuscivo a comunicare con te, il tuo cellulare era irrangiungibile-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;maledizione...era scarico-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Devi tenerlo sempre in carica ! -la sgridò. Insomma, non poteva commettere quegli errori banali!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;stai calmo, stai parlando con un membro della polizia..- gli ricordò, ammonendolo. Diego era in preda ad un attacco di nervi. Il terrore gli stava brillando negli occhi sbarrati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Lui si rese conto di apparire come un pazzo, un invasato. Il cuore gli doleva quasi per la paura. Per causa sua, della sua irrazionalità, non aveva pensato che Sciacca, forte dei suoi potenti mezzi, poteva controllarlo in moltissimi modi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Scusa. Ma ho il terrore di ...dov'è lei ora?-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;In quel momento drammatico, non gli importava che lei lo vedesse così, con il volto tumefatto. Le aveva comunque detto dell'incontro con Augusto. Ecco le conseguenze sul suo volto. Anzi quel volto gonfio dei pugni di Sciacca, testimoniava il fatto che lui e Sciacca non erano di certo amici.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;in cucina. Si stanno divertendo a preparare una cena spagnola. Le ragazze sono quasi tutte ispane-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;va bene. Ma occhi aperti intesi?-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;sì...-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Anna comprese che il cerchio si stava stringendo pericolosamente. Sciacca stava per arrivare. Doveva proteggere la giovane in ogni modo possibile. Ma dovevano comunque chiedere aiuto. Supporto dalla polizia. Sciacca non sarebbe arrivato in quella casa da solo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego e Anna rimangono così al piano inferiore dove si trova una veranda chiusa e ben schermata da veneziane.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;La serata filò tranquilla, le ragazze si divertirono quindi verso l'una andarono via.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Diego, cosa fai qua? Cosa hai fatto al volto! - esclamò Cinzia apparendo davanti a lui. Essendo distratto non si era accorto della sua presenza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Cinzia capì che Diego aveva subito la furia di Sciacca. Non era riuscito a farsi dire da Diego dove lei si trovasse. Aveva voluto accanirsi così sul suo amante.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Si sentì terribilmente in colpa e il cuore le si strinse. Si avvicinò a lui, gli accarezzò delicatamente il volto. La strinse più a sé, tuffandosi in quegli occhi colmi di sofferenza e tenerezza. Non sospetto. Se solo avesse saputo che lei l'avrebbe accolto in quel modo amorevole!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Occhi aperti. Sanno che ti conosco. Hanno ascoltato la nostra telefonata di stasera. Maledizione. Sono venuto perché non riuscivo a raggiungevi al cellulare-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Non pensi che possono averti seguito?-gli fece notare la giovane.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Lei non diede peso al rimprovero che le aveva fatto sul cellulare. Era terribilmente preoccupata dell'imminente pericolo. Quel pericolo si chiamava Augusto Sciacca.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego trovò assolutamente pertinente la protesta di Cinzia. Aveva agito in modo davvero troppo impulsivo. Perché, anche se loro non pensavano che lui se ne fosse accorto della cimice, lo tenevano in ogni modo sotto controllo. In attesa di una sua mossa. Quella stupida mossa lui l'aveva compiuta. Si maledisse.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Non sanno che io so che mi hanno ascoltato- provò a tranquillizzarla.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Ma se ti tengono controllato... –&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Partiremo fra tre ore. Alle quattro ce ne andiamo da qua-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Non sapendo che risponderle, senza mandarla nel panico, volle rassicurarla che stavano già provvedendo ad andarsene altrove. Avevano però bisogno di altri uomini della polizia. Almeno un' altro poliziotto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego e Anna chiamarono la polizia con un cellulare usa e getta. Anna ascoltò le indicazioni quindi riattaccò.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;bene abbiamo la nuova destinazione. Ma dobbiamo aspettare Artoni, ci condurrà lui là con un mezzo apposta-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;maledizione, non c'è tempo! –&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;Artoni sarà qua in meno di tre ore. –&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt; &lt;/span&gt;va bene...- accettò Diego, inutile protestare. Perché non ricorrevano ad un agente della polizia di Genova? No, non era tranquillo per niente. Ma dovevano solo attendere. Sperando che anche Sciacca arrivasse in ritardo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Cinzia cercò di rimanere calma. Senza lasciarsi prendere dalla paura. Altrimenti poteva irritare Diego e innervosire Anna, togliendo loro concentrazione nell'aiutarla a metterla in salvo. Oltre che ovviamente salvare se stessi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Erano le quattro, Diego, incapace di dormire, era sulla spiaggia. Forse Sciacca e i suoi uomini non erano poi riusciti a seguirlo. Aveva fatto due soste. Uscendo dall'altra parte per ripartire. Forse li aveva persi per strada.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Si illuse che fosse così. Aspettare Artoni, ancora un'ora. Era un attesa snervante.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Cinzia si era assopita fra le sue braccia, sul divano. Ma poi lui si era sciolto dal suo abbraccio ed era uscito sul retro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Gli uomini di Sciacca appostati a poca distanza, con un potente cannocchiale videro Diego in spiaggia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Così, su ordine di Sciacca,che sarebbe arrivato nel giro di pochi minuti, entrarono nella villa. Salirono al piano superiore e sfondarono il vetro della finestra. Anna così era corsa alla finestra, con la pistola spianata, pronta a reagire e a sparare, fermando così chi voleva penetrare all'interno. Era certa che fossero gli uomini di Sciacca. Artoni non aveva motivo di spaccare i vetri.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego dalla spiaggia sentì prima il rumore dell'infrangersi dei vetri e poi i colpi di pistola. Rimase come paralizzato alcuni secondi poi iniziò a correre verso la scaletta che era sul retro della villa. Sperò che fosse Anna ad aver sparato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Ma ciò che si trovò davanti, appena fu nella terrazza superiore, lo agghiacciò. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5414906794086735683-6047786851441131515?l=scrivendocolcuore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/feeds/6047786851441131515/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/2011/11/tu-puoi-salvarmi-sesto-capitolo-prima-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5414906794086735683/posts/default/6047786851441131515'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5414906794086735683/posts/default/6047786851441131515'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/2011/11/tu-puoi-salvarmi-sesto-capitolo-prima-e.html' title='TU PUOI SALVARMI SESTO CAPITOLO PRIMA E SECONDA PARTE'/><author><name>krizia65z</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12980221028210653044</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ZCJTyt0cqdQ/SlkOBgPFGLI/AAAAAAAAAAM/HWRLxwjwzLs/S220/girlconfuse.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-aWpZN6zwASs/TsmZtLyrzdI/AAAAAAAAADk/cPvYmiqaUTY/s72-c/tu%2Bpuedes%2Bsalvarme.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5414906794086735683.post-2701732461307500613</id><published>2011-11-14T12:06:00.000-08:00</published><updated>2011-11-16T11:44:35.668-08:00</updated><title type='text'>TU PUOI SALVARMI QUINTO CAPITOLO.</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Lvire07CP9U/TsF49gniLHI/AAAAAAAAADY/rDpNfmfeiVQ/s1600/tu%2Bpuedes%2Bsalvarme.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5674950003586641010" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 130px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-Lvire07CP9U/TsF49gniLHI/AAAAAAAAADY/rDpNfmfeiVQ/s200/tu%2Bpuedes%2Bsalvarme.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Giunsero a Ceriale, in Liguria, e lei trovò la casa deliziosa. Le sembrava però di essere come una principessa rinchiusa in un castello sul promontorio e sotto solo il mare in tempesta. Il suo eroe sarebbe stato proprio Diego a salvarla? Quell'uomo di cui non riusciva ad aver completa fiducia? Anche se lo amava e soffriva perché temeva di aver di nuovo sbagliato uomo a cui affidare il proprio cuore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego trovò il posto magnifico. Dallo sguardo compiaciuto di lei, che si guardava intorno intuì che anche Cinzia approvava. Certo lì sarebbe stata come una 'prigioniera' ma era comunque un bel posto dove rimanere 'rinchiusa'.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Poi Anna Guidolin, la poliziotta che doveva proteggerla, era una donna energica e decisa, impavida, ma anche una persona estroversa ed eclettica, e Cinzia avrebbe avuto un'ottima compagna con cui conversare.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego conosceva Anna da molti anni. Come Alessandro, Anna era una sua amica ai tempi dell'adolescenza. &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Cinzia trovò piacevole il carattere della donna.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Anna riuscì così a conquistare la simpatia e soprattutto la fiducia della giovane. Provò per Cinzia un insolito senso materno. Certo, fra di loro c'erano solo dieci anni ma Anna provò un forte istinto protettivo verso quella dolcissima donna.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Scoprirono molti interessi culturali in comune. Non era certo la classica pupa ignorante del boss come si aspettava. Ne fu felice. Diego aveva scelto finalmente la persona giusta.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Una sera, mentre preparavano la cena, Anna si lasciò sfuggire che conosceva Diego da che avevano tredici anni. Erano compagni di scuola alle medie inferiori.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Cinzia così la tempestò di domande. Lei la divertì nel raccontare gli episodi più piacevoli. Erano un bel trio lei Diego ed Alessandro.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego non poteva esser sempre con lei ma se all'inizio ne fu un po' spaventata, poi si rilassò grazie ad Anna. Dopo una settimana si era abituata a quella strana situazione.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Una sera, Diego le rivelò in una delle sue visite che stavano architettando una prova per incastrare Sciacca. Ma era operazione complessa e quindi ci voleva qualche giorno. Voleva informarla sulla situazione, rassicurarla che stavano lavorando e l'avrebbe tenuta al corrente degli sviluppi. Cinzia comprese la buona volontà della polizia e si accontentò di quelle informazioni. Per il momento. Non poteva far molto. Il suo dovere l'aveva compiuto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;La chiamava tutte le sere. Anche se pochi minuti a volte. Quel fine settimana lui venne a trovarla&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;come ti trovi con la tua guardia del corpo? - le domandò premuroso.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Voleva esser certo che Cinzia fosse in completa sintonia con la sua guardia del corpo e provasse completa fiducia in quella persona che doveva proteggerla costantemente. Cinzia sorrise dolcemente per la sua premura nel preoccuparsi che lei si trovasse comunque bene lì. Volle rassicurarlo subito. Si erano abbracciati e baciati quando si erano visti. Due settimane per Cinzia erano state, seppur in piacevole compagnia, ma anche lunghe. Lui le mancava.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Bene. Vero Anna?-e Cinzia guardò la donna con tenerezza. La donna era in cucina. Aveva voluto lasciare soli Diego e Cinzia per un momento tutto loro.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Aveva osservato Diego mentre prendeva al volo fra le braccia Cinzia che gli era corsa incontro nel cortile interno. Lui era innamorato perso della giovane. Anche Cinzia lo amava ma le aveva confidato che nonostante ciò, non riusciva ad aver completa fiducia in lui.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Oltre provare istinto materno per lei, si trovava bene in sua presenza. Cinzia era grintosa e dolce allo stesso modo. Era stata davvero coraggiosa a fuggire a Sciacca, a deporre contro di lui. Non era capricciosa, era generosa e discreta,e quando Anna doveva chiamare il marito e i figli adolescenti, Cinzia si allontanava chiudendosi in camera propria. Cinzia sembrava trovare piacere nelle piccole cose come leggere un buon libro con in mano una tazza di te, non aveva grandi pretese.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Aveva solo timore di chi veniva a bussare alla porta, e quando portavano il cibo che avevano ordinato, lei si nascondeva in camera. Si era fissata che chiunque poteva riconoscerla e riferire così a Sciacca.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Gli incubi notturni vertevano su quell'angoscia che cercava di controllare durante il giorno.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Ottimamente. Siamo diventate amiche. Cinzia e' un tesoro.-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- lo so...-rispose Diego e accarezzò la mano della ragazza che amava.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Sapeva molto bene quando fosse speciale quella ragazza. L'amava in ogni fibra del proprio essere. Sarebbe stato disposto a morire per lei. Sarebbe stato disposto da farsi odiare da lei pur di saperla al sicuro. &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Stava rischiando entrambi le cose.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Cinzia in quello sguardo di lui, avvertì il suo amore e si sentì rinfrancata e forte.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- in tutti i sensi eh?-ribatté Cinzia visto ciò che sapeva per incastrare un pezzo grosso della mafia.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Non è un bel tesoro da tenere piccola-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Non aveva avvertito il tono ironico di lei ma solo un'accusa sottile. '&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;i&gt;sono preziosa perché so&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;'. Aveva interpretato così la frase di lei e non gli era piaciuta. Doveva capire che lei era davvero importante per lui. Non per la polizia.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- e' vero...- ammise lei. Cinzia si era pentita della frase precedente due secondi dopo averla proferita. Si morse involontariamente l'interno della bocca.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Nonostante quel momento di incomprensione, passarono ore piacevoli insieme.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Momenti intimi e momenti di dialogo. &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;La commosse e divertì parlando del suo lavoro alla clinica veterinaria. &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Le confidò che gli mancava molto a casa.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Il loro dialogo era vivace, mai banale. Mentre Anna era in paese per commissioni, fecero l'amore in modo spesso travolgente e irruento.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Accadde anche in spiaggia, in una discreta insenatura.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Lui le insegnò a nuotare nella piscina interna alla villa. Si trovava sul tetto.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Fu davvero dura salutarsi quel lunedì mattina, Diego si sciolse dall'abbraccio di lei. SI baciarono poi lui risalì in auto per tornare a Milano.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Era stato un fine settimana meraviglioso, a parte quel venerdì sera quando era arrivato, non avevano più nominato Augusto Sciacca.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Incontro con Sciacca.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Quel giorno, Diego stava chiudendo l'ambulatorio quando si trovò davanti due uomini di Sciacca.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- avanti, seguici-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- va bene...-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Non serviva a nulla ribellarsi. Probabilmente l'avrebbero condotto all'aereoporto privato diretto in Svizzera, dove Sciacca, oltre ad avere conti privati, soggiornava in una fortezza fra le Alpi. Non era prima volta che accadevano quegli incontri.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Nell'ultima telefonata, Sciacca l'aveva avvisato che voleva vederlo al più presto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Sulla cadillac lunghissima, c'era proprio Sciacca.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Nonostante fosse preparato ad incontrarlo, il suo cuore sobbalzò quando lo vide. &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Augusto guardò Diego, che pareva sorpreso di vederlo. Eppure l'aveva avvisato di quella visita. Diego serrò le mascelle. Era teso. Si sistemò sui sedili.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-Diego...come stai picciotto?- e gli afferrò la guancia per un pizzicotto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-Bene- rispose Diego, cercando di non far notare la voce insicura. Cercava di non mostrare la sua agitazione. Forse aveva scoperto che era stato troppo spesso dalla polizia.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Dimmi, picciotto, che fine ha fatto la donnina con cui ti hanno visto i miei uomini?-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;No, si trattava di Cinzia. Si rilassò un poco, aveva elaborato una storia su di lei, a tal proposito. Rise volgarmente.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- Ah, quella sgualdrinella? L'ho liquidata. Voleva che la sposassi. Figurati...ho già da mantenere tre mogli, un' altro divorzio non lo reggerei e non me lo posso permettere. Le ho dato un po' di soldi e l'ho messa su un treno per Roma. Fine. Mi ha detto che scappava da suo padre...un uomo brutale e violento. -&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego vide Sciacca arricciare le labbra. Si sentiva preso in causa il bastardo.&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Lui la picchiava, era lui il violento e si sentiva 'offeso' del fatto che lei lo ritenesse un &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;i&gt;bruto&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; da cui scappare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;-come si chiama quella &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;i&gt;sgualdrinella&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;?- gli domandò Augusto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-Lei....era di origine slave-iniziò a dire.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Augusto non riusciva a credergli. Diego non si rendeva conto che così si inguaiava? Mentire all'assassino di suo padre era alquanto pericoloso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN-TOP: 0.05cm; MARGIN-BOTTOM: 0.05cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Notò subito le mani di Diego. Tremavano. Era agitato. Stava mentendo mentre parlava di un’ipotetica donna che aveva mandato via.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego era indeciso se rivelare il nome della ragazza mettendola così nei guai o mentire. Mentì. Era comunque nei guai fino al collo qualunque cosa dicesse.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-Sofia Gabronovich. I suoi sono croati. Era rossa ma si tingeva i capelli. Era una bambolina bionda con gli occhioni color acqua marine.-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Per fargli capire che si era divertito con quella femmina ma si era presto stancato di lei. Del resto persino Augusto era al corrente della sua fama di Casanova. Non era del tutto una bugia quindi. Era del tutto plausibile che fosse finita.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Augusto si voltò un momento, dandogli le spalle. Si infilò il tirapugni sulle dita e si voltò di nuovo verso Diego. Gli sorrise indulgente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN-TOP: 0.05cm; MARGIN-BOTTOM: 0.05cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego captò del pericolo in quel sorriso falso. Inoltre vide luccicare qualcosa sulle dita di Augusto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Un coltello? Ma se lo uccideva, avrebbe faticato ancora molto per trovare Cinzia.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-Sei sicuro di non conoscere la mia donna?-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;-No- in fondo era vero, non era la &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;i&gt;sua &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;donna. Cinzia non apparteneva a nessuno, se non a se stessa. Era libera di scegliere con chi stare, chi amare. Se lei avesse scoperto tutto, e lo lasciava, avrebbe tentato di riconquistarla ma poi l'avrebbe lasciata in pace. Anche a costo di dannarsi per il resto della vita. Non l'avrebbe perseguitata.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;- No?- insisté Augusto, sorridendo beffardo. Diego aveva davvero un bel fegato a continuare a mentire. Ammirava il suo coraggio, la sua sfrontatezza. Perchè proteggeva quella sgualdrinella. Perchè era certo che quella ipotetica Sofia fosse Cinzia. Forse, all'inizio, lei aveva davvero mentito sul proprio nome, ma poi era proprio incredibile che Diego non avesse indagato su di lei. Che interesse aveva per lui. Se l'era spassata con lei, su quello non mentiva ma perché invece negava spudoratamente di non sapere dove lei fosse? Era innamorato di lei? No, impossibile. Diego Ambrosi, noto playboy di nobili origini e famiglia benestante, non si innamorava mai. Specie di una ragazza povera e senza famiglia. Forse Cinzia gli aveva rivelato dell'omicidio di cui era stata testimone e la stava proteggendo con l'aiuto degli sbirri?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego osservò Augusto ragionare rapidamente.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-No!- ribatté Diego. Possibile che Augusto fosse così ottuso da non comprendere che, anche se conosceva Cinzia, non gliel avrebbe certo rivelato.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Quel no così secco e definitivo, mandò Sciacca su tutte le furie.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Augusto sferrò così il colpo sul volto di Diego, che rimase stordito alcuni istanti. La percezione fu come una martellata in testa. Diego, sentì anche il rumore agghiacciante di un dente che gli si spezzava, il sapore metallico e dolciastro del sangue che gli riempì la bocca. Si portò subito un fazzoletto alla bocca.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Sciacca gliene diede un altro allo stomaco. Ecco, oltre alla testa che gli doleva in modo allucinante, quel colpo allo stomaco sentiva un forte senso di nausea, e l'impellente bisogno di rimettere. &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Sciacca gli afferrò le mascelle con dita d'acciaio come il suo tirapugni, e lo guardò fisso negli occhi. Doveva punirlo per quelle bugie. Doveva convincerlo a parlare. Lo provocò così, insozzando la reputazione di Cinzia. Vedere fino a che punto ci teneva a lei , quanto l'amasse o la desiderasse solo?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego vide gli occhi neri di Augusto, stava per perdere il controllo quell'uomo. Si stava trattenendo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-Diego questo è un assaggio di quel che avrai se non la smetti di mentirmi, e non mi riveli dove sia lei. Ascolta, picciotto, non ne vale la pena di difenderla. Sai che è finita a letto di molti miei colleghi?- e osservò Diego che strinse le mascelle.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN-TOP: 0.05cm; MARGIN-BOTTOM: 0.05cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego scosse il capo. No, non gli credeva. Augusto stava mentendo per farlo cedere. Cinzia era una brava ragazza. Gli illustri colleghi di Sciacca l'avevano molestata, allungando le mani troppe volte. Lei aveva dovuto cedere a quelle o attenzioni sotto la minaccia di Sciacca. Per non esser picchiata per l'ennesima volta.. Quello lei gli aveva raccontato, in lacrime. Doveva sottostare ai capricci e alle esigenze di Sciacca. Alla fine, lei aveva trovato la forza di scappare. Anche per quello. Per non subire più.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Augusto osservò Diego, stava digerendo il colpo. Doveva accettare che lei avesse ancora sul corpo le impronte delle mani di molti uomini che si erano divertiti a palpare il suo corpo procace. Ma niente di più era accaduto. Non avrebbe permesso che si andasse oltre in quei festini. Nessuno oltre a lui doveva possederla totalmente. Ma aveva comunque concesso quei 'lussi', ovvero champagne e belle ragazze, ai suoi colleghi deputati per ingraziarseli nei voti. Così, quando gli avevano chiesto Cinzia in cambio di ben quaranta voti alla sua proposta di modifica di un articolo di una legge, lui aveva costretto la ragazza a vestirsi in un certo modo, truccarsi. L'aveva minacciata quando lei aveva iniziato a rifiutarsi. Fai la carina con i miei amici, o ti picchio a tal punto che non ti alzerai dal letto per due mesi. Lei, piangendo, aveva così obbedito. Non aveva però dato peso alle parole della ragazza che voleva scappare da quell'inferno. Lei aveva recitato la parte della bella ma stupida. Era stata brava. Forse aveva recitato per farsi coraggio. Ma contava il risultato. L'aveva aiutato ad ottenere la maggioranza.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Tornò ad osservare Diego, che si stava tamponando il labbro rotto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Povero diavolo, Diego doveva ammettere con se stesso, di essersi fatto ammaliare da quella ragazzina brava a recitare la parte dell'innocente. L'aveva sedotto per farsi aiutare nel scappare, nel farsi proteggere da lui. La conosceva molto bene, ecco perché la difendeva tanto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Augusto si illudeva che avrebbe ceduto. Sapeva quanto lui fosse un bastardo e lei innocente, non la donnaccia che lui voleva fargli credere.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Non parlarono per una ventina di minuti.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego guardò fuori, finché gli fu permesso, perché lo bendarono e gli legarono le mani dietro la schiena. Quell'incombenza spettò al vice di Sciacca.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego non aprì bocca, e nemmeno Sciacca. Ma la mente di Diego elaborò. Cosa aveva in mente Sciacca?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;L'auto si fermò, fu trascinato giù dall'auto. Gli tolsero la benda. Diego scorse davanti a sé, un vecchio casolare. Chiaramente abbandonato e lontano per chilometri da tutto. Sciacca aveva scelto bene il luogo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Lo trascinarono dentro. Fu legato con un'altra corda ad un uncino da macellaio.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Gli tolsero la giacca e gli strapparono via la camicia. Augusto passò un frustino ad uno dei due uomini.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-u n a  l e z i o n e  a  q u e s t o  b u g i a r d o. D e v e  u s c i r e  c o n  l e  s u e  g a m b e  e  q u i n d i  n o n  e s a g e r a t e. M i  r a c c o m a n d o, m i  s e r v e  p e r  t r o v a r e  l e i. I n t e s i?- parlò molto lentamente. Doveva impartire bene gli ordini ai due colossi dal cervello un po' bacato.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego Ambrosi doveva uscirne vivo da lì. Se voleva ucciderlo, sarebbe stato così facile premere la canna della pistola sulla tempia di Diego e premere il grilletto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;No. Non ancora.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego guardò i due energumeni dall'aria davvero poco intelligente, che ascoltavano con attenzione Sciacca che parlava in quel modo esageratamente lento.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;Sarebbero riusciti a non massacrarlo? Sudava freddo e sentiva di nuovo lo stomaco rivoltarsi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;- sì, capo, abbiamo capito- risposero in coro.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;Diego fu così sottoposto ad un bel 'restauro' facciale da parte dei due scagnozzi. Calci, pugni e colpi con il frustino sulla sua schiena.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;Sciacca spense la sigaretta e rientrò nel casolare. Sperò che avessero capito cosa dovevano fare. Si avvicinò a Diego, e gli afferrò i capelli tirandogli indietro la testa. Il volto di Diego era piuttosto raccapricciante.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;- vi avevo detto di non esagerare. Su, riportiamolo in città. Magari, siamo fortunati, e lei sbuca ad aiutarlo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;- Sì,capo-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;Diego si sentì quasi svenire quando lo slegarono. Avevano esagerati quei bestioni.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;- allora, non vuoi dirmi proprio niente?- lo apostrofò Augusto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;Diego si massaggiò i polsi, cercando di respirare.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;Guardò l'uomo davanti a sé, con sfida. Sciacca non comprendeva quel comportamento infantile. Si faceva quasi massacrare pur di non tradirla. Non valeva la pena per nessuna femmina.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;Diego non aveva nemmeno la forza di parlare.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;Lo ricondussero all'auto quindi tornarono in città. Lo videro arrancare al portone. Cercare le chiavi. Pareva ubriaco. Lei però non si fece vedere. O lui per sicurezza non citofonava per farla scendere ad aiutarlo, o lei non era più nell'appartamento.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;Doveva pazientare che Diego commettesse un errore e lo avrebbe portato a lei.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;Diede ordine di allontanarsi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;Diego salì lentamente le scale, aggrappandosi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;Doveva solo esser una lezione. Si sentiva distrutto., non vi era parte del corpo che non gli recasse dolore. Persino i capelli gli pesavano sulla testa che gli rimbombava per i troppi colpi presi in pieno volto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;Quel fine settimana doveva recarsi da lei, come sarebbe stato possibile mentirle, dicendole che era caduto, per esempio, dalle scale? Cinzia non meritava altre bugie.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;Imprecò a lungo. Anche contro se stesso perché si era illuso di sfuggire a Sciacca, sfidandolo nel nascondergli Cinzia.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;Il deputato aveva conoscenze ovunque nel paese. Augusto l'aveva tenuto d'occhio, aveva letto fra le righe nei dialoghi avuti telefonicamente con lui. Aveva maniere e idee peggio di un cavernicolo dell'era preistorica. Anzi, era certo che gli antenati avevano molto rispetto per le proprie compagne.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;Ma, a parte quelle idee assurde, non era affatto stupido.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;Se quella era la lezione per aver mentito su Cinzia, non voleva pensare a cosa sarebbe accaduto appena avrebbe scoperto il suo doppiogioco, e l'accordo con la polizia per incastrarlo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;Un inferno.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;Per lui e Cinzia. Ma se lui se lo meritava per aver giocato con il fuoco, aver provocato il diavolo, lei no. Lei si era innamorata dell'uomo sbagliato, unica colpa che le si poteva attribuire.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;Probabilmente, anche lui era l'uomo sbagliato. Lei si meritava di meglio. Mentre aveva quelle deliranti elucubrazioni, si curò come poté le ferite.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;Ma la nausea tornò a serrargli la gola e si chinò così per rigettare finalmente.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;Sperò che non vi fossero emorragie interne. Andare in ospedale era escluso, doveva poi spiegare come si era procurato quelle ferite. Non poteva ancora denunciare Sciacca.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;Ponderò che non aveva rigettato anche sangue ed era un buon segno.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;Sentì di nuovo all'interno della bocca, il vuoto lasciato dal dente perso e avvertì di nuovo il sapore dolciastro che gli era rimasto quando Augusto l'aveva colpito la prima volta in auto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;Per togliersi ogni dubbi si sarebbe sottoposto a degli esami con apparecchi che non erano solo veterinari.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;Andò a lavarsi quindi si infilò sotto le coperte, addormentandosi subito. Ma il suo sonno fu popolato da incubi. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5414906794086735683-2701732461307500613?l=scrivendocolcuore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/feeds/2701732461307500613/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/2011/11/tu-puoi-salvarmi-quinto-capitolo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5414906794086735683/posts/default/2701732461307500613'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5414906794086735683/posts/default/2701732461307500613'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/2011/11/tu-puoi-salvarmi-quinto-capitolo.html' title='TU PUOI SALVARMI QUINTO CAPITOLO.'/><author><name>krizia65z</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12980221028210653044</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ZCJTyt0cqdQ/SlkOBgPFGLI/AAAAAAAAAAM/HWRLxwjwzLs/S220/girlconfuse.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Lvire07CP9U/TsF49gniLHI/AAAAAAAAADY/rDpNfmfeiVQ/s72-c/tu%2Bpuedes%2Bsalvarme.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5414906794086735683.post-1871577612602151764</id><published>2011-11-06T14:47:00.000-08:00</published><updated>2011-11-14T02:32:05.183-08:00</updated><title type='text'>TU PUOI SALVARMI QUARTA PUNTATA TERZA PARTE</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-EEj2FEvCGdY/TrcPX-VnPUI/AAAAAAAAADE/FWWOT-z5vKs/s1600/tu%2Bpuedes%2Bsalvarme.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5672019160241487170" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 130px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-EEj2FEvCGdY/TrcPX-VnPUI/AAAAAAAAADE/FWWOT-z5vKs/s200/tu%2Bpuedes%2Bsalvarme.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;b&gt;LA DEPOSIZIONE &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span class="ske04"&gt;C&lt;/span&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;osì, il giorno dopo, Cinzia si recò con Diego, alla polizia.&lt;br /&gt;Le tremavano un poco le gambe mentre varcavano il portone della centrale di polizia. Diego accanto a lei, la teneva sottobraccio, con fare protettivo.&lt;br /&gt;Diego aveva trascorso una notte travagliata. Lei si era lamentata più volte nel sonno per poi svegliarsi gridando '&lt;em&gt;no&lt;/em&gt;!'&lt;br /&gt;Erano occorse ben due ore prima che si riaddormentasse e smettesse di tremare.&lt;br /&gt;Si sentiva così stringere il cuore nel vederla così spaventata. Forse aveva davvero esagerato la sera prima, nel sottoporla a quelle domande estenuanti.&lt;br /&gt;Ma quella mattina sembrava ben determinata.&lt;br /&gt;Furono ricevuti proprio da Alessandro Brembati.&lt;br /&gt;Il poliziotto guardò con attenzione la giovane donna. Capì perfettamente, perché Diego avesse perso la testa per lei. Non era solo adorabile, con quegli occhioni innocenti ma leggevi anche coraggio e determinazione in quello sguardo.&lt;br /&gt;-tranquilla signorina, qua l'ascolteremo solo io e Diego-&lt;br /&gt;la rassicurò Alessandro, chiudendo la porta e sedendosi come abitudine sull'angolo della scrivania per farla sentire meno a disagio con quell'atteggiamento informale.&lt;br /&gt;Cinzia notò che Diego non accennava ad uscire, così, dopo essersi seduta, tutta impettita, guardò Brembati. Non voleva che Diego fosse presente.&lt;br /&gt;-vorrei parlare senza la sua presenza- dichiarò Cinzia e indicò Diego, con sicurezza. Diego la confondeva.&lt;br /&gt;L'uomo rimase raggelato quando lei proferì quelle parole. Si domandò come mai.&lt;br /&gt;-ma Cinzia...- protestò infatti Diego, quasi in un sussurro.&lt;br /&gt;A Cinzia dispiaceva trattarlo così ma per potersi concentrare bene, la presenza di Diego la metteva in agitazione. Avrebbe rivelato poi della sua vita con Augusto che Diego non doveva sentire.&lt;br /&gt;-lui non è della polizia vero?-&lt;br /&gt;Diego comprese che lei non riusciva a fidarsi del tutto di lui. Accettò di buon grado e cercò di esser accondiscendente. Importante che lei parlasse. In fondo, aveva ragione lei, la sua presenza non era così necessaria.&lt;br /&gt;-va bene, non c'è un problema. Stai tranquilla e vedrai che riuscirai a spiegarti bene. - accettò Diego e uscì dall'ufficio.&lt;br /&gt;Cinzia sospirò di sollievo. Alessandro rimase stupito che lei non desiderasse la presenza del suo uomo. Non si fidava di Diego, era chiaramente lampante. Del resto, il suo amico, con il suo atteggiamento ambiguo, le aveva dato di che riflettere. Di che dubitare.&lt;br /&gt;Cinzia raccontò ogni cosa di quel che aveva visto quel giorno orribile e di altre nefandezze.&lt;br /&gt;Brembati pensò che quella donna aveva fegato da vendere. Affrontare Sciacca, sfidandolo nel rubargli gli segreti anche in sua presenza. Augusto l'aveva sottovalutata e lei gli era sfuggita sotto gli occhi.&lt;br /&gt;L'ammirò molto, era molto attraente ed era davvero difficile non perdere la testa per lei.&lt;br /&gt;Il tenente le chiese come aveva avuto quei dati. Lei gli rivelò come.&lt;br /&gt;- So che i cd sono in mano della polizia. Una copia- e accavallò le gambe, sorridendo ironica, guardandolo con sfida. Voleva vedere la reazione dell'uomo che sorrise per la gaffe.&lt;br /&gt;Lui aveva chiesto dei cd sapendo bene che lei sapeva già che erano in possesso della polizia. Ma non sembrò esser adirata per quello.&lt;br /&gt;- Sì. Sciacca ha informazioni davvero pericolose. Specie in mano ad un uomo come lui.-&lt;br /&gt;- Cosa accadrà ora?-&lt;br /&gt;Volle domandargli con assoluta calma. Ora che aveva parlato si sentiva incredibilmente più leggera. Come a volte accadeva, si domandò perché non l'avesse fatto prima.&lt;br /&gt;-innanzitutto la condurremo in un luogo dove verrà protetta. Quindi controlleremo le azioni di Sciacca e dei suoi fidati uomini. -&lt;br /&gt;-Ma Sciacca è a Roma no?- notò lei, stupita. Come potevano controllare tutti i movimenti del deputato? Forse avrebbero chiesto la collaborazione della polizia romana.&lt;br /&gt;-Baderemo a noi a Sciacca. Tranquilla, oltre a noi della polizia, solo Diego saprà dove lei si trova-&lt;br /&gt;Diego avrebbe saputo del luogo. Non sapeva se era un vantaggio. Non riusciva ad esser tranquilla e fidarsi.&lt;br /&gt;- Sempre che ci si possa fidare- replicò lei, con amarezza. Come se stesse pensando ad alta voce, lo amava certo, ma aveva anche paura di lui.&lt;br /&gt;-Come? - replicò Brembati sbalordito di quell'affermazione della donna.&lt;br /&gt;-Perché crede che non l'ho voluto qua? Non mi fido di lui. Mi nasconde qualcosa e ho tanta paura di scoprire cosa. Anche se sospetto. Ecco la mia scarsa fiducia in lui. Lui conosce Sciacca. Questo so di certo-&lt;br /&gt;-lei si sbaglia- replicò Alessandro. Sperò non troppo in fretta.&lt;br /&gt;Cinzia strinse forte i braccioli della poltroncina. Va bene, erano amici, ma perché non vedeva la realtà dei fatti?&lt;br /&gt;O forse Diego stava ingannando anche l'amico?&lt;br /&gt;Lei si alzò e si avvicinò all'uomo. Lo afferrò quindi per i lembi della giacca e lo scosse. Brembati rimase sbalordito della forza di quella piccola donna.&lt;br /&gt;- Mi dica perché mi sbaglio! Forse il suo amico sta ingannando anche lei. Io sospetto che Diego conosce bene Sciacca, non sono amici, ma quasi. Avanti, me lo dica una volta per tutte- sibilò furibonda.&lt;br /&gt;- Si sbaglia. Mi lasci- doveva tacere. Lei si stava avvicinando troppo a scoprire troppo di Diego.&lt;br /&gt;- No! &lt;em&gt;Lei sa tutto o forse vuol farmi credere che Diego, il suo miglior amico&lt;/em&gt;, la tiene all'oscuro? Mi prende per una stupida? - e lo guardò con sfida.&lt;br /&gt;Diego seduto fuori l'ufficio, su una poltroncina, sorseggiando un caffè e chiedendosi cosa lei stesse rivelando ad Alessandro. Informazioni che non aveva rivelato a lui ma ora ne parlava con la polizia. Sperò che Alessandro non si lasciasse scappare chi era l'assassino di Alberto Ambrosi. Cinzia l'avrebbe esasperato di domande per farselo dire. La conosceva bene. Sapeva essere molto testarda ed insistente.&lt;br /&gt;- Mi lasci, signorina.- ribatte Alessandro, cercando di non perdere la calma.&lt;br /&gt;- No, maledizione, lei deve parlare! -&lt;br /&gt;- Mi lasci, le ho detto! Sta minacciando un funzionario di polizia- e le afferrò le mani. Scrollandosele di dosso.&lt;br /&gt;Cinzia si rese conto, finalmente, di aver esagerato e arretrò.&lt;br /&gt;- Si sieda-&lt;br /&gt;- No!-&lt;br /&gt;- La smetta di far l'isterica-&lt;br /&gt;Cinzia spalancò la bocca non trovando subito le parole per quella sua impertinenza. Va bene, aveva esagerato nell'aggredirlo, ma lui non doveva permettersi di chiamarla cosi.&lt;br /&gt;- Come osa!-&lt;br /&gt;Brembati era sfinito per quell'incontro con lei. Era una donna dalla personalità complessa. Sembrava tanto docile e vulnerabile ma sapeva esser anche ben sicura di sé nell'affrontarlo.&lt;br /&gt;- Mi scusi, signorina Lazzari, ma ora si calmi-&lt;br /&gt;- Mi dica un'altra cosa-&lt;br /&gt;- Cosa?- domandò lievemente esasperato. Insomma era lui il poliziotto, era lui che doveva porre domande, non l'opposto. Era una situazione paradossale. Era tuttavia giusto che lei esigesse delle risposte. Purtroppo doveva ancora aspettare a rivelarle.&lt;br /&gt;Cinzia notò esasperazione nella voce di Brembati. Non doveva esser abituato a rispondere alle domande, il suo mestiere era di porle. Ma doveva sapere. Quei dubbi minavano il suo rapporto con l'uomo che amava.&lt;br /&gt;- Mi dica-&lt;br /&gt;- Chi ha ucciso il capitano Alberto Ambrosi, nonché padre di Diego?-&lt;br /&gt;Gli aveva quasi scagliato addosso quella domanda così cruda. Non poteva ripondere o lei avrebbe capito che legame univa Diego a Sciacca.&lt;br /&gt;- Non ne ho idea-rispose troppo rapidamente, aumentando i dubbi in lei.&lt;br /&gt;- Davvero? Nemmeno questo le ha detto Diego? Eppure lui lo sa e non vuole dirmelo. Ora lei mente ancora. Vorrei solo sapere perché! -&lt;br /&gt;Si risedette, stringendo a sé la borsetta.&lt;br /&gt;- La smetta ora. Ha fatto la sua deposizione, la ringraziamo molto per questo ma ora vada a casa a prepararsi. Si fidi di Diego, le conviene-&lt;br /&gt;Non poteva continuare quella conversazione estenuante. Aveva interrogato delinquenti dei più brutali. Ma non aveva dovuto proteggere un amico. Non aveva dovuto comportarsi così con quella donna. Normale che si fidasse poco. Ora ancor meno.&lt;br /&gt;- Certo, certo. Dopo esser stata l'amante del diavolo e ho visto quel che lei sa, bene, cosa può spaventarmi ormai? Questo vuol dire la sua frase '&lt;em&gt;si fidi di lui, le conviene&lt;/em&gt;' . Va bene, allora, fidiamoci. Che Dio mi protegga- e si alzò.&lt;br /&gt;Alessandro cercò di rispondere con calma. Cinzia lo guardò con provocazione. Voleva portarlo a perdere la calma e a rivelare tutto. Ma doveva tener conto che era un poliziotto, portato a quella tensione.&lt;br /&gt;- la smetta con la sua ironia pungente.- sbottò però esasperato. Aveva capito il 'gioco' della giovane. Portarlo a parlare troppo. Ma non ci cascava. Era un bel peperino Cinzia Lazzari. Nessuna donna che era stata a fianco di Diego, aveva mostrato un carattere così forte. Quella sfrontatezza. Era tutt'altro che remissiva e paziente. Voleva risposte. Era molto perspicace e spregiudicata nello sfidare la polizia. Ecco perché Diego l'amava. Era una donna che sapeva tenergli testa.&lt;br /&gt;Alessandro la prese gentilmente per il gomito e dopo aver aperto la porta, la condusse fuori dall'ufficio.&lt;br /&gt;Diego la vide uscire, accompagnata dall'amico. La guardò bene in viso. Era furibonda.&lt;br /&gt;-Diego, ti richiamo fra mezz'ora per i dettagli.-&lt;br /&gt;-Sì, Alex, ma devo chiederti una cosa...-&lt;br /&gt;-Non ora,Diego. Portala subito a casa e dille di preparare le valigie. Ti chiamo io. Cinzia è come una bomba ad orologeria. Non voglio che esploda qua-&lt;br /&gt;Diego guardò entrambi stupito. Poi annuì, di nuovo arrendevole, e la prese per mano. Almeno ci provò, perché lei si incamminò fuori dagli uffici a passo rapido.&lt;br /&gt;Diego le corse dietro. Doveva calmarla. Temette che lei avesse saputo dell'assassino di suo padre. No, quello no. Non poteva crederlo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5414906794086735683-1871577612602151764?l=scrivendocolcuore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/feeds/1871577612602151764/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/2011/11/c-osi-il-giorno-dopo-si-reco-con-diego.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5414906794086735683/posts/default/1871577612602151764'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5414906794086735683/posts/default/1871577612602151764'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/2011/11/c-osi-il-giorno-dopo-si-reco-con-diego.html' title='TU PUOI SALVARMI QUARTA PUNTATA TERZA PARTE'/><author><name>krizia65z</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12980221028210653044</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ZCJTyt0cqdQ/SlkOBgPFGLI/AAAAAAAAAAM/HWRLxwjwzLs/S220/girlconfuse.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-EEj2FEvCGdY/TrcPX-VnPUI/AAAAAAAAADE/FWWOT-z5vKs/s72-c/tu%2Bpuedes%2Bsalvarme.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5414906794086735683.post-8870986968059052676</id><published>2011-10-31T04:24:00.000-07:00</published><updated>2011-10-31T12:40:38.392-07:00</updated><title type='text'>TU PUOI SALVARMI QUARTA PUNTATA PRIMA E SECONDA PARTE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-4t0TZIIfx_c/Tq6HV2Bt20I/AAAAAAAAAC4/lOovs0spfv4/s1600/tu%2Bpuedes%2Bsalvarme.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 130px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-4t0TZIIfx_c/Tq6HV2Bt20I/AAAAAAAAAC4/lOovs0spfv4/s200/tu%2Bpuedes%2Bsalvarme.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5669617790255749954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Bugiardo! &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Quando Cinzia fece ritorno a casa, Diego stava leggendo un libro. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;ciao piccola-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;ciao tesoro. Che bello quando ti trovo a casa presto...-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;sì. Giornata molto tranquilla. Quasi noiosa. –&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;mi cambio e poi preparo la cena...- e lo baciò. Diego si sentì un po' a disagio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Acuito dal fatto che lei fosse tanto dolce con lui.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Ma si convinse  che lo faceva per proteggerla.  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;Io, intanto apparecchio.- con noncuranza. Ma non riusciva a guardarla in faccia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Lei notò che non la guardava. Aveva un'aria decisamente colpevole. Come un bambino colto a mangiare la marmellata a piene mani. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Con quel dubbio, su cosa aveva combinato alle sue spalle, Cinza entrò in camera. Forse era solo una sua impressione. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Mentre si cambiava gli abiti eleganti, le era ronzato di nuovo in testa quel dubbio sul  sospetto comportamento di lui.&lt;br /&gt;Così appena si chiuse la felpa, si avvicinò allo scaffale. Forse aveva trovato i cd. Aveva frugato di nuovo fra i suoi oggetti personali.&lt;br /&gt;Non li trovò subito. Allarmata, così, cercò nei cd vicino a quello in cui li aveva nascosti. Li trovò due cd più in là. Capì che lui li aveva trovati. Visti. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Ma l'aveva solo visti? Dubitò fermamente che si fosse limitato a infilarli nel computer per visionarli. Aveva un forte e strano presentimento. Diego aveva fatto ben altro che guardarli. Respirò profondamente perché non voleva apparirgli come una bambina petulante nell'accusarlo di nuovo di toccare le sue cose. Dovevano discuterne; quindi afferrò i cd e lo raggiunse in cucina. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego intanto aveva apparecchiato, e aveva messo sul fuoco una pentola d'acqua per un piatto di pasta. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Poi aveva atteso. Ma quel prolungato silenzio di lei lo stava allarmando non poco. Forse se ne era accorta che lui era nervoso e a disagio, aveva quindi controllato i cd e non li aveva trovati. Infatti il dubbio di aver sbagliato custodia l'aveva assillato per ore quel pomeriggio. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Ma finse di non capire quando li vide sul tavolo. Gliel'aveva quasi gettati addosso. Era giustamente furibonda ma provò comunque a fingere di non capire. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Forse non era come pensava. Forse si era stancata dei segreti e glieli mostrava, esasperata dai suoi continui tentativi di cercarli per farla poi deporre, con quelle prove inconfutabili. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;che cosa sono?-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Cinzia si mise le mani sui fianchi, allibita che lui fingesse di non capire. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;ah, non lo sai vero?- &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;che ...ti prende?- scansandosi per evitare che lo colpisse con un sottopentola in legno. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;Non mentirmi! Non sono stupida. Li hai presi. Esaminati. Sono interessanti vero? –&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego finalmente comprese che si era infuriata perché li aveva trovati e controllato il contenuto. Lei lo guardava sospettosa. Cinzia si domandò perché li aveva guardati alle sue spalle? A chi l'aveva mostrati?  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego cercò di entrare nella sua testa. Lei aveva paura che lui li avesse consegnati a chi non doveva. Non alla polizia. Ma a qualcuno che poteva ripagarlo bene per quelle informazioni. Non voleva tradirla. Ormai la fiducia in lui stava vacillando pericolosamente. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Cinzia notò che la osservava. Sperò che li avesse consegnati alla polizia. No, non voleva pensare che quelle telefonate sospette c'entrassero qualcosa. La fiducia in lui era in pericolo. Come un bicchiere di cristallo che sporgeva dal bordo di un tavolo. Bastava  un piccolo colpo per farlo andare a terra in mille pezzi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;Cinzia...-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;non mentirmi, bugiardo che non sei altro-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;e va bene, piccola, li ho presi, e li ho … mostrati ad una persona di cui mi fido come un fratello.- ammise finalmente. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Inoltre volle allo stesso tempo rassicurarla che non li aveva consegnati a chissà chi. Ma a chi poteva aiutarla. Era ora di smettere di nascondersi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Cinzia sospirò di sollievo. Finalmente lo ammetteva. Forse quelle telefonate erano da quell'amico poliziotto che gli consigliava come fare. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Anche se il momento di furia le era passato, non sopportava che lui cercasse di ammansirla con tanta superbia.  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Ora voleva capire cosa l'aveva spinto ad agire alle sue spalle con il rischio che lei si sentisse tradita. Avevano un rapporto già tumultuoso. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;della polizia-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;sì, piccola-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;e non chiamarmi piccola! Perché l'hai fatto?-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Doveva farle capire perché dovevano rimanere uniti contro Sciacca. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Certo, sapeva che lui rischiava di più, visto che aveva lavorato per Sciacca. Il deputato per quel tradimento, poteva vendicarsi in modo terribilmente brutale. Ma a Diego interessava solo di proteggere Cinzia, e vendicarsi della morte di suo padre. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;Cinzia, l'ho fatto perché non puoi vivere nel terrore che ti trovino. Deve pagare per quel che ha fatto, una volta per tutte. E' un assassino, deve pagare. Non capisci che così lo proteggi? Se non dici cosa sai, quel mostro resta in giro. Io ti sento ...spesso, durante la notte, vengo svegliato dai tuoi pianti, le tue grida. Mi addolora ciò&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;E la guardò intensamente. Perchè era innamorato profondamente di quella donna. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Cinzia ricacciò indietro le lacrime nel sentire quel tono di voce di lui, nel pronunciare quelle parole c'era molta sofferenza.  L'amava e lei ricambiava con la stessa intensità. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;son solo incubi- e scosse il capo per sminuire quei sogni.  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Ancora una volta, lei, sminuiva il problema per non farlo preoccupare. Per dirgli che stava bene. Piccola adorabile illusa. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;si, ma tu hai paura. Vivi ancora guardandoti alle spalle. Anche se hai cambiato aspetto. Sei terrorizzata- cercò di farla riflettere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;Ebbene, grand'uomo, ora cosa devo fare? –lo pungolò. Lui cercò di non sorridere ironico per come l'aveva chiamato. Finalmente si era convinta. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Aveva ragione lui. Doveva parlare. Doveva smetterla di nascondersi. Non era giusto che Augusto circolasse impunito mentre lei forse colpevole solo di esser stata la sua donna, doveva nascondersi.  Era davvero uno scherzo del destino a cui metter la parola fine. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego ne fu sollevato. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Lo vide sorridere con una lieve smorfia. Forse anche divertito di come l'aveva interpellato. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;fidarti di me-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Fidarsi di lui? Era davvero difficile. Dopo che aveva agito alle sue spalle? Anche se dovette ammettere che aveva agito a fin di bene. Per lei. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;Tsè- sbottò sarcastica. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;Cinzia. Devi fidarti di me. Ti proteggeremo. Io e la polizia. Ma finché non svuoti il sacco, loro non possono agire-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Anche se non si fidava di lui, ma della polizia doveva pur fidarsi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Lei lo osservò con attenzione. Lo guardò, con un ansia dentro che la consumava, stringendo forte le mani, tanto da farsi male con le unghie nel palmo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Aveva bisogno di rassicurazioni, la paura di di fidarsi e venir tradita era tanta. Ma comprendeva bene che non poteva continuare così. Non si rese conto che nel tormentarsi nell'animo si torturata anche fisicamente. Diego l'osservò e allarmato vide le mani di lei con dei brutti segni rossi. La paura l'attanagliava, capiva perfettamente il suo tormento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;L'attirò  a sé per infonderle sicurezza, tenerezza. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Le medicò la lieve ferita che si era procurata. Poi tornò ad abbracciarla e lei si lasciò andare contro di lui che comunque la faceva sentire protetta. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Poi sapeva che la polizia poteva attuare un programma di protezione testimoni e doveva affidarsi a loro. Uscire da quell'incubo una volta per tutte. Assicurando così un assassino alla giustizia, non solo per quell'omicidio ma perché commerciava in affari di morte. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Fidati di me&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Quella sera, parlaroni a lungo. La sua frase ricorrente era : fidati di me. Cinzia ci stava provando, ma era davvero difficile. Non dopo che aveva agito alle sue spalle. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;se la polizia ti interroga, dimmi, cosa gli dirai?- le domandò per capire bene quanto lei fosse pronta a parlare. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Lei lo squadrò, sbalordita. Dubitava di lei? &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;devi esser pronta a rispondere in modo rapido. Senza contraddirti o penseranno che menti- le spiegò lui. Lei doveva esser ben concentrata.   &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;mi fai passare la voglia di testimoniare-sbottò la ragazza. Capiva che doveva testimoniare ma lui gliela stava facendo pesare parecchio quella decisione. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;Cinzia, proviamo ora. Domani sarai pronta a rispondere senza esitazioni-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;lasciami in pace!- insomma quante volte deve ripetere quella storia? &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;no. Voglio che tu testimoni. Su, eri cosi decisa poco fa.- la pungolò. Che le prendeva? Perché gli metteva di nuovo i bastoni fra le ruote? Non capiva che era per il bene di entrambi?  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;L'interrogò incessantemente su cosa aveva visto, cosa sapeva. Perché aveva aspettato a parlare. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Perché ora rivelava tutto, Diego ripeté quelle domande alla nausea. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;BASTA! Ti supplico, Diego. Basta.- lo implorò lei. Insomma, quell'uomo non si accorgeva che stava esagerando? &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Lui la guardò. Era stanca ed esasperata. Poteva rimpiangere di avergli detto sì all’idea di deporre. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;va bene. Ma domani mattina, riproveremo ancora una volta prima di andare-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;oddio! – sbottò Cinzia, gemendo. Lui sorrise intenerito. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;dai vieni qua...- e l'afferrò il polso. Cinzia lo colpì sul petto con leggeri pugni. Lui la strinse a sé. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;Ti amo piccola...voglio solo che tu sia libera dal passato- &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;lo so...ma con quelle domande mi stai sfinendo- e sospirò, ricambiando i baci di lui. Lui le sollevò il volto mettendole due dita sotto il mento. La guardò intensamente. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;certo. Ma è un sacrificio che vale la pena di compiere-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;La strinse di nuovo a sé e andarono a dormire. Cinzia non era capace di tener rancore a lungo. Si infiammava come un cerino poi le passava e ragionava con calma. Un' altro lato di lei che apprezzava e amava. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Cinzia non voleva dormire sola quella notte. Voleva che lui la stringesse a sé, la facesse sentire al sicuro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Ma era davvero al sicuro anche da lui? Purtroppo era troppo stanca per elaborare supposizioni e si addormentò avvinghiata a lui. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5414906794086735683-8870986968059052676?l=scrivendocolcuore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/feeds/8870986968059052676/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/2011/10/tu-puoi-salvarmi-quarta-puntata-prima-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5414906794086735683/posts/default/8870986968059052676'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5414906794086735683/posts/default/8870986968059052676'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/2011/10/tu-puoi-salvarmi-quarta-puntata-prima-e.html' title='TU PUOI SALVARMI QUARTA PUNTATA PRIMA E SECONDA PARTE'/><author><name>krizia65z</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12980221028210653044</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ZCJTyt0cqdQ/SlkOBgPFGLI/AAAAAAAAAAM/HWRLxwjwzLs/S220/girlconfuse.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-4t0TZIIfx_c/Tq6HV2Bt20I/AAAAAAAAAC4/lOovs0spfv4/s72-c/tu%2Bpuedes%2Bsalvarme.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5414906794086735683.post-3831931280695774526</id><published>2011-10-23T14:52:00.000-07:00</published><updated>2011-10-23T15:23:23.490-07:00</updated><title type='text'>TU PUOI SALVARMI TERZO CAPITOLO SECONDA E TERZA PARTE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-weQ3P_Towuo/TqSP-J4CdAI/AAAAAAAAACU/ubHUN44xJUA/s1600/tu%2Bpuedes%2Bsalvarme.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 130px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-weQ3P_Towuo/TqSP-J4CdAI/AAAAAAAAACU/ubHUN44xJUA/s200/tu%2Bpuedes%2Bsalvarme.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5666812529104548866" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;RICHERCHE &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mentre Cinzia e Diego discutevano in modo sofferto, in un altro luogo,  Sciacca veniva informato da due suoi tirapiedi,  che Ambrosi, a Milano, aveva una nuova amante, il cui fisico era del tutto simile a quello di Cinzia. Il pensiero tormentava Augusto nell'immaginare che un altro la toccasse. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Gli mandava il sangue alla testa. Piuttosto la uccideva.  &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Aveva ucciso il padre di quel bastardo dal cuore d’oro. Se gli uccideva anche la femmina? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Anche se non credeva minimamente che Diego Ambrosi amasse Cinzia. Per quell'uomo era solo un'altra avventura, come le altre donne che aveva sposato. Stupido illuso, quel Diego, se sapeva bene di esser infedele perché si sposava? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sentiì l’odore del sangue e si eccitò. Doveva parlargli. Vederlo al più presto. Doveva esser certo che Ambrosi conoscesse davvero Cinzia, se era così gli aveva mentito. Quel bastardo doveva pagare un prezzo molto alto. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Due giorni dopo quel loro sofferto scontro, dopo le ore in ufficio, Cinzia si recò in biblioteca dove era a conoscenza di una ricca emeroteca al piano superiore. Cercò subito così notizie dell'assassinio del padre di Diego, Alberto Ambrosi. Trovò la cronaca di quel terribile scontro a fuoco, ma non c'era scritto il nome dell'assassino. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma se Diego sapeva il nome dell'assassino di  suo padre, perché  non c'era scritto? Era davvero assurdo che non avesse parlato per farlo arrestare. Il mistero si stava infittendo. Tanti perché. Tanti dubbi la lasciavano quasi stordita. Si sentiva stanca di tutti quegli enigmi. Tornò a leggere. L'indagine era ancora aperta perché non si era mai trovato il colpevole e visto che si trattava di un uomo dell'arma le ricerche proseguivano anche se con meno intensità. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ebbe dei brividi quando si trovò davanti la proprio foto fra le persone scomparse. Il suo amato marito &lt;i&gt;Augusto la cerca e attende disperato sue notizie&lt;/i&gt; diceva l'annuncio sotto la sua immagine. Quel bastardo, come al solito, si travestiva da bravo cittadino per poter agire e raggiungere i suoi obiettivi. Non erano sposati. Si professava disperato, come se l'amasse davvero. In realtà era solo disperato perché se lei parlava, lui e il suo mondo crollavano. Ecco la sua ansia di trovarla. Sperava che qualche cittadino di buon cuore si commuovesse e lo aiutasse a trovarla. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Si segnò il nome del giornale e il giorno in cui era apparso l'annuncio l'avrebbe cercato su internet.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quindi fece ritorno a casa. Era al momento tranquilla. Nel suo nuovo aspetto Cinzia, era praticamente impossibile riconoscerla. Quando aveva iniziato a lavorare, lei, però, aveva l'aspetto della 'vecchia' Cinzia. L'appariscente pupa del Boss. Il giornale era di elevata tiratura, si sarebbero quindi ricordati di lei, collegandola all'annuncio? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma che motivo avevano di riferire di averla vista dal momento che Augusto non accennava ad una ricompensa?  In un certo modo tranquilla, aprì la porta dell'appartamento.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Entrò in cucina e si versò da bere. Quindi sospirando raggiunse la camera per  cambiarsi per preparare la cena. Trovò così Diego che frugava fra i suoi oggetti personali.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Diego non l'aveva sentita entrare in casa. Era un donna silenziosa. Sapeva che quella sera sarebbe tornata un po' più tardi del solito. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Comunque, essendo al corrente di quel ritardo, aveva approfittato di quel lasso di tempo a sua disposizione, Diego così aveva frugato fra gli oggetti personali di lei. Abiti e libri furono controllati rapidamente. Stava controllando quei cd senza nessuna etichetta, nascosti in altre custodie occupate da due cd da un gruppo musicale attuale, quando aveva udito dei passi. Si era così allontanato rimettendoli subito sullo scaffale. Ora era vicino alla sedia ricolma di abiti di lei. Era una donna adorabile ma perennemente disordinata. In tal caso era una fortuna per lui che teneva in mano un abito caduto a terra, quando lei entrò. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;cosa cerchi?-gli domandò cercando di non mostrarsi allarmata. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non voleva che lui trovasse quei cd. Non ancora. Non prima che lei decidesse&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a chi rivolgersi. Doveva deciderlo lei, senza pressioni. Aveva molta paura ma&lt;/div&gt;&lt;div&gt;aveva anche fame di giustizia. Doveva farsi coraggio. Diego aveva ragione. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Doveva decidersi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lui sobbalzò e riabbassò le braccia quindi si voltò e le mostrò un suo abito. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;io...stavo cercando di capire la tua misura ...volevo comprarti un abito elegante. Visto che ti hanno strappato l'altro al ristorante, ricordi?-annaspò per cercare un motivo della sua presenza lì.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lei  lo guardava molto preoccupata. Notò che si guardava intorno per  soffermare lo sguardo sugli scaffali. La vide sospirare. Aveva forse notato che  erano stati toccati i cd. Ecco cosa la preoccupava. Quei cd. Finalmente sapeva. Un'altro suo segreto svelato. Quei cd erano scottanti. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Cinzia lo guardò intensamente. Mentiva. Mentiva spudoratamente. Perchè le mentiva in quel modo ancora? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma stavolta se la stava cavando con un motivo probabilmente ridicolo. Ma voleva coglierlo in fragrante per affrontarlo, per dirsi tutto. Lei rivelava la presenza di quei cd e lui ammetteva che quelle telefonate non erano dai suoi pazienti. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Però temeva anche di sapere chi lo chiamava. Scosse il capo rifiutando l'idea di una connessione di Diego con Sciacca. Come a cacciar via una mosca molesta che le danzava sul naso. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;Porto la taglia 44-rispose Cinzia. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Diego la osservò. Era tormentata dai dubbi e capì che non credeva all'idea del&lt;/div&gt;&lt;div&gt;regalo. Ma fu sollevato quando lei gli rispose rivelando la sua taglia.  &lt;/div&gt;&lt;div&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;oh...perfetto. Perché settimana prossima è il compleanno di un mio carissimo amico e mi ha invitato a cena e ovviamente tu sarai al mio fianco- questa volta fu sincero. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;ti ringrazio. Come mai sei tornato prima?-&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;sei tu che sei tornata molto tardi-&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;sì. E' vero scusa...ma ti avevo avvertito-&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;Sì, ma ero comunque un po' preoccupato. Senti, piccola, vado&lt;/div&gt;&lt;div&gt;fare una doccia. Poi prepariamo la cena-&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;sì...-&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lei attese che lui uscisse quindi si avvicinò allo scaffale. Li controllò e li trovò&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ancora lì. Diego, molto probabilmente, non li aveva ancora trovati,  O era&lt;/div&gt;&lt;div&gt;stato bravo e li aveva rimessi via in tempo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quella sera mostrò a Diego l'annuncio di Augusto. Cinzia pensò che quello&lt;/div&gt;&lt;div&gt;poteva anche rivelarglielo. Gli aveva anche detto dove era andata, che voleva&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sapere di più dai giornali conservati, del delitto a cui aveva assistito. Ma non &lt;/div&gt;&lt;div&gt;gli disse che aveva cercato anche di sapere di più della morte di suo padre, del&lt;/div&gt;&lt;div&gt;capitano Ambrosi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;come hai potuto stare con un mostro simile?- &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lei era un donna straordinaria, una personalità ricca di splendide&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sfaccettature. Aveva ovviamente anche lei dei difetti. Ma l'amava anche per le &lt;/div&gt;&lt;div&gt;sue imperfezioni. E poi era bella, sexy, molto passionale. Del tutto diversa da &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Carla, la sua ultima ex moglie. Fredda e scostante. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lui era un amante molto focoso, e Cinzia, fra le sue braccia, non era affatto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;infastidita del suo temperamento. Tutt'altro. Rispondeva con altrettanto &lt;/div&gt;&lt;div&gt;fuoco.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma Augusto l'aveva avuta, certo, ma l'aveva usata, umiliata più volte, non amandola ma sfruttando il suo corpo per il proprio piacere.  Non era mai stato interessato a lei come persona. Cinzia per fortuna l'aveva capito finalmente fuggendo da lui. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;non lo so. Ero accecata dal suo fascino. Poi quando ho capito che razza di uomo era, lui non mi lasciava quasi uscire di casa. Ero prigioniera della sua gelosia ossessiva-&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;io mi fido di te. So che mi sei fedele. Non mi fido di chi ti si avvicina, ti tocca. Divento pazzo-&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Si ricordò di quell'uomo che le era saltato addosso in quel parcheggio. Chiuse gli occhi scacciando la furia anche verso se stesso, la sua stupidità nell'averla lasciata sola. Dopo quella sera, aveva imparato la lezione, non l'aveva più lasciata sola. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;ho notato- ricordò lei con amarezza quella bella serata conclusa in modo sgradevole. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Aveva conosciuto così un lato del carattere di lui, non proprio piacevole. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sapeva diventare un uomo brutale.  &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma quando, quella sera, l'aveva sentito rompere il bicchiere contro il muro, Cinzia aveva capito che lui era furioso anche con se stesso per averla lasciata sola. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;ECCO LE PROVE&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il giorno dopo Diego tornò a casa intorno all'ora di pranzo e cercò i cd. Fu facile.  Si ricordava benissimo dove erano nascosti. Era ora di passare all'azione. Basta tentennare , doveva costringerla a denunciare Sciacca e quei cd erano il mezzo per scuoterla. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sapeva perfettamente che lei si sarebbe adirata,  poteva benissimo riempirlo di pugni sul torace, o prenderlo a sberle ma non gli importava. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Rapidamente, si recò così al commissariato, dal suo amico Alessandro Brembati di cui si fidava ciecamente, e glieli mostrò. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Conosceva Alessandro da quando erano adolescenti, all'epoca vivevano a Torino. I loro padri erano molti amici e le due famiglie erano vicine di casa. Si confidavano qualsiasi cosa. A distanza di anni ancora era cosi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Alessandro Brembati lo guardò incuriosito quindi fece scorrere velocemente il contenuto e li trovò davvero interessanti. Scottanti. Diego chiese all'amico di copiarli in modo da poterli riportare da Cinzia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Alessandro lo rassicurò che Cinzia in caso raccontasse tutto,  verrebbe protetta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Era da tempo che volevano incastrare il molto 'onorevole' deputato Sciacca. Ma non avevano prove a sufficienza. Ora, finalmente, grazie alla intraprendenza di quella giovane donna, potevano inchiodarlo. Proteggerla era il minimo. Ma la curiosità lo indusse a chiedergli quanto Diego tenesse alla ragazza. Insomma erano amici da una vita.  &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Diego era anche un uomo dagli insaziabili appetiti. Ma stavolta forse era diverso. Avvertiva in lui, una certa preoccupazione. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;Te la sei portata a letto vero?- domandò Alessandro all'amico, sedendosi sull'angolo della scrivania.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;io l'amo, è ben diverso-rettificò. Era bello e terribile allo stesso tempo ammetterlo. Bello perchè era la prima volta che si innamorava davvero. Terribile per la situazione in cui si trovavano. C'era un futuro per il loro rapporto?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Diego se l'aspettava quella domanda così intima. Ma solo al suo migliore amico permetteva un'intromissione del genere nella sua sfera privata. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;sa che hai lavorato per Sciacca?-&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;No, ovviamente. Ma tu sai bene perché devo. Lui ancora mi cerca per dei lavoretti...come controllare certi suoi nemici. Io lo faccio ma prima poi me la pagherà molto cara. Controllando per lui, controllo anche lui. Ma di certo non gli dico che lei è con me. Lei sa troppo-&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ammise che il suo camminare sul filo del doppio gioco stava diventando molto pericoloso, sopratutto perché Cinzia poteva scoprirlo e poteva perderla. Se lo scopriva Sciacca che lei era con lui, poteva perderla. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quindi, prima incastravano Sciacca, meglio era. Preferiva che lei si infuriasse per aver parlato di lei alla polizia piuttosto che scoprisse altro. Come il suo contatto con Sciacca. Avrebbe capito? No, sarebbe scappata via, sentendosi di nuovo tradita.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;- già. Corre seri pericoli se lui scopre che è qua con te e anche tu-&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Alessandro era preoccupato, Sciacca avrebbe ammazzato Diego per averlo tradito consegnando quelle prove alla polizia. Per avergli nascosto Cinzia. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;che mi spari in testa. Ma non gli permetterò di toccarla-&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le mani sporche di sangue di Sciacca su Cinzia. No, era era intollerabile. L'amava e stava male fisicamente al pensiero di perderla. Lui meritava che Sciacca lo punisse ma non doveva sfiorare Cinzia.  &lt;/div&gt;&lt;div&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;sei proprio perso per lei-&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Alessandro fu impressionato dei sentimenti di Diego. Il suo amico era profondamente innamorato, non era una passione fugace. No, Diego era disposto anche a farsi ammazzare per lei. Sacrificarsi per proteggerla. Farsi odiare da lei in caso lei scoprisse la verità. Ma Diego, non avrebbe permesso a niente e nessuno di farle del male.  &lt;/div&gt;&lt;div&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;totalmente- rispose Diego sicuro. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dopo quel colloquio, Diego fece ritorno a casa e risistemò i cd. Sperò solo di non aver sbagliato il cd in cui lei li aveva nascosti. Non era sicuro del tutto. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ora era pronto ad affrontare la reazione di lei. Perché la polizia avrebbe controllato in fretta quei cd prima che lei si decidesse di andarci di sua volontà e avrebbe così scoperto che loro sapevano già e che lui aveva agito alle sue spalle. Ma non importava. Gli interessava solo la sicurezza di lei. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5414906794086735683-3831931280695774526?l=scrivendocolcuore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/feeds/3831931280695774526/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/2011/10/tu-puoi-salvarmi-terzo-capitolo-seconda.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5414906794086735683/posts/default/3831931280695774526'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5414906794086735683/posts/default/3831931280695774526'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/2011/10/tu-puoi-salvarmi-terzo-capitolo-seconda.html' title='TU PUOI SALVARMI TERZO CAPITOLO SECONDA E TERZA PARTE'/><author><name>krizia65z</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12980221028210653044</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ZCJTyt0cqdQ/SlkOBgPFGLI/AAAAAAAAAAM/HWRLxwjwzLs/S220/girlconfuse.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-weQ3P_Towuo/TqSP-J4CdAI/AAAAAAAAACU/ubHUN44xJUA/s72-c/tu%2Bpuedes%2Bsalvarme.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5414906794086735683.post-6267263322176331027</id><published>2011-10-17T11:09:00.000-07:00</published><updated>2011-10-17T11:24:46.342-07:00</updated><title type='text'>TU PUOI SALVARMI TERZO CAPITOLO PRIMA PARTE</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-q1egJY8pDeg/Tpxy03tpOOI/AAAAAAAAACI/XfTXcpPsDco/s1600/tu%2Bpuedes%2Bsalvarme.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 207px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-q1egJY8pDeg/Tpxy03tpOOI/AAAAAAAAACI/XfTXcpPsDco/s320/tu%2Bpuedes%2Bsalvarme.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5664528683959400674" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span class="ske04"&gt;Quella sera, gli domandò della sua famiglia.  Cinzia gli aveva parlato della sua. Di quella che aveva avuto. Era  rimasta orfana a sedici anni dopo di che si ero mantenuta da sola.  Lavorando e studiando si era resa indipendente. Si era laureata in  lingue e aveva subito trovato lavoro all'ambasciata inglese a Roma. Era  abituata a far sacrifici.&lt;br /&gt;Diego si era commosso nell'udire la storia  della sua vita. Era rimasta sola, a 16 anni, quindi poco più di una  bambina, era dovuta crescere troppo in fretta e dipendere solo dalle  proprie forze. Per quello, forse, non era interessata vivere nel lusso,  le interessava solo esser amata e rispettata. Due cose che Augusto non  le aveva dato, perché non le aveva potute comprare.&lt;br /&gt;Ma ora voleva sapere di lui.&lt;br /&gt;Diego  ebbe un brivido. Ecco la domanda fatidica. La sua vita era legata in  qualche modo a quella del suo ex amante deputato Augusto Sciacca. Ma lei  aveva diritto di saper qualcosa in più di lui, Diego Ambrosi.&lt;br /&gt;-vuoi  proprio saperlo? Mio padre era un carabiniere. Un capitano valoroso.  Integro. Ma durante una sparatoria a Gela, e' morto. Ucciso. Non si  aspettava che quella persona gli sparasse. Era un suo amico. Almeno così  lui credeva.-&lt;br /&gt;-        Oddio...vedi, anche chi pensi che sia tuo  amico, può accoltellarti alle spalle. Ed è una vera vigliaccheria-sbottò  Cinzia. Deve esser stato terribile perdere il proprio padre in quel  modo violento, inaspettato. Perché, anche se sai che la persona a cui  vuoi bene,  fa parte delle forze dell'ordine, e corre quindi  costantemente pericolo di vita, perderlo è sempre un dolore atroce e del  tutto inatteso. Era stato ucciso da una persona di cui si fidava,  rendeva il tutto ancor più crudele. Brutale. Feroce.&lt;br /&gt;-Già-&lt;br /&gt;Diego ricordava  quel maledetto giorno di sette anni prima. Suo padre era stato  trasferito a Roma, da Palermo. Ma aveva un ultima operazione da fare,  incastrare un gruppo di malavitosi, denominati il famigerato clan dei  Nicodemi a Gela. Augusto Sciacca si era introdotto nel gruppo per poi  aiutare la polizia a incastrarli.&lt;br /&gt;Cosi suo padre gli aveva chiesto  di portare Angelie, ovvero sua moglie nonché madre di Diego, a Roma. Ma  mentre lui e sua madre attendevano in aereoporto, che venisse annunciato  il volo,  Diego era andato a prendere dei quotidiani e delle riviste. Sua  madre era rimasta in attesa in un elegante bar, a prendere un caffè. Ma  mentre stava per rientrare nel locale, sentì il rumore di una tazzina  infranta e un grido. Era così entrato e aveva visto sua madre perdere i  sensi. L'aveva presa al volo un signore.&lt;br /&gt;L'avevano fatta sedere su  una sedia, tenendole il capo indietro. Angelie Jamotte-Duprée Ambrosi  però si era subito rianimata. Aveva guardato in alto. Un televisore  appeso ad un sostegno apposito, era acceso e stava trasmettendo un  notiziario. Raggelato Diego vide la foto di suo padre con la divisa  dell'arma, e poi su delle rocce, il corpo di un uomo coperto da un telo.  Capì che sotto quel telo c'era suo padre. Erano tornati così  all'appartamento di Palermo. Sua madre non aveva parlato fino a casa.   Dove ad attenderli c'era un collega del capitano Ambrosi. Era inutile  che proferisse quelle parole. Aveva capito che sapevano già. Respinse il  nodo in gola.&lt;br /&gt;-tu avevi detto che eri benestante- domandò lei confusa. Lo richiamò al presente.&lt;br /&gt;-Sì. Mia madre è molto ricca di nobili origini-&lt;br /&gt;-capisco.-&lt;br /&gt;Ma  sentiva che lui nascondeva qualcosa. Quella morte del padre non doveva  esser stata del tutto chiara, sospetti, dubbi agghiaccianti ruotavano  intorno a quell'esecuzione. Perchè l'amico del capitano Ambrosi aveva  sparato? Chi era?&lt;br /&gt;-Questo cosiddetto amico di tuo padre è ancora libero? -&lt;br /&gt;-sì. Un giorno la pagherà-&lt;br /&gt;-non c'erano prove per incastrarlo?-&lt;br /&gt;-no-&lt;br /&gt;Quella  ragazza stava per costringerlo a dirgli il nome dell'assassino di suo  padre. Di Sciacca. Come fermarla senza apparire schivo e quindi molto  restio a raccontare la verità?&lt;br /&gt;-come si chiama questo essere ignobile?-&lt;br /&gt;-no,  non posso dirtelo, piccola-fu lapidaria la risposta di Diego. Ma lei  non ne fu soddisfatta. Perché le mentiva? Perché non voleva sfogare il  suo dolore rivelandole quella storia. Era sempre così ermetico. Perché  quella riluttanza e celare il nome di quell'individuo? Cosa nascondeva?&lt;br /&gt;-Perché?- insiste Cinzia.&lt;br /&gt;-perché ho anch'io i miei segreti va bene?- la rimproverò duramente.&lt;br /&gt;Detestava  esser così brutale con lei, che lo scrutava cercando di giungergli fino  all'anima, con quegli occhioni innocenti, ansiosi di capire, di  aiutarlo. L'amava follemente e voleva proteggerla da crudeli verità. Non  poteva dirle chi era quell'uomo. O capiva troppe cose. Non era ancorai  il momento.&lt;br /&gt;-Diego...- sussurrò di nuovo Cinzia.&lt;br /&gt;Lo scrutava  con attenzione, era profondamente turbato. Lei l'aveva costretto a  mettere a nudo i suoi tormenti interiori, l'aveva fatto per aiutarlo.  Perché le nascondeva la verità? Le venne istintivo posare la mano sul  braccio di lui. Lui tremava. Ne fu molto colpita. La gola le si strinse.&lt;br /&gt;Diego la guardò e a costo di apparirle un mostro di egoismo, la  respinse in modo rude. Perché quel tono dolcissimo di lei lo stava  facendo soccombere, arrendere. Doveva farla smettere.&lt;br /&gt;-ma lasciami  in pace e pensa ai tuoi guai! - gridò, scostando con violenza, la mano  di lei che cercava di calmarlo. Si alzò di colpo, scaraventando a terra la sedia, e si voltò verso la finestra,  mettendosi le mani sui fianchi. Senza guardarla.&lt;br /&gt;Cinzia ricacciò indietro le lacrime. Quindi sparecchiò e lavò i piatti in silenzio.&lt;br /&gt;Forse  aveva esagerato nel voler sapere ad ogni costo ma lui non doveva  reagire così. Avrebbe dovuto dirle con più garbo &lt;i&gt;' non me la sento ora  di parlarne, non insistere, ti prego&lt;/i&gt;' queste le parole che si aspettava.  No, si era infuriato, imbizzarrito come un cavallo che non vuol esser  domato.&lt;br /&gt;Lui si chiuse nel suo studio dopo aver sbattuto la porta.  Voleva star solo. Rintanarsi nella sua tana, in quel caso il suo studio,  immergersi in un buon libro e non pensare ad altro. Preferiva che lei  lo ritenesse un uomo insopportabile, che ferirla con la verità tagliente  come una spada.&lt;br /&gt;Cinzia così prese una decisione. Era stanca di quei silenzi di lui, voleva vedere se lui reagiva, se lei provava ad andarsene.&lt;br /&gt;Si  avviò così in camera e gettò i suoi abiti in una borsa capiente da  viaggio. Infilò anche i due cd nella borsetta. Si diresse così  alla  porta di casa.&lt;br /&gt;-dove vai?-la bloccò in quel momento la voce di lui. Cinzia non si voltò.&lt;br /&gt;Non immaginava che lui si accorgesse che stava per andarsene.&lt;br /&gt;Diego aveva avuto la percezione che lei stesse per andarsene. La trovò vicino alla porta. Nell'ingresso.&lt;br /&gt;-ti importa?- gli domandò senza guardarlo.&lt;br /&gt;Cinzia non voleva mostrargli le lacrime che le erano sgorgate.&lt;br /&gt;Diego trovò la domanda del tutto legittima.&lt;br /&gt;-Sì-sussurrò  lui. Il cuore gli doleva nel vederla con la valigia. Lei aveva la voce  roca e bassa, stava chiaramente piangendo. Ma non voleva darglielo a  vedere.&lt;br /&gt;Si sentì spregevole. Ma gli importava davvero di lei, o non  sarebbe uscito da quello studio se non avesse avuto l'impressione che  lei stesse per andarsene. La vide asciugarsi con stizza le guance  bagnate. Strinse con forza il bordo della sedia a cui si era appoggiato.  La tensione era a livelli altissimi. Sentiva quasi degli spasmi nello  stomaco.&lt;br /&gt;Cinzia non riusciva a voltarsi, guardarlo. Certo era lì a  fermarla. Era uscito dal suo rifugio per vedere cosa stesse facendo. Ma  voleva fargli capire che era ferita del suo silenzio, del suo  comportamento.&lt;br /&gt;-Non ti credo.-  riuscì a dire. Sentiva ogni parte del volto irrigidita dalla tensione.&lt;br /&gt;-Io ...-&lt;br /&gt;Cinzia lasciò cadere a terra la borsa e si voltò. Quei suoi monosillabi la irritavano particolarmente.&lt;br /&gt;-tu cosa ? Maledizione, Diego ! - inveì, guardandolo infuriata e sofferente.&lt;br /&gt;Diego fu stupito della reazione di lei, determinata a scuoterlo.&lt;br /&gt;-vieni qua...- si era avvicinato a lei e cercò di stringerla fra le braccia.&lt;br /&gt;Di solito quando l'abbracciava, lei si calmava. Dimenticava i loro screzi ma stavolta non servì nemmeno quello stratagemma.&lt;br /&gt;Lei  lo guardò, scuotendo il capo, delusa. Come Augusto, Diego cercava di  farle dimenticare il motivo del loro litigio ricorrendo alla passione,  alle effusioni. No, stavolta no ! Diego non doveva ricorrere a quei  subdoli trucchi per distrarla. Lui non cattivo, perché si sforzava di  comportarsi in quel modo sgradevole? Non gli era naturale.&lt;br /&gt;-No! Non toccarmi. Ho cercato di essere comprensiva con te e tu mi hai respinto. Hai idea di quanto fa male? -&lt;br /&gt;Aveva cercato di capirlo, dargli il suo appoggio e lui? La respingeva.&lt;br /&gt;-anche tu non sei sincera con me-&lt;br /&gt;Le  fece notare. Anche lei, dopo tutto , si nascondeva dietro a segreti.  Come era accaduto quando era entrato quel pomeriggio nella sua stanza.  Lei sembrava aver appena nascosto qualcosa di importante. Pericoloso.&lt;br /&gt;Cinzia ammise che aveva ragione. Era pronta a dirglielo, ma non era stata cruda con lui nel negare.&lt;br /&gt;-Sì,  forse è vero, ma io non sono violenta con te. Io non posso parlare  perchè la mia vita sarebbe in pericolo! - si giustificò.&lt;br /&gt;Lui cosa  aveva da perdere nel rivelarle il nome dell'assassino di suo padre? Lei  rischiava davvero moltissimo nel parlare. Cosa sapeva. Di cosa era in  possesso attraverso quei cd.&lt;br /&gt;-almeno di me devi fidarti- la redarguì lui. Erano insieme, erano una coppia, perchè ancora non si fidava di lui?&lt;br /&gt;Fidarsi di lui? Diego aveva davvero una bella faccia di bronzo a chiederglielo.&lt;br /&gt;-non  posso fidarmi quando anche tu mi menti su quelle telefonate - ribatté  lei, mettendosi le mani sui fianchi, squadrandolo, con il mento  sollevato per guardarlo in viso. Lui era così alto.&lt;br /&gt;-dannazione ! -  sbottò Diego, passandosi una mano fra i capelli. Era una ragazza  intelligente, aveva già capito che quelle telefonate non erano così  innocenti.&lt;br /&gt;Tentò di nuovo di avvinghiarla fra le proprie braccia. Per non risponderle.&lt;br /&gt;-Dai, su, piccola, smettiamola di litigare- sussurrò cercando di baciarla. Lei lo respinse.&lt;br /&gt;-hai iniziato tu. Ora non risolverai con il sesso il problema che c'è fra noi-&lt;br /&gt;-quale  problema?- la interrogò sbalordito. Che altro problema? Non capiva. A  parte quelle bugie che si ostinavano a dirsi, ognuno per difendere  l'altro e difendersi.&lt;br /&gt;-i segreti-doveva parlare chiaro, una volta per tutte, su cosa provava, avvertiva. Il disagio di quei silenzi.&lt;br /&gt;-Piccola, ti contraddici. Ma l'hai detto tu. Non puoi parlare perché ti metti in pericolo quindi ecco i segreti fra di noi-&lt;br /&gt;-Rispondi  ora : chi ti chiama o chi chiami tu in continuazione? Un amante forse?-  lo provocò. Era un donnaiolo incallito. Incapace di accontentarsi di  una sola donna. Voleva che lui negasse, spiegando così il motivo.&lt;br /&gt;-Macché  amante. Tu mi rubi tutte le energie. Quindi smettila di dire  sciocchezze ora. Do' consulenze mediche anche per telefono quando non  sono in ambulatorio, possibile che non ci credi?-&lt;br /&gt;Un amante? Certo,  sarebbe stato molto meno complicato farglielo credere, ma rischiava di  perderla per sempre. Certo, le stava di nuovo mentendo, ma perché non  riteneva possibile che potesse lavorare anche attraverso quelle  telefonate. Non c'era nulla di strano.&lt;br /&gt;-mi è difficile crederti. Visto che dopo sei un fascio di nervi-&lt;br /&gt;-ti sbagli, sono preoccupazioni, niente altro. Sai quanto amo gli animali, soffro se loro stan male. -&lt;br /&gt;Cinzia sospirò e tornò in camera sua. Del resto dove poteva andare?&lt;br /&gt;Gli fece comprendere che voleva sola quella notte.&lt;br /&gt;Ma quando si svegliò all'alba, lui era sdraiato alle sue spalle, e l'avvolgeva con le sue braccia.&lt;br /&gt;Non  aveva la forza di respingerlo. In un certo senso la sua presenza le  dava un senso di protezione a cui era davvero difficile rinunciare.&lt;br /&gt;Forse, le mentiva per proteggerla.&lt;br /&gt;Da  Augusto? Lei non gli aveva detto che aveva visto Sciacca compiere  l'omicidio. Quindi da chi la proteggeva?  Aveva capito che lei aveva  delle informazioni scottanti, la proteggeva per quello?&lt;br /&gt;Con quelle domande che le vorticavano nella testa,  tornò a dormire. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5414906794086735683-6267263322176331027?l=scrivendocolcuore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/feeds/6267263322176331027/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/2011/10/tu-puoi-salvarmi-terzo-capitolo-prima.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5414906794086735683/posts/default/6267263322176331027'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5414906794086735683/posts/default/6267263322176331027'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/2011/10/tu-puoi-salvarmi-terzo-capitolo-prima.html' title='TU PUOI SALVARMI TERZO CAPITOLO PRIMA PARTE'/><author><name>krizia65z</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12980221028210653044</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ZCJTyt0cqdQ/SlkOBgPFGLI/AAAAAAAAAAM/HWRLxwjwzLs/S220/girlconfuse.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-q1egJY8pDeg/Tpxy03tpOOI/AAAAAAAAACI/XfTXcpPsDco/s72-c/tu%2Bpuedes%2Bsalvarme.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5414906794086735683.post-5768267187824871759</id><published>2011-10-09T16:27:00.000-07:00</published><updated>2011-10-09T16:44:54.112-07:00</updated><title type='text'>TU PUOI SALVARMI SECONDO CAPITOLO SECONDA E TERZA PARTE</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-auLLI3iQFU4/TpIxfzQra-I/AAAAAAAAACA/rDi2kRv_U7Q/s1600/tu%2Bpuedes%2Bsalvarme.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 207px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-auLLI3iQFU4/TpIxfzQra-I/AAAAAAAAACA/rDi2kRv_U7Q/s320/tu%2Bpuedes%2Bsalvarme.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5661642103964003298" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt; Mi riconosci ora?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Due giorni più tardi, Cinzia decise di cambiare il suo look appariscente. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Dalla sera in cui quell'uomo l'aveva riconosciuta, aveva in mente di cambiare il suo aspetto. Per giorni, si era sentita sporca. Per il suo aspetto provocante si era messa nei guai. No, non voleva star male. Aveva rischiato molto con quell'aggressione. Fortunatamente, non era finita in modo drammatico. Ma era stata comunque scioccante. Dolorosa. Non voleva ripeterla.  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Quindi doveva far qualcosa per ricominciare veramente la sua vita. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Quando era fuggita, aveva potuto portar con sé un astuccio. All'apparenza pareva un porta trucco, in realtà era pieno di banconote. Per mesi aveva risparmiato, evitando di acquistare abiti firmati se non in negozi dell'usato. Ora il suo gruzzoletto si sarebbe diminuito un poco ma non le importava, ne valeva la pena per salvarsi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Quel sabato, lui era di turno alla clinica veterinaria,  lei era libera di impiegare il suo tempo. Si recò così in un centro estetico. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;I suoi capelli rosso fiamma scomparvero sotto una tinta meno appariscente, un caldo color castano con riflessi color miele. Tolse le lenti a contatto colorate e rimise gli occhiali. Un trucco molto semplice, non vistoso. Infine acquistò alcuni capi di vestiario meno provocanti e molto sobri. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Successivamente, verso le sette di sera, lo raggiunse nel suo ambulatorio, alla clinica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Con sè, aveva un gattino trovato in un vicolo. Tutto solo. Affamato. L'aveva così infilato nell'ampia nuova borsa ancora vuota, e desiderava che Diego lo visitasse.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;buona sera signorina, stiamo per chiudere sa?- l'avvertì Diego guardò la donna molto sofisticata, che si era preoccupata di un gattino randagio. Avvertì in lei qualcosa di vagamente familiare. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Cinzia sapeva bene che Diego non avrebbe mai detto no ad un piccolo cliente&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;in qualsiasi momento della giornata. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;oh, la prego, ho trovato questo micetto in una scatola, era abbandonato in un vicolo. Me lo può visitare?-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;certo...- affascinato dalla dolcezza di quella donna. Seppur&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;molto chic, lei  non era affatto snob. Era sensibile. Quegli occhioni nocciola lo turbavano profondamente. Aveva lo stesso sguardo ingenuo di Cinzia. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Lo visitò accuratamente. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;sta bene, è solo affamato. Metta del latte in questo flaconcino apposito. Lo nutra con questo per i primi due mesi almeno poi torni da me- le spiegò. Sempre più incantato da lei. Era una ragazza sensuale, anche se aveva un'aspetto così innocente. Maledizione, che cosa gli prendeva? Era un &lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;incallito donnaiolo, e si sentiva un verme. Stava già tradendo Cinzia, nel guardare un'altra. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Cinzia represse un moto di sorpresa e stizza. Non era possibile! Ci stava provando con un'altra donna. Lui non aveva ancora capito che era lei quindi la stava tradendo guardando un'altra in quel modo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;ottimo, grazie- &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;sa....che...insomma, io e lei ci conosciamo?- e la scrutò negli occhi con attenzione. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;Sì, certo, Diego...- e gli mise una mano sulla spalla. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Voleva proprio vedere fino a che punto lui si sarebbe spinto. Meditando una piccola vendetta se solo lui si fosse spinto oltre. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;Posso sapere...il suo nome?- sorpreso dalla confidenza della donna nel toccarlo. Dal fatto che lo chiamasse per nome.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;Cinzia Lazzari- e lo guardò con sguardo severo. Diego si sentì sprofondare. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Era lei! La sua Cinzia. Doveva pensare in fretta qualcosa per giustificarsi e la guardò strabuzzando gli occhi.  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;pazzesco! Mai ti avrei riconosciuto per strada...sei adorabile. Anzi mi piaci più così-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;Ecco, visto che ci stava provando, lui era corso ai ripari con quel tono tono dolce, conciliante. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;Davvero?- e incrociò le braccia al petto, guardandolo con occhi socchiusi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Lui si sarebbe preso a schiaffi. Lei era una donna intelligente, e stava insultando invece il suo inteletto fingendo di non aver provato attrazione per un 'altra donna. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;sì. Anche così per me sei bellissima-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Se le diceva così, stupidamente si  scioglieva, lo vedeva pentito nell'aver guardato lei come se fosse un'altra. Lui la voleva anche non se non era sexy, appariscente, visto che era stato attratto anche dal aspetto sobrio. Anche se aveva pensato che fosse un'altra donna, lei l'aveva tratto in inganno fingendosi una sconosciuta. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego la scrutò. Sembrava meno adirata ora. Forse l'aveva perdonato. Doveva star attento o l'avrebbe persa. Aveva già perso tre donne straordinarie a causa della sua incapacità di esser fedele. Doveva smetterla una volta per tutte! Aveva trentasette anni ormai, doveva aver imparato la lezione. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;ti amo- sussurrò lei commossa. Era decisamente meno sexy ma lui la trovava bella lo stesso. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;Anch'io gattina. Ho ancora un cliente poi chiudo e andiamo a casa. Aspettami fuori eh?-e la baciò sulla bocca con dolcezza. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;sì...- e Cinzia sorrise uscendo, dopo aver preso su il trovatello.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Ora era più tranquilla, serena. Nessuno l'avrebbe più riconosciuta per strada. Non l'avrebbero più trovata gli uomini di Sciacca. Era finalmente libera dal passato?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Quanto avrebbe voluto crederlo e dimenticare. Ma sentiva, che il pericolo che Augusto la incontrasse, che incrociasse la sua strada, era dietro l'angolo, doveva solo sperare che, come Diego, non la riconoscesse. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Informazioni scottanti &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Due giorni dopo, mentre Cinzia stava sistemando la sua borsa e trasferendo tutto in quella nuova, trovò i due cd. Già era riuscita a trasferire quei dati sui cd, un giorno Augusto aveva lasciato completamente aperto il PC, durante la visita di un suo collaboratore. Già, Augusto aveva ben visto che lei era lì, seduta a leggere una rivista. Ma non l'aveva proprio considerata un pericolo. Dimenticando che lei fosse pratica di computer. Dimenticando che lavorava all'ambasciata e il suo compito era trascrivere traduzioni e a volte tradurre in simultanea, riportando poi tutto al computer con un sofisticato dispositivo. Rapidamente cosi' lei si era seduta davanti al Pc e aveva letto il file che lui stava usando. Liste. Nomi. Prese due cd nuovi e copiò il contenuto dei files quindi li nascose bene nella sua capiente borsa.  Cosi ora poteva guardarli. Leggere in quella cartella denominata KIMORA. Li inserì nel PC che Diego le aveva regalato. Esaminò così con più calma i dati inseriti.  Erano una serie di liste di nomi con indirizzi accompagnati da descrizioni di merci scottanti come droga e armi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Poi file word con documenti top secret dei servizi segreti inglesi, americani e italiani. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Dove erano descritti luoghi e nomi di persone che ora collaboravano con la giustizia per avere protezione e uno sconto sulla pena. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Per finire una lista di sospetti terroristi mediorientali. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Cinzia si domandò perché Augusto fosse interessato a queste persone. Ma erano comunque documenti che lui non avrebbe dovuto avere. Bastava quello a mandarlo in galera a vita. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Era un uomo senza scrupoli. Vendeva orrore, morte. Diego, seppur un inguaribile donnaiolo sulla vita del pentimento, non era un assassino. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Ma doveva trovare il modo per fare arrivare quei cd alle persone giuste senza correre pericolo. Sopratutto non farlo correre anche a Diego. Sciacca, per punirla poteva far del male a Diego. Lei non voleva che qualcuno ci andasse di mezzo solo per averla aiutata. Augusto avrebbe subito capito che lei ci teneva a Diego. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Inoltre lei era testimone di un delitto commesso da Augusto. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Doveva punire Augusto Sciacca, ma come? La paura l'attanagliava. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt; Diego  entrando la cercò nel salotto. Di solito, era seduta lì o in cucina.  Cosi si diresse verso la stanza di lei. Si chiese come mai era chiusa. Il pensiero di non sapere cosa lei stesse facendo lo inquietava. Perchè lei non voleva confidarsi. Le avrebbe fatto bene. Si decise e bussò alla porta della stanza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Lei estrasse velocemente il cd, afferrò l'altro quindi li inserì in una custodia di un vecchio cd. Infine lo infilò sullo scaffale, in mezzo agli altri. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;Avanti...- potè dire, finalmente. Non era ancora sicura di potersi fidare di lui&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Per il momento doveva aspettare. Doveva meditare bene. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;stai bene tesoro? Il piccolo qua ha fame...- aveva il gattino in mano. Notò&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;subito che lei aveva appena nascosto qualcosa. Lei aveva l'aria di una bambina sorpresa a mangiare della marmellata di nascosto. Ma non si trattava di marmellata, magari fosse così semplice, puerile. No, era qualcosa di molto preoccupante. La sua voce tremava un poco quando aveva detto 'avanti'. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;sì, è vero. Ero concentrata a ...scrivere una lettera. Scusa. Dammi...- e prese  il contagocce apposta per il latte da dare a Ritz il suo gattino tigrato e color oro come un biscottino Ritz appunto. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;Tesoro, ti vedo tesa. A chi stai scrivendo?-e Diego guardò il Pc acceso su una pagina di un programma di scrittura. Lei era sempre più nervosa. Le tremava la mano nel tenere in mano il gattino. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Cinzia cercò prontamente una risposta plausibile perché era nervosa, e perché scriveva al PC. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;ad un...una mia amica. Ma avevo appena iniziato e l'ho cancellata almeno cinque volte-balbettò quasi. Si sentì come una stupida. Doveva calmarsi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;vedo...hai scritto solo la data-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;sì, vedi, Dirgo, lei era innamorata di Augusto ma lui ha preferito me, così abbiamo litigato. Ora le scrivo per dirle come è andata-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Sperò tanto che le credesse, che credesse a quella versione ma ammise amaramente, che non ci credeva neppure lei stessa. Quindi non fu affatto sorpresa della domanda successiva di lui. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego non le credette minimamente. Che le prendeva? Era ovvio che lo diceva per proteggersi ma lui voleva aiutarla. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;perché mi stai mentendo, tesoro?-e rimise il gattino nella sua cesta posandola sulla scrivania. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;non ti sto mentendo!- controbatte di nuovo.  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;qualcosa ti turba profondamente- insistè lui. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;E va bene! Diego, ho visto un omicidio. Sono fuggita. Ma penso che finché non troverò il coraggio di chiedere aiuto alla polizia, mi sentirò sempre in fuga e in pericolo-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Ecco. L'aveva svelato finalmente il suo segreto. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego sapeva già dell'omicidio, del fatto che lei l'aveva visto. Ma voleva che fosse proprio lei a dirglielo. Gli aveva detto che aveva visto una cosa orribile. Ma non cosa. Sciacca si era lasciato sfuggire che un testimone aveva visto la sua punizione esemplare ad un collaboratore che l'aveva tradito. Quindi da quella rivelazione e della notizia del ritrovamento del corpo semi carbonizzato di un uomo a Ostia, aveva fatto presto a capire il collegamento fra il traditore e l'uomo ucciso a Ostia, a cui era stato rilevato un buco in testa. Punizione esemplare aveva detto Sciacca. Aveva capito cosi' il legame fra l'omicidio e Cinzia. Ma voleva che lei fosse a dirglielo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Cinzia non notò l'espressione tetra di lui, del fatto che non fosse impressionato di ciò che lei l'aveva visto. Forse lui l'aveva già capito quel giorno, quando al telegiornale avevano parlato dell'uomo trovato e lei era rimasta sconvolta. Lì,lui doveva aver capito. Che sciocca. Allora perchè, se lo sapeva, doveva dirglielo? &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;L'avevo capito, ma dovevi tirarlo fuori. Su, ora,  coraggio. Ti ci porto io. Chiediamo aiuto a loro...-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;La polizia doveva aiutarla. Proteggerla se parlava. Augusto era spacciato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Ma sarebbero stati davvero in grado di proteggerla? Quei pensieri le&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;roteavano in testa in modo nauseante. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego la guardò comprensivo. Lei aveva troppa paura. Alla polizia potevano davvero proteggerla da Sciacca, senza incappare in qualche poliziotto corrotto che poteva svelare il nascondiglio in cui l'avrebbero nascosta? Era una situazione delicata. Inoltre, se qualcuno le rivelava il suo legame con Sciacca? Poteva scappare a Brembati...No, Brembati non le avrebbe detto nulla della sua ambigua connessione con Augusto Sciacca. Lei poteva sfuggire e non dire altro. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;non...posso!.- protestò lei, vivacemente. Caparbiamente. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;ti darò ancora fino a fine mese poi ti porto dalla polizia. Non puoi aspettare troppo o la polizia penserà che sei complice-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;ma io ho taciuto per paura che mi trovasse! –&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;lo so, piccola. Ma io ti credo, la polizia non so se sarà così comprensiva-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Non capiva che la voleva aiutare? Ad esser davvero libera? &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Cinzia comprese la buone intenzioni di lui. La loro storia non poteva funzionare su basi così incerte, conficcate in sabbie mobili in cui potevano esser inghiottiti da un momento all'altro. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;io...va bene- sussurrò dolcemente. Gli sfiorò la mano. Lui rabbrividì per la sua tenerezza. Aveva una gran voglia di stringerla a sé. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;bene. Vieni qua piccola- la prese fra le braccia. Iniziarono a baciarsi prima in modo tenero poi la passione divampò violenta. L'afferrò per i fianchi e così lei circondò i suoi. Le aprì la camicetta. La sollevò verso sé per accarezzarle il viso e scendere poi fino ad lambirle i seni coperti dal top di seta e pizzo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;Sotto questi abiti così insulsi ….sai come eccitare un uomo- sussurrò e mentre con una mano si apriva la cintura dei pantaloni, la baciò a lungo. Quindi -&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;d'improvviso, con un movimento rapido quasi felino, le fu dentro. Fu una lenta danza. Occhi negli occhi. Pelle contro pelle. Un intimità ancora più intensa di quando erano sdraiati e lei si lasciò trascinare via.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;La passione che lui aveva dentro, era terribilmente intensa. Lei dimenticava tutto il resto. Diego era troppo attraente e lei non riusciva quasi mai a dirgli no. Lo voleva, era attratto da lui, la calamitava. Lui era rispettoso nei suoi confronti. Aspettava sempre che lei raggiungesse l'acme del piacere prima di lasciarsi andare, le donava parole di passione e dolcezza. Mai volgari. Gli piaceva a volte, lasciarle l'iniziativa. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Qualche tempo dopo, mentre riprendeva il respiro, Cinzia, lo vide alzarsi e uscire dalla sua stanza. Il suo viso era turbato. Cinzia si domandò perché. Sentì poi Ritz miagolare di nuovo affamato. Si alzò, si cambiò, indossando degli shorts e una maglietta. Raggiunse la cucina e preparò il latte. Si mise seduta su una sedia e diede il latte al gattino. Diego era in terrazzo a fumare. Il suo volto era davvero cupo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Diego era preoccupato. Molto combattuto. Gli balzò in mente un'idea. Se fosse lui a nasconderla e a dare la caccia a Sciacca?  In modo privato. Senza l'aiuto della polizia ? Non. Non era possibile. No. Era pericoloso andare contro Sciacca per il momento. Non da solo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Cinzia non sopportava quel suo modo enigmatico di comportarsi. Si sentiva esclusa dai suoi pensieri. Lei gli aveva detto i suoi dubbi, le sue paure. Perché lui non si confidava allo stesso modo? &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Dopo aver dato il latte al gattino, preparò la cena. Poi, decise risoluta, come mai conosceva Augusto. Doveva dirglielo e non tergiversare. Chiudersi nel silenzio. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5414906794086735683-5768267187824871759?l=scrivendocolcuore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/feeds/5768267187824871759/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/2011/10/tu-puoi-salvarmi-secondo-capitolo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5414906794086735683/posts/default/5768267187824871759'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5414906794086735683/posts/default/5768267187824871759'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/2011/10/tu-puoi-salvarmi-secondo-capitolo.html' title='TU PUOI SALVARMI SECONDO CAPITOLO SECONDA E TERZA PARTE'/><author><name>krizia65z</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12980221028210653044</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ZCJTyt0cqdQ/SlkOBgPFGLI/AAAAAAAAAAM/HWRLxwjwzLs/S220/girlconfuse.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-auLLI3iQFU4/TpIxfzQra-I/AAAAAAAAACA/rDi2kRv_U7Q/s72-c/tu%2Bpuedes%2Bsalvarme.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5414906794086735683.post-3880956134031186170</id><published>2011-10-03T16:46:00.000-07:00</published><updated>2011-10-03T17:23:00.773-07:00</updated><title type='text'>TU PUOI SALVARMI SECONDO CAPITOLO PRIMA PARTE</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;span class="ske04"&gt;Come aveva promesso sul treno, di proteggerla, si avverò a Milano.&lt;br /&gt;Andò a vivere con lui che le offrì la sua camera degli ospiti nella sua casa&lt;br /&gt;ottocentesca in parte ristrutturata situata nell'elegante via Ariosto.&lt;br /&gt;La casa aveva un elegante ingresso con due pareti laterali in sofisticato vetro di murano&lt;br /&gt;lavorato in stile liberty e due scalini con cui accedere al salotto dalle linee sobrie, dai&lt;br /&gt;colori raffinati e insoliti. Sul lato destro vi era un soppalco con altri tre gradini che&lt;br /&gt;portavano alla porta della cucina abitabile. Sul lato sinistro partiva un corridoio su cui&lt;br /&gt;si affacciavano cinque porte. Erano due tre stanze da letto, un bagno e uno studio&lt;br /&gt;biblioteca. La stanza che scelse Cinzia &lt;/span&gt;&lt;span class="ske04"&gt;era, seppur sobria ma dai colori piùfemminili,&lt;br /&gt;il legno dei mobili era di un caldo color ciliegio. La stanza di Diego era prettamente maschile, estremamente &lt;/span&gt;&lt;span class="ske04"&gt;rigida nelle forme e nei colori sui toni del nocciola con dei tocchi di verde petrolio.&lt;/span&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;br /&gt;Le trovò anche lavoro presso un suo amico, che aveva una società di import-export&lt;br /&gt;che necessitava di un impiegata commerciale che conoscesse molte&lt;br /&gt;lingue.&lt;br /&gt;Diego non le aveva fatto più pressioni, o esplicite avances. Si era comportato in modo molto corretto e Cinzia, dopo i primi giorni cui era molto cauta nel muoversi per non attirare la sua&lt;br /&gt;attenzione, si rilassò definitivamente quando una sera lui uscì lasciandola a casa da sola. A molte persone poteva spaventare la solitudine ma Cinzia fu felice di avere quelle ore tutte per sé finalmente, senza la presenza seducente di Diego, senza sentirsi in costante sotto osservazione da lui.&lt;br /&gt;Era libera. Adorava quella libertà, solo poter pensare liberamente le sembrava un sogno.&lt;br /&gt;Diego, mentre scendeva le scale, aveva avuto molti dubbi a lasciarla sola a casa, doveva recarsi ad una cena di lavoro molto utile per la propria carriera. Magari lei aveva paura di star sola. Ma quando verso l'una tornò a casa, la trovò molto serena, rilassata. Mentre sorseggiavano lei&lt;br /&gt;del latte freddo e menta e lui della birra, lei sospirò sorridendo :&lt;br /&gt;- oh, Diego, non mi sentivo cosi bene da tanto tempo-&lt;br /&gt;- bene in che senso?-&lt;br /&gt;- libera-&lt;br /&gt;- libera?-&lt;br /&gt;- sì, libera di pensare a me, libera di non sentirmi perennemente guardata a vista.&lt;br /&gt;Rimpoverata solo se sospiravo una volta di troppo. Libera. Tu non hai idea di quanto&lt;br /&gt;apprezzi questo-&lt;br /&gt;- sono felice di sapere che sei stata bene anche da sola-&lt;br /&gt;- tranquillo-&lt;br /&gt;- andiamo a dormire...mi aspetta una giornata intensa.-&lt;br /&gt;Diego senza problemi, aveva aperto una piccola clinica veterinaria con sala operatoria&lt;br /&gt;ben attrezzata. L'aveva avuta anche a Roma, la clinica veterinaria, regalo di nozze del padre della sua ultima moglie, poi, appena avevano iniziato le pratiche del divorzio, Carla aveva voluto indietro la clinica. Lui era un sporco traditore non aveva diritto a nulla. Diego gliel'aveva lasciata&lt;br /&gt;senza indugi. Non avrebbe potuto continuare a lavorare in quel posto, con lei come infermiera e il padre di lei, furibondo e sempre alla porta di casa o della clinica. Ora, venendo a Milano,&lt;br /&gt;aveva svoltato pagina, girare l'angolo e ricominciare in modo indipendente, aveva tanti amici che potevano consigliarlo.&lt;br /&gt;Visto la sua capacità di comprendere gli animali grazie alla sua sconfinata cultura in tal campo, aveva sempre avuto molte bestiole, si immedisimava nelle loro sofferenze, riusciva a&lt;br /&gt;comprendere i loro 'sentimenti'. Perchè, per lui, gli animali ne avevano di sentimenti. Certi suoi simili erano meno umani di certe bestiole. Dagli animali aveva imparato molti valori. Quindi molti clienti beneficiarono della sua esperienza, umanità, dedizione costante, ogno animale era, per lui, come uno di famiglia. presto ebbe un sostanzioso giro di clienti. Fu spesso sommerso&lt;br /&gt;di lavoro e ne fu felicissimo. A casa, fra le quattro mura, era un uomo dolce e paziente. Comprensivo. Era molto geloso ma non soffocava Cinzia. Come invece aveva fatto Augusto,&lt;br /&gt;lui la soffocava di attenzioni, pur di tenersela tutta per sé. Perché lei aveva conversato e preso un aperitivo con un collega deputato di Sciacca, Augusto l'aveva confinata in casa per due settimane.&lt;br /&gt;No, Diego era molto diverso. Lui capiva che non aveva diritto di esser geloso sopratutto perchè non erano una coppia. Ma lei aveva notato che se un uomo la guardava, lui stringeva i pugni con&lt;br /&gt;forza per trattenersi, per soffocare l'impulso di colpire l'uomo che la guardava.&lt;br /&gt;Cinzia era comunque lusingata che lui avesse occhi solo per lei. La faceva sentire bella.&lt;br /&gt;Una sera, tre mesi dopo il loro arrivo a Milano, accadde. La passione esplose. Troppo trattenuta dentro di loro. Dovevano recarsi ad un ricevimento ma erano già molto in ritardo. Cinzia e lui erano vicini alla porta, lei notò che lui aveva un rivolo di schiuma da barba vicino all'orecchio. Prese un fazzolettino di carta e lo pulì. Lui la guardò confuso. Lei, presa d'impulso l'aveva baciato in modo&lt;br /&gt;molto casto. Poi, la ragazza si era aggrappata al risvolto della giacca elegante di lui e si era sollevata sui tacchi vertiginosi dei sandali argentati, per baciarlo più intimamente, lui ricambiò&lt;br /&gt;il bacio cercando di andarci cauto, per timore di esser respinto se diventava troppo audace. La girò contro la porta, premendo il proprio corpo contro quello di lei, la sua pelle calda e morbida, che il vestito lasciava scoperta sulla scollatura, la schiena e le spalle lo ubriacava. Lei aveva perso la razionalità, avuta fino a quel momento. Lo desiderava. Aveva sfilato la sua cravatta firmata Hermés e poi era scesa ad aprirgli la cintura.&lt;br /&gt;Lui trovò molto intrigante che per una volta fosse una donna a prendere l'iniziativa in un rapporto intimo. Voleva che fosse lei a dire che desiderava lasciarsi andare alla passione.&lt;br /&gt;Inoltre non voleva esser di nuovo respinto, quindi lasciò che fosse lei a pregarlo di prenderla. Non voleva ripetere due volte lo stesso errore. Cinzia apprezzò molto che Diego lasciasse a lei l'iniziativa. Probabilmente per il timore di esser respinto di nuovo, come era accaduto sul treno.Inoltre non voleva spaventarla nel cercare di possederla con troppo vigore. Per il proprio egoismo.&lt;br /&gt;- spogliami...toccami...Diego!- sussurrò Cinzia, con il respiro corto e iniziarono a togliersi gli abiti, quasi rabbiosamente, lui la sollevò da terra e la prese in un amplesso a dir poco bollente&lt;br /&gt;Ma lui non era stato brutale come Augusto. No, Diego aveva cercato di leggere nei&lt;br /&gt;suoi occhi, capire le sue esigenze e dare la precedenza a quel che lei provava, prima di se stesso, tutto ciò mentre lo facevano in modo tanto avventato e le aveva donato comunque&lt;br /&gt;passione e tenerezza. Erano crollati giù a terra. Poi più tardi si erano di nuovo&lt;br /&gt;amati, quindi si erano recati all'importante ricevimento con un'ora e mezzo di ritardo.&lt;br /&gt;Ma c'era un neo nella loro storia appena cominciata. Cinzia si era accorta che spesso Diego&lt;br /&gt;si allontanava per telefonare. Oppure se arrivava a casa, lui d'improvviso, chiudeva la conversazione. Lo sguardo di lui era sempre molto teso, quasi febbrile. Lo vedeva gesticolare&lt;br /&gt;attraverso la porta finestra che dava sul balcone dove llui usciva per quelle&lt;br /&gt;telefonate. Erano gesti di stizza, furenti. Quelle telefonate lo spossavano ogni volta. Perché non voleva che lei sentisse? Se era una questione di lavoro, perchè non poteva parlarne&lt;br /&gt;davanti a lei? Come mai tutto quel mistero? Perché si comportava così?&lt;br /&gt;Cinzia aveva provato a chiederglielo ma lui le aveva risposto in modo evasivo.&lt;br /&gt;- vuoi che ti racconti come ho operato il cane dei Mannini? Ecco di che si tratta. Perché so che ti impressioni. Ecco perché non te ne parlo- rispose molto rapidamente. Era nervosissimo.&lt;br /&gt;Accidenti, Cinzia era una donna intelligente, per quanto tempo avrebbe nascosto i suoi legami con Sciacca?&lt;br /&gt;- sembri un po' nervoso dopo ogni chiamata-&lt;br /&gt;- lascia stare piccola. Sono preoccupato non nervoso, tutto qua-&lt;br /&gt;Diego non voleva risponderle. Come poteva, infatti, dirle con chi stava parlando? Poteva perdere la sua fiducia. Lei poteva scappare di nuovo. Perderla. Così, a costo di apparirle un bugiarlo,&lt;br /&gt;le mentiva. Meglio lo ritenesse un bugiardo che un traditore. Pensò amaramente. Sciacca non lo&lt;br /&gt;lasciava in pace. Voleva tirarlo dalla sua parte.&lt;br /&gt;Eppure, Cinzia avvertiva che Diego le mentiva. Non la guardava mai in volto quando mentiva.&lt;br /&gt;Sapeva ormai bene come si comportava una persona quando mentiva. E lui, con quei segnali, le aveva mentito apertamente. Lui si rese conto che lei aveva capito che mentiva.&lt;br /&gt;Si sentì un verme. Ma era per il suo bene. Questo si disse per convincersi del perchè di quelle bugie.&lt;br /&gt;- va bene. Scusami- anche se non capiva di che si doveva scusare lei!&lt;br /&gt;Lui non la rassicurò come di solito faceva. Ma si alzò e uscì dalla stanza per chiudersi nel suo studio. Non poteva di nuovo affrontare lo sguardo di lei. Lei aveva un'espressione così dolce, quasi infantile quando lui la trattava male. Gli aveva persino chiesto scusa.&lt;br /&gt;Si sentì totalmente indegno di lei. Aveva il voltastomaco verso se stesso.&lt;br /&gt;Cinzia provando un certo senso di frustrazione, entrò in camera propria e accese la TV.&lt;br /&gt;Ma i dubbi si riaffacciarono appena spense la TV, e rimase al buio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span class="ske04"&gt;Scoprì qualche sera dopo, un' altro lato di lui che non immaginava minimamente.&lt;br /&gt;Stavano uscendo dal ristorante, era quasi mezzanotte, ma il padrone, suo&lt;br /&gt;vecchio amico, lo richiamò all'interno. Cinzia si avvicinò al posteggiatore e gli&lt;br /&gt;domandò di portare l'auto. Mentre aspettava, un uomo le si avvicinò.&lt;br /&gt;Comprese immediatamente che quell'uomo era pericoloso. Lo sguardo cespuglioso&lt;br /&gt;di lui era offuscato dall'alcol, i suoi movimenti erano minacciosi, come&lt;br /&gt;volesse saltarle alla gola.&lt;br /&gt;- lei non è l'amante di Sciacca? Sì, sono stato ad una sua festa...lei era lì.&lt;br /&gt;Una sgualdrinella ecco cosa sei! Vieni qua!- biascicò e l'afferrò per le spalle per cercare di baciarla.&lt;br /&gt;Gustavo Gorini pensò che lei era come tutte le donnacce che frequentavano&lt;br /&gt;la casa di Sciacca. Feste che a volte trascendevano nel baccanale più&lt;br /&gt;lussurioso. Eppure, lui voleva entrare in quel giro di lusso sfrenato. Di potere.&lt;br /&gt;Ora aveva la possibilità di godersi quel bocconcino. Era sola. Nessuna&lt;br /&gt;protezione degli uomini di Sciacca. Doveva approfittarne.&lt;br /&gt;Cinzia gridò disgustata anche dall'odore di lui mentre l'uomo la spingeva sul cofano&lt;br /&gt;dell'auto e le strappava il vestito. Cinzia, mentre scalciava invano cercando&lt;br /&gt;di raggiungere le parti basse del suo assalitore, vide il posteggiatore allontanarsi&lt;br /&gt;mettendosi in tasca delle banconote. Gridò di nuovo e finalmente Diego&lt;br /&gt;accorse a salvarla.&lt;br /&gt;Diego, mentre usciva dal ristorante, aveva udito gridare una donna, capì&lt;br /&gt;subito che era la sua Cinzia. Gli si accapponò le pelle nel vedere quell'uomo&lt;br /&gt;su di lei, che stava strappando la stoffa del delicato abito da sera di Cinzia.&lt;br /&gt;Denudandola. Toccandola con le sue manacce sporche. Non riuscì a&lt;br /&gt;controllarsi e trascinò via l'uomo, scaraventandolo a terra.&lt;br /&gt;-La tua donna...mi ha provocato...- biascicò l'uomo chiudendosi la patta&lt;br /&gt;dei pantaloni. Diego sperò di non esser arrivato troppo tardi. Quel verme&lt;br /&gt;cercava di gettare il fango su di lei che piangeva con il viso fra le mani,&lt;br /&gt;poggiata all'auto. Perse il lume della ragione e iniziò a colpirlo. Cinzia attirò&lt;br /&gt;subito l'attenzione di due uomini per fermare Diego che sembrava impazzito&lt;br /&gt;e stava accanendosi sull'uomo semi svenuto a terra. Due uomini lo&lt;br /&gt;fermarono. A fatica, lo convinsero a salire in auto. Nel frattempo anche&lt;br /&gt;lei era salita in auto, sistemandosi il vestito. Non aveva mai visto Diego perdere&lt;br /&gt;così la testa.&lt;br /&gt;- Potevi ucciderlo- mormorò Cinzia, spaventata da quella reazione esageratamente&lt;br /&gt;violenta di Diego. Lo guardò con timore e lui si sentì un vero mostro. Sotto lo&lt;br /&gt;sguardo ansioso di lei. Lei non voleva che lui perdesse le staffe in quel modo.&lt;br /&gt;- Lo so....forse ho esagerato. Ma veder quel maiale su di te, mi ha fatto&lt;br /&gt;perdere il controllo-&lt;br /&gt;- Forse? Diego, hai esagerato. Perché bastava che lo trascinassi via dal mio corpo-&lt;br /&gt;Lontano da lei. Non chiedeva altro.&lt;br /&gt;Voleva che quell'individuo non la toccasse più. Ma Diego aveva voluto punire&lt;br /&gt;esageratamente l'uomo. Diego doveva pensare anche a rassicurarla, confortarla. Dopo aver allontanato quell'individuo. No, si era comportato come un troglodita. Gli mancava solo&lt;br /&gt;la clava.&lt;br /&gt;- lo so ho sbagliato! - sbottò, infuriato con se stesso. Lei aveva pienamente ragione.&lt;br /&gt;Difenderla sì, ma non spaventarla con il proprio comportamento da sanguinario barbaro.&lt;br /&gt;Non parlarono più fino a casa. Cinzia si rifugiò in camera propria. Lui si sedette sul divano e bevve un abbondante bicchiere di whisky. Mentre lei si stava infilando nel letto,&lt;br /&gt;sentì un imprecazione e poi il vetro infrangersi. In qualche modo doveva sfogare la&lt;br /&gt;sua furia per averle mostrato quel lato poco edificante di sé. Diego rimuginò a lungo. Doveva smussare quel lato di sé, lei era molto dolce pronta ad aiutarlo. Sperò che lo perdonasse.&lt;br /&gt;Da come si era rinchiusa in camera aveva compreso che aveva bisogno di tempo. Del resto, quella sera, lei aveva rischiato di esser violentata. Era scossa. E lui? Aveva pensato solo a punire l'uomo,&lt;br /&gt;anziché confortarla.&lt;br /&gt;Cinzia, nel sentire il vetro, aveva ben compreso che era successo. sperò che&lt;br /&gt;fosse furioso con se stesso. Aveva avuto bisogno di esser abbracciata&lt;br /&gt;ma lui cosa aveva fatto? Niente. Ora voleva star sola. Lontano da lui.&lt;br /&gt;Doveva capire quanto l'aveva ferita.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;A LUNEDI PROSSIMO&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5414906794086735683-3880956134031186170?l=scrivendocolcuore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/feeds/3880956134031186170/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/2011/10/tu-puoi-salvarmi-secondo-capitolo-prima.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5414906794086735683/posts/default/3880956134031186170'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5414906794086735683/posts/default/3880956134031186170'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/2011/10/tu-puoi-salvarmi-secondo-capitolo-prima.html' title='TU PUOI SALVARMI SECONDO CAPITOLO PRIMA PARTE'/><author><name>krizia65z</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12980221028210653044</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ZCJTyt0cqdQ/SlkOBgPFGLI/AAAAAAAAAAM/HWRLxwjwzLs/S220/girlconfuse.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5414906794086735683.post-3847539168980924209</id><published>2011-09-26T11:44:00.000-07:00</published><updated>2011-09-27T16:54:12.001-07:00</updated><title type='text'>TU PUOI SALVARMI PRIMA PUNTATA TERZA PARTE</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-size: 17px;"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="ske04"&gt;Uscirono dalla carrozza ristorante.&lt;br /&gt;-Dove sta andando? Il mio scompartimento è dalla parte opposta-gli&lt;br /&gt;fece notare lei.&lt;br /&gt;- se lo scordi -ribatte Diego. Dormire in uno scompartimento con altre&lt;br /&gt;persone? No, era impensabile. Non avrebbe dormito sereno sapendola in balia di chissà qualche malintenzionato.&lt;br /&gt;- come sarebbe a dire?-&lt;br /&gt;- che dormirà nella mia cuccetta. Ci sono due letti a castello&lt;br /&gt;no-replicò Cinzia scuotendo il capo.&lt;br /&gt;-coraggio. Non la tocco con un dito-&lt;br /&gt;Certo,  Diego comprendeva i dubbi di lei, ammetteva che era una proposta a dir  poco azzardata ma lei doveva fidarsi di lui. Anche se la desiderava ma  lungi da approfittarsene.&lt;br /&gt;Cinzia meditò che in fondo poteva  accettare. Del resto era stata l'amante di un politico. Era scampata a  un suo tentato omicidio quindi che altro poteva accaderle ? Doveva pur  fidarsi di qualcuno. La sgomentava dormire nello scompartimento in  compagnia di tre uomini. Dormire? Non ci sarebbe riuscita di certo.  Diego le pareva un brav'uomo e pensò che un uomo come lui non avesse  bisogno di ricorrere alla violenza per avere una donna.&lt;br /&gt;- va...bene- balbettò. Anche se avvertiva una strana tensione fra loro.&lt;br /&gt;Dovuta ad una latente attrazione fisica.&lt;br /&gt;Così, lo seguì nella sua cabina.&lt;br /&gt;Era  decisamente alquanto spaziosa.Era grande almeno tre metri per tre. Due  comodi letti a castello, due sedie, un piccolo divano un tavolino e un  bagno con tanto di angolo doccia.&lt;br /&gt;- se la cava bene con il suo lavoro...-notò lei guardandosi intorno.&lt;br /&gt;-  sì, ma sono piuttosto benestante...ecco perché posso permettermi una  cuccetta letto così- spiegò lui.  Diego sperò di non apparirle troppo  snob.&lt;br /&gt;Non voleva sbatterle in faccia la sua ricchezza. Del resto lei  aveva vissuto con un uomo altrettanto facoltoso e che non le aveva fatto  mancare niente. Eppure sembrava una donna non abituata agli agi, al  lusso sfrenato.&lt;br /&gt;- Capisco...- sospirò.&lt;br /&gt;- coraggio, tenga la giacca del mio pigiama. E' tutto quel che posso darle.-e sperò&lt;br /&gt;che lei accettasse. Lei non poteva dormire con indosso solo gli intimi.&lt;br /&gt;Sarebbe  stata una tentazione vivente troppo intensa. Lei era piccola di  statura, la giacca del pigiama le sarebbe arrivata a metà coscia.&lt;br /&gt;- No, grazie. Dormirò con la sottoveste che ho su- spiegò lei. Insomma va bene&lt;br /&gt;dormire  con lui, nella sua cuccetta. Ma indossare anche i suoi indumenti, era  troppo! Anche se ovviamente il pigiama era pulito era pur sempre un  indumento intimo di lui, troppo intimo.&lt;br /&gt;- capisco...- la scimmiottò divertito. Quindi si sedette su uno sgabello e iniziò a sbottonarsi la camicia.&lt;br /&gt;-  Perché sorride ?- notò infastidita nel sentirsi sentirsi osservata  cercando di non guardarlo. Quel gesto di lui nel sbottonarsi la camicia  era terribilmente sensuale&lt;br /&gt;però doveva smetterla di guardarla in quel  modo canzonatorio, la irritava. Cosa c'era di tanto buffo? Quell'uomo  sapeva esser molto indisponente.&lt;br /&gt;- Ha la sottoveste sotto i jeans?- domandò lui.&lt;br /&gt;- sì, non ho avuto il tempo di toglierla quando ho infilato i jeans. - spiegò&lt;br /&gt;pazientemente.&lt;br /&gt;- ah, già era in fuga-&lt;br /&gt;- esatto. So che la diverte molto la cosa ma non ho avuto scelta-&lt;br /&gt;- ci mancherebbe. Mi scusi-&lt;br /&gt;Il  fatto che con quella sottoveste di raso e pizzo color indaco, lei era  ancor più seducente che se fosse stata nuda. Da una parte l'aveva  invitata nella sua cuccetta per proteggerla, dall'altra era una vera  tortura non farle capire quanto la trovava desiderabile.&lt;br /&gt;Cinzia  entrò in bagno chiuse la porta a scomparsa,  si sciacquò il volto, e  dato che c'era, rinfrescò anche la parte superiore del corpo accaldato.  Dopo si sentì  già molto meglio.&lt;br /&gt;- cosa si è fatta! - sbottò Diego  alle sue spalle. Lei fu certa di aver chiuso la porta  ma probabilmente  il treno aveva fatto una curva così si era riaperta. Cinzia&lt;br /&gt;abbassò  il capo e si accorse così di avere le ginocchia arrossate. Vi erano  delle escoriazioni ma era stata troppo presa a scappare per darci peso.&lt;br /&gt;- Sono...caduta-ammise imbarazzatissima.&lt;br /&gt;- ovvio...-&lt;br /&gt;Diego uscì dal bagno e dopo pochi secondi rientrò con una valigetta da medico.&lt;br /&gt;-  sono innanzitutto un medico.-le ricordò e iniziò a disinfettarla. Lei strinse le  labbra. Bruciava molto quel che aveva imbevuto nel cotone e ora le stava  tamponando.&lt;br /&gt;- Su, è solo disinfettante, non faccia la bambina-&lt;br /&gt;Diego  la guardò, era delizioso il modo di arricciare il naso di Cinzia, ed  emetteva piccoli piagnucolii per il bruciore. Come una bambina. O gemeva  perché la stava toccando?&lt;br /&gt;- brucia maledettamente-protestò Cinzia offesa perché l'aveva definita una bambina.&lt;br /&gt;- non bruciava prima la ferita?-&lt;br /&gt;- no...- mentì. Lui scosse il capo.&lt;br /&gt;- Ecco qua...La ferita deve restare pulita- e le chiuse la bendatura sull'escoriazione più grave.&lt;br /&gt;- sì...grazie-&lt;br /&gt;Le  sue mani grandi e delicate sulle sue gambe nude le fecero venire i  brividi. Era stato un tocco il suo, estremamente piacevole.&lt;br /&gt;Augusto era un uomo attraente ma non quanto Diego che, dopo una prima occhiata, notavi quanto fosse attraente e maschio.&lt;br /&gt;- su, ora salga sopra -&lt;br /&gt;Diego aveva sovente sogni inquieti, non voleva svegliarla a causa del suo rigirarsi inquieto nel letto.&lt;br /&gt;- sopra?-&lt;br /&gt;- vuole stare sotto? E' più sicura sopra, mi creda-&lt;br /&gt;- sicura da che cosa?-&lt;br /&gt;Cinzia voleva capire perché lui insistesse nel farla dormire sopra.&lt;br /&gt;- oh, Cielo, ma è proprio ingenua lei! Sicura da cosa? Vorrà dire da chi. Sono un uomo pericoloso a volte-&lt;br /&gt;Lei  non gli credette affatto. Oh, sì era pericolosamente attraente ma  sarebbe riuscita a resistergli. Era molto stanca, non ebbe la forza di  insistere.&lt;br /&gt;Diego la vide mordersi le labbra confusa quindi il suo  sguardo cambiò, e la vide scuotere il capo divertita. Non gli credeva  affatto, ecco il messaggio.&lt;br /&gt;Cinzia scosse il capo quindi salì la scaletta e s'infilò fra le lenzuola. Diego, rimase a torso nudo, e si sdraiò sul suo letto.&lt;br /&gt;Ma  lei faticò ad addormentarsi. Quando riuscì, il suo sonno fu tormentato  da incubi. Augusto la trovava e si vendicava torturando Diego  trapassandolo con delle spade che teneva dentro a delle vetrine appese  alle pareti della casa di Roma.&lt;br /&gt;Così Cinzia si svegliò scossa da una mano. Sobbalzò con un piccolo grido. Pensando fosse quella di Augusto.&lt;br /&gt;- ehi ...tranquilla...-&lt;br /&gt;L'avevano svegliato i singhiozzi, piangeva e la sentiva persino tremare. Doveva svegliarla prima che urlasse.&lt;br /&gt;- io...ho avuto un incubo- sussurrò. Un orrendo incubo da cui aveva faticato&lt;br /&gt;svegliarsi.  Perchè aveva temuto la morte di Diego? Come poteva esserne coinvolto?  Solo perchè durante il pranzo, lui le aveva dato l'impressione di  conoscere Augusto?&lt;br /&gt;- Aspetti...-&lt;br /&gt;Gli fu istintivo prenderla fra le braccia e farla sdraiare sul proprio letto. Voleva rassicurarla.&lt;br /&gt;La prese fra le braccia con tenerezza. La baciò sulla fronte.&lt;br /&gt;Dorma tranquilla-bisbigliò. Cinzia era troppo sfinita e assonnata per&lt;br /&gt;protestare.  Stare fra le sue braccia sicure d'improvviso le parve naturale. Ma si  rese conto che stava giocando con il fuoco concedendogli troppa  confidenza. Lui era stato tenero, voleva solo rassicurarla che era stato  solo un brutto sogno. Era lontana da Augusto ora.&lt;br /&gt;Inoltre, nonostante quella promiscuità, le dava del lei. Sembrava aver del rispetto nei suoi confronti..&lt;br /&gt;Verso l'alba, però, Cinzia si destò trovandosi sotto il corpo possente di Diego.&lt;br /&gt;Non  si aspettava di trovarsi in quella situazione imbarazzante. Come era  accaduto che lui era  riuscito a farla scivolare sotto di sé?  Il suo  corpo formoso aderiva a quello di Diego in modo eccessivamente intimo.  Le mancava il respiro e doveva sgusciare via.&lt;br /&gt;Diego dormiva  profondamente, con la testa nell'incavo fra il collo e spalla di Cinzia,  il suo respiro regolare le rimbombava nell'orecchio. Le sue mani erano  sui suoi fianchi. Si mosse un poco. Doveva andare alla toilette.&lt;br /&gt;Diego  si sollevò e la guardò. I suoi capelli erano arruffati e ondulati sul  capo, e cortissimi sulle tempie, leggermente brizzolati.&lt;br /&gt;Cinzia si mosse di nuovo, per sgusciare via.&lt;br /&gt;- Mhm, la supplico, non si muova, mi sta eccitando follemente-farfugliò lui. Ed era&lt;br /&gt;vero. Svegliarsi su quel corpo morbido e caldo era un dolce risveglio ma acutizzava la  sua brama di possederla.&lt;br /&gt;- mi lasci andare , allora-&lt;br /&gt;Cinzia  temeva di avvertire la reazione di quell'uomo dalle parti 'basse'.  Quella posizione così inequivocabile poteva sfociare in qualcosa per cui  non era pronta.&lt;br /&gt;Diego percepì il disagio della donna visto che  cercava di sfuggire via e quel strusciare di lei lo stava mettendo a  dura prova. Era ancora intorpidito dalla posizione in cui aveva dormito a  lungo e faticava quindi a muoversi.&lt;br /&gt;- Cinzia...- mormorò e si chinò  per cercare la sua bocca. Moriva dalla voglia di assaggiare di nuovo la  bocca di quella donna. Lei teneva le labbra semiaperte.&lt;br /&gt;Erano tumide. Irresistibili.&lt;br /&gt;Cinzia  era stordita, dalla sua sensualità. Quel bacio divorante non se  l'aspettava come non si aspettava la propria reazione assecondando quel  bacio sensuale, possessivo. Gli accarezzò il volto, la sua barba era  lunga di un paio di giorni. Il suo corpo si tese. Lui l'accarezzò. Il  corpo di Cinzia non ragionava come lei voleva. Diego la sentiva molto  arrendevole.&lt;br /&gt;Un richiamo dalla sua coscienza gli trapassò il cervello ' &lt;em&gt;fermati mascalzione,ti stai approfittando di lei&lt;/em&gt;!  Ma sentendola fremere di piacere non riuscì a fermarsi.&lt;br /&gt;Cinzia  si sentì bruciare tutta quando avvertì le mani di Diego sfiorarla  lentamente, una vera doccia di sensazioni le scivolò addosso  d'improvviso, lasciandola senza respiro. Dentro di sé due voci  rimbombavano nel suo cervello. Quella maliziosa e insidiosa la pungolava  a lasciarsi andare alla passione sfrenata, quella della coscienza  la  frenava bruscamente, di reagire fermando quel comportamento lussurioso.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ma   Che cosa stavo facendo? Mi stavo cacciando in altri guai? Come potevo  donarmi a lui? Solo perché mi aveva aiutata, non potevo concedermi così!  Stare con Augusto, che pareva sempre essere insaziabile di sesso,  ha  reso anche me una donna viziosa?&lt;/em&gt; Furono questi i tormentosi  pensieri di Cinzia che respirava ormai in modo spasmodico per le  sensazioni e per lo sforzo di opporsi e andarsene. Afferrò la testa di  Diego, la sua bocca stava per raggiungere i seni.&lt;br /&gt;Finalmente il suo buon senso vinse e proruppe con un:&lt;br /&gt;- No!-&lt;br /&gt;Ma lui sembrò non udirla. La voleva. Con decisione le aprì le gambe con il ginocchio e le afferrò il pizzo degli slip.&lt;br /&gt;-  Ti voglio...- sussurrò lui, ansimando. Era quasi al limite della  sopportazione. Aveva perso il controllo di sé ed era pronto a possederla  totalmente.&lt;br /&gt;- No! Non posso! -e finalmente Cinzia riuscì a sgusciare  fuori dal letto. Senza pensarci, si avvicinò alla porta della cuccetta.&lt;br /&gt;Diego fu stupito della capacità in cui si era divincolata ed era  fuggita via. Ma lui, si alzò e  rapidamente la bloccò. Doveva pensava di  scappare?&lt;br /&gt;- Dove pensi di andare con solo una sottoveste addosso? -&lt;br /&gt;- io....-e si rese effettivamente conto di esser ben poco vestita. Non poteva davvero uscire così.&lt;br /&gt;-  Cinzia, avevo avuto la sensazione che mi volevi.  -  insomma, che le  prendeva? Non aveva sbagliato a interpretare la reazione di lei, il suo  corpo diceva : prendimi! Il corpo di Cinzia rispondeva alle sue carezze  quindi perché d'improvviso...quel no, secco deciso. Quel fuggir via?&lt;br /&gt;- mi dispiace, tu sei attraente ma io non posso!- e iniziò a piangere. Ripensando all&lt;br /&gt;violenza  che aveva subito da Augusto, che era un uomo violento, brutale, l'aveva  costretta il più delle volte a concedersi a lui anche se non si sentiva  bene dopo averla picchiata per avergli detto un no di troppo.&lt;br /&gt;Ma la  cosa peggiore, quando Augusto l'aveva costretta a congiungersi a dei  suoi amici, uomini d'affari. L'incubo doveva finire ora. Voleva esser  libera di decidere.&lt;br /&gt;Diego aveva approfittato della situazione ed era  fiera di sé per averlo respinto. Basta cedere il proprio corpo per non  subire ulteriori violenze. Certo, Diego non sarebbe arrivato a tanto, ma  non poteva donarsi a lui con tanta superficialità.&lt;br /&gt;Diego la guardò e  capì finalmente. Negli occhi di lei c'era ancora paura, angoscia. Aveva  subito la violenza ingiustificata di Augusto chissà quante volte.  Probabilmente era stata costretta a soggiacere con lui anche se non  voleva. E lui come si era comportato ? Era stato brutale. Insensibile.&lt;br /&gt;- No, piccola ...scusami ti supplico ! Oddio, che mostro sono stato. Vieni qua. Non ti&lt;br /&gt;farò più del male. Ti avevo promesso che non ti avrei toccata e poi mi vado a comportare peggio di quel bastardo-&lt;br /&gt;Cinzia  lo guardò. Era afflitto ora. Finalmente le chiedeva scusa. Era una  novità, nessuno l'aveva mai fatto e l'apprezzò molto. Diego sembrava  aver compreso che aveva esagerato dopo averla rassicurata del contrario.  Non volle mostrargli il suo tormento, così iniziò a raccogliere i  propri abiti e parlò senza guardarlo. Rapida e secca. Incolore.&lt;br /&gt;-  mancherà poco all'arrivo. Mi vesto. Ho bisogno di mangiare qualcosa-  rispose lei, come se dettasse un telegramma. Aveva lo stomaco  sottosopra.&lt;br /&gt;- Cinzia...- lei finalmente riuscì a guardarlo. Le lacrime di nuovo le salirono agli occhi.&lt;br /&gt;Le respinse subito indietro.&lt;br /&gt;Diego  si sentì lo stomaco stringersi in una morsa, nel vederla affranta. Lei  cercava di non piangere, di esser forte e quello sforzo la rendeva ancor  più dolce. Acutizzando la voglia di proteggerla.&lt;br /&gt;- Sei così vulnerabile...- e cercò di attrarla a sé, di prenderla fra le braccia. Ma lei si ritrasse.&lt;br /&gt;Cinzia si vestì e lo guardò. Va bene, accettava le sue scuse ma doveva lasciarla in pace in modo da poter respirare, riflettere.&lt;br /&gt;Diego capì che si stava auto-proteggendo respingendolo, voleva di nuovo riconquistare la sua fiducia.&lt;br /&gt;-  ti proteggerò ovunque andrai. Il solo pensiero che qualcuno ti faccia  del male mi fa perdere la ragione- le comunicò per tranquillizzarla.&lt;br /&gt;Cinzia  apprezzò e fu commossa di quelle parole dette con il cuore in mano,  sincere. Era sicura che in futuro si sarebbe comportato diversamente con  lei.&lt;br /&gt;Lei non riuscì a rispondere.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5414906794086735683-3847539168980924209?l=scrivendocolcuore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/feeds/3847539168980924209/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/2011/09/tu-puoi-salvarmi-prima-puntata-terza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5414906794086735683/posts/default/3847539168980924209'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5414906794086735683/posts/default/3847539168980924209'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/2011/09/tu-puoi-salvarmi-prima-puntata-terza.html' title='TU PUOI SALVARMI PRIMA PUNTATA TERZA PARTE'/><author><name>krizia65z</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12980221028210653044</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ZCJTyt0cqdQ/SlkOBgPFGLI/AAAAAAAAAAM/HWRLxwjwzLs/S220/girlconfuse.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5414906794086735683.post-2502255280765411087</id><published>2011-09-19T12:40:00.000-07:00</published><updated>2011-09-20T00:30:36.998-07:00</updated><title type='text'>TU PUOI SALVARMI PRIMA PUNTATA SECONDA PARTE</title><content type='html'>&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Regolarizzò la sua posizione da passeggera con il controllore quindi si recarono al ristorante&lt;br /&gt;e ordinarono. Cinzia, ora che aveva il biglietto era più tranquilla, per lo meno&lt;br /&gt;poteva muoversi sul treno senza dover far nascondino.&lt;br /&gt;Era piuttosto affamata. Si sedettero e decisero di rifocillarsi.&lt;br /&gt;- un brunch eh?-propose lui.&lt;br /&gt;- già un mini pranzo-&lt;br /&gt;- cosi' lo chiamano i giovani ora..brunch- ironizzò lui e ordinarono.&lt;br /&gt;Lui però pensò che fosse ora di presentarsi e le tese la mano.&lt;br /&gt;-Diego Ambrosi-&lt;br /&gt;Lei assaporò mentalmente il nome di lui. Era un nome decisamente maschio. Molto virile. Deciso.&lt;br /&gt;-Cinzia Lazzari- rispose lei.&lt;br /&gt;Anche Diego assaggiò il nome di lei, come fosse una dolce fragola. Come il sapore delle labbra di lei. Delizioso e perfettamente appropriato alla persona che lo portava.&lt;br /&gt;-incantato-&lt;br /&gt;-grazie signor Ambrosi, ma non sono certo un incanto. Specialmente dopo&lt;br /&gt;la corsa che ho fatto, devo aver un' aspetto tutt'altro che piacevole. -&lt;br /&gt;Cinzia non capiva come poteva trovarla piacevole, aveva un aspetto orribile.&lt;br /&gt;Sentiva infatti di esser in disordine dalla testa ai piedi. I suoi riccioli sfuggire&lt;br /&gt;dalla crocchia che si era fatta. I suoi abiti sporchi dopo esser caduta due volte,&lt;br /&gt;prima a terra e poi in un prato. Già il terrore di esser agguantata dai&lt;br /&gt;due gorilla del suo amante, l'aveva fatta incespicare più volte, era caduta&lt;br /&gt;ma si era alzata subito, troppo ansiosa di allontanarsi da lui. Da quell'orrore.&lt;br /&gt;Disgustata : doveva aver anche un odore non piacevole. Se lo sentiva.&lt;br /&gt;Lui l'osservò era affascinante anche se così in disordine.&lt;br /&gt;Diego era terribilmente curioso di sapere di quella donna così partì subito all'attacco.&lt;br /&gt;-allora che mi dice di lei, oltre ad essere nei guai- l'interrogò l'uomo davanti a lei.&lt;br /&gt;Cinzia si sentì stringere lo stomaco. Cosa dirgli? Dirgli che era stata l'amante&lt;br /&gt;di un un politico non la metteva in buona luce. Cosa raccontargli ?&lt;br /&gt;Diego la vide tormentata. Cosa le accadeva? Doveva aver capito che&lt;br /&gt;poteva star tranquilla.&lt;br /&gt;Cinzia decise di dirgli il suo lavoro. Era un modo per sorvolare sul suo&lt;br /&gt;passato poco edificante.&lt;br /&gt;-Sono interprete e lavoro nelle ambasciate....- spiegò con orgoglio. Il suo lavoro le piaceva.&lt;br /&gt;-interessante, davvero. -&lt;br /&gt;-sì, e lei cosa fa di interessante?-&lt;br /&gt;Anche lei era molto curiosa di sapere di quell'uomo così enigmatico. -Le loro mani sul tavolo si sfiorarono nell'afferrare il bicchiere d'acqua. I loro gesti erano quasi studiati. Si osservavano a vicenda. Quasi analizzandosi. Sforzandosi di comprendere i loro caratteri attraverso&lt;br /&gt;i gesti. Semplici di ogni giorno.&lt;br /&gt;-veterinario. -&lt;br /&gt;-deve essere un lavoro molto intenso a livello emotivo-&lt;br /&gt;Cinzia sperò di non aver detto una frase banale. Ma Diego stava pensando&lt;br /&gt;invece che quella donna fosse una persona molto sensibile. Aveva centrato&lt;br /&gt;appieno l'essenza del suo lavoro di medico.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-decisamente. -&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Quel sorriso amaro di lui, le fece ben comprendere che aveva apprezzato il&lt;br /&gt;commento sul suo lavoro ma quell'amarezza non la comprese. Lo studiò attentamente&lt;br /&gt;ancora una volta. La luce degli occhi di lui, quella linea amara che attraversava le&lt;br /&gt;labbra indicava infelicità. Ecco il sorriso amaro. Un lavoro soddisfacente ma&lt;br /&gt;tanta solitudine quando invece non lavorava. 7&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-lei e' un uomo molto solo...- le scappò di dire. Sperò di non esser stata troppo sfrontata, come se volesse psicanalizzarlo.&lt;br /&gt;Diego fu sbalordito dell'analisi precisa di lei solo guardandolo negli occhi. Certo era una donna sensibile ma ...legger così bene dentro di lui era notevole.&lt;br /&gt;Aveva decifrato bene i suoi tormenti, aveva compreso che nella sua vita c'era&lt;br /&gt;solitudine e irrequietudine. Ma non meritava completamente la comprensione di lei,&lt;br /&gt;della sua dolcezza.&lt;br /&gt;- Mi scusi, non volevo...analizzarla- sussurrò lei imbarazzata. Chissà che pensava di lei,&lt;br /&gt;della sua invadenza.&lt;br /&gt;-No, non si preoccupi. Mi trovo in questa situazione unicamente per colpa mia. Non&lt;br /&gt;deve esser così comprensiva con me. Sono divorziato. Tre volte ho commesso questo&lt;br /&gt;errore. Sono recidivo come si dice. Ma non sono capace di esser fedele-&lt;br /&gt;Tre mogli? Era stato sposato ben tre volte. Ne fu impressionata. Era un incallito&lt;br /&gt;donnaiolo. Aveva già intuito la sua indole da esperto seduttore. Ma che questo&lt;br /&gt;'vizio' li avesse rovinato ben tre matrimoni, non le era passato dalla testa.&lt;br /&gt;-ahi ahi....- lo ammonì dolcemente.&lt;br /&gt;-se trovassi finalmente la persona giusta, forse, non guarderai altre donne. Non lo&lt;br /&gt;so. Forse-&lt;br /&gt;Diego doveva farle capire forse non aveva ancora trovato la persona giusta e gli facesse totalmente dimenticare le altre. La guardò intensamente. Lei era impressionata del suo 'stato civile'.&lt;br /&gt;-Forse - replicò lei.&lt;br /&gt;-Già. Mi dica del suo uomo. Perché è da lui che scappa no? -&lt;br /&gt;Non ce la faceva più a contenere la curiosità. Spero che lei non andasse di nuovo in panico.&lt;br /&gt;Cinzia ingoiò a vuoto. Ecco la domanda. Che si aspettava da venti minuti ma ancora&lt;br /&gt;non trovava le parole giuste per non apparire una donna da poco.&lt;br /&gt;Diego la vide di nuovo impallidire. Cosa aveva commesso quell'uomo per&lt;br /&gt;terrorizzarla così, lei contorse il tovagliolo fra le mani. Era in affanno. Prese tempo&lt;br /&gt;sorseggiando l'acqua. Poi di nuovo quella vocina interiore ' &lt;i&gt;perché mai ti interessa&lt;br /&gt;che lui non abbia una cattiva opinione di te&lt;/i&gt;? ' si domandò con ansia. Era confusa.&lt;br /&gt;Sentiva caldo e freddo. Prese fiato e iniziò a parlare di lui, come se avesse preso una&lt;br /&gt;'rincorsa'. Scacciando però l'ultima immagine di lui che ammazzava un&lt;br /&gt;uomo. Doveva esser distaccata a raccontargli di lui. O sarebbe crollata.&lt;br /&gt;-Oh...lui all'apparenza è come si dice, un buon esempio per la società, apparentemente meno disonesto degli altri. Ma è solo una facciata. Ha nelle mani il potere di un boss,&lt;br /&gt;un malavitoso della peggior specie. Ha le mani insozzate di molti affari illegali-spiegò la donna. Cercando di non pensare a ciò che aveva visto.&lt;br /&gt;-come si chiama questo modello di rettitudine?-&lt;br /&gt;Lei se ne vergognava di aver vissuto con quell'uomo, era lampante. Ecco perchè era titubante a raccontare, a parlare. Ma lui non la giudicava affatto! Ai suoi occhi, Cinzia era una ragazza per&lt;br /&gt;bene che si era lasciata sedurre da un uomo con molto potere e magari molto&lt;br /&gt;affascinante. Probabilmente si era innamorata di lui prima di scoprire&lt;br /&gt;che razza di individuo fosse.&lt;br /&gt;Cinzia ascoltò la domandà di Diego, intrisa di aperto sarcasmo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-l'onorevole Augusto Sciacca- proferì quel nome. Sospirando. Ce l'aveva fatta.&lt;br /&gt;-mhm....- mugugnò lui e voltò di colpo il capo, guardando fuori dal finestrino.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Maledizione, no, non proprio quell'uomo&lt;/i&gt;! Sciacca era un uomo molto attraente e desiderato da molte italiane, ma aveva un cuore marcio, senza peli sullo stomaco se voleva qualcosa.&lt;br /&gt;Sopratutto se era di un'altra persona. Come una ragazza così sensibile aveva&lt;br /&gt;potuto aver a che fare con lui?&lt;br /&gt;Cercò di non mostrarle il suo tormento nell'udire quel nome. Una tortura infernale che lo univa&lt;br /&gt;da otto anni a quell'uomo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Cinzia non potè non notare il volto angosciato di Diego, appena aveva udito il nome di Sciacca. Chiedergli se lo conosceva fu una conseguenza del tutto naturale.&lt;br /&gt;-Lo conosce?-&lt;br /&gt;-di nome. Solo di nome- si affrettò a rispondere, tornando a guardarla &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Mentiva. Le stava mentendo. Lei si chiese allora come mai. Lo conosceva, era chiaro. Ma come era avvenuto l'incontro? Che avevano da spartire un veterinario e un politico? Poi pensò ai cani di Augusto. Aveva cinque dobermann. Forse Diego gliel'aveva curati. Si convinse di quella&lt;br /&gt;possibilità. Non le veniva in mente altro di plausibile.&lt;br /&gt;Diego la vide pensare freneticamente. Aveva capito che le stava mentendo e si stava chiedendo invece dove lui aveva conosciuto Sciacca. Poi la vide sospirare e annuire.&lt;br /&gt;-Sciacca è anche un uomo maschilista, possessivo a livelli a dir poco ossessivi- aggiunse.&lt;br /&gt;-un rapporto quindi davvero turbolento fra voi due-&lt;br /&gt;Se quel mostro era un violento, lei aveva pensato bene a scappare. Nessuna&lt;br /&gt;donna per quanto innamorata, deve subire tanto!&lt;br /&gt;-turbolento? Un inferno-&lt;br /&gt;Augusto sapeva esser molto generosoma in cambio voleva tutta la tua vita a sua disposizione. Cinzia aveva provato più volte di pensare di testa propria ma aveva ricevuto in cambio&lt;br /&gt;severe punizioni.&lt;br /&gt;-e così è scappata da lui-&lt;br /&gt;-sì...-&lt;br /&gt;-del tutto comprensibile-&lt;br /&gt;Cinzia ancora non poteva raccontargli cosa sapeva, cosa aveva visto. Un omicidio era davvero una faccenda troppo delicata. Non conosceva ancora l'uomo che le stava seduto davanti, da confidarsi a tal punto.Diego la vide di nuovo meditare. Non era per quel che lui pretendeva da lei che era dovuta scappare. Lei sapeva qualcosa di terribile ma non era ancora pronta a dirglielo.&lt;br /&gt;Per il resto del pomeriggio, in uno scompartimento, lessero e discorsero di argomenti superficiali come i viaggi che avevano fatto. Poi dopo cena, mentre gustavano il dolce, lui la vide sbadigliare. Era molto stanca.&lt;br /&gt;-dovrebbe andare a dormire -&lt;br /&gt;-ho solo il posto a sedere- rispose lei, scrollando le spalle. Si sarebbe accontentata. Era già sollevata di esser fuggita.&lt;br /&gt;Lui scosse il capo. Pagò quindi si alzò. Lei lasciò cadere il cucchiaino nella&lt;br /&gt;ciotola e si alzò per seguirlo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5414906794086735683-2502255280765411087?l=scrivendocolcuore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/feeds/2502255280765411087/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/2011/09/tu-puoi-salvarmi-prima-puntata-seconda.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5414906794086735683/posts/default/2502255280765411087'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5414906794086735683/posts/default/2502255280765411087'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/2011/09/tu-puoi-salvarmi-prima-puntata-seconda.html' title='TU PUOI SALVARMI PRIMA PUNTATA SECONDA PARTE'/><author><name>krizia65z</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12980221028210653044</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ZCJTyt0cqdQ/SlkOBgPFGLI/AAAAAAAAAAM/HWRLxwjwzLs/S220/girlconfuse.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5414906794086735683.post-3580629816997201475</id><published>2011-09-15T15:08:00.000-07:00</published><updated>2011-09-19T12:44:49.960-07:00</updated><title type='text'>TU PUOI SALVARMI 1 PUNTATA PRIMA PARTE</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-n_MUNS4cEHE/TnJ_mxSSwGI/AAAAAAAAAB4/g0owQQu0Oww/s1600/COVER%2BROMANCESS.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 260px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5652720786345214050" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-n_MUNS4cEHE/TnJ_mxSSwGI/AAAAAAAAAB4/g0owQQu0Oww/s320/COVER%2BROMANCESS.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;OGNI RIFERIMENTO A COSE O A PERSONE E' PURAMENTE CASUALE. SONO PERSONAGGI E NOMI DI FANTASIA. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm;font-size:17px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-size:0;"&gt;&lt;span style="font-size:+0;"&gt;&lt;b&gt;Italia, giorni nostri&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-SIZE: 17px"&gt;&lt;b&gt;Roma. Stazione Termini.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Corse più forte che potè e salì sul predellino del treno. La porta era ancora aperta. Ma, in quel momento il treno Intecity 178  iniziò a muoversi. Lei si aggrappò ai sostegni ma le parve di cadere giù nel sentirlo muoversi, sbarrò gli occhi spaventata. Mentre cercava di salire il secondo scalino, si sentì afferrare alla vita e trarre all'interno.&lt;br /&gt;L'uomo stava guardando fuori dallo sportello del treno quando vide la donna saltare sul predellino del treno che stranamente si era messo in moto senza chiudere quell'ultima porta. Non poteva certo lasciarla fuori in bilico, lasciando che lo spostamento d'aria la scuotesse come una bandiera e la porta si chiudesse davvero, così nello spazio di uno spicciolo di pochi secondi, l'afferrò alla vita. La porta si chiuse in quel momento da sola. Lei doveva esser in grave pericolo per commettere un impudenza del genere. Irritato pensò che le donne erano tutte uguali, perdevano ore a prepararsi per poi ridursi all'ultimo a compiere le cose importanti.&lt;br /&gt;lei si voltò verso la persona che l'aveva salvata.&lt;br /&gt;Lo guardò con il respiro corto per la folle corsa.&lt;br /&gt;-&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;dico, è forse impazzita?- sbottò lui.&lt;br /&gt;-&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;no...- sussurrò, scuotendo il capo. Guardò bene l'uomo dall'aspetto imponente. Non era bello ma attraente. Ripensò al suo amante e provò un certo disgusto verso se stessa. Sfuggiva ad un uomo e notava quanto ne fosse attraente un' altro! Guardò l'espressione dell'uomo. Leggeva chiaramente in lui un misto di stizza e curiosità per il suo comportamento avventato per quanto imprescindibile.&lt;br /&gt;L'uomo che aveva salvato la donna, cercò di capire cosa passasse nella testa di lei. Lei lo osservava con una luce tutta particolare, di sfida ma anche di timore.&lt;br /&gt;-&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;No, non sono pazza-&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;-&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;dice?-&lt;br /&gt;-&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;sono in fuga! - ribatté con il respiro corto.&lt;br /&gt;-&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;Scommetto che non ha il biglietto-&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;-&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;come potevo perder tempo a comprarlo?-e si aggrappò ad un sostegno. Si tolse una ciocca di capelli dagli occhi. Lui la guardò con attenzione. Era una donna non bella ma comunque attraente. Il suo aspetto era un po' troppo vistoso per i suoi gusti in quanto a donne. Ma la trovava desiderabile.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Desiderabile&lt;/i&gt;? Ma che gli prendeva ora? Era ancora reduce dalla fine del suo terzo matrimonio avvenuta otto mesi prima e già guardava un'altra donna? Era anche nella sua natura di maschio cacciatore di prede. Ma la donna era una preda troppo vulnerabile, fragile. Doveva rallentare subito la corsa.&lt;br /&gt;Il treno aveva preso velocità pur essendo poco fuori dalla stazione. I binari scorrevano sotto incrociandosi rapidamente, come si incrociavano le vite delle persone. Come le vite dell'uomo e della donna che si stavano osservando.&lt;br /&gt;-&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;Senta, dobbiamo cercare un controllore per regolarizzare il suo viaggio. O forse sto aiutando una criminale in fuga dalla polizia?-&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Magari la sua parvenza innocente era solo una finzione? No, non poteva crederlo. Lei lo guardò in quel modo adorabile.&lt;br /&gt;La donna provò dei brividi d'orrore nel sentirsi chiamare criminale. No! Non era come il suo amante! Doveva metter subito in chiaro le cose con quel tipo. Aveva bisogno d'aiuto non di accuse. Si spostò di nuovo la ciocca dagli occhi e si sbottonò la giacca.&lt;br /&gt;-&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;No! Sono una vittima in fuga- ribatté la donna, con sguardo smarrito che lo sciolse dentro.&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Doveva capirlo come si riteneva lei, voleva sentirlo dire da lei. Ed era terribilmente sincera. Spaventata e sincera.&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;-&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;Va bene. Si calmi, le credo. Ha un aria troppo vulnerabile per esser pericolosa-&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;-&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;Io...- mormorò ma si fermò perché le si chiuse la gola per la quella tenerezza gratuita e inaspettata. Lui aveva uno sguardo severo e sospettoso ma poi le rivolgeva quelle frasi intrise di comprensione e dolcezza.&lt;br /&gt;Stavano per imboccare il corridoio quando lei vide giungere dall'altra parte un uomo dall'aspetto famigliare. Aveva collaborato con l'uomo con cui viveva e da cui scappava. Si sarebbe chiesto cosa come mai si trovava lì, da sola. Guardò l'uomo che l'aveva salvata, con sguardo allarmato.&lt;br /&gt;Lui le scrutò gli occhioni verdi. Cosa accadeva ora? Sembrava paralizzata dalla paura. Di nuovo quella richiesta negli occhi di lei '&lt;i&gt;salvami&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;' Come prima quando aveva detto di esser una vittima. Ma si chiese di nuovo come mai tanta paura dell'uomo che stava sopraggiungendo.&lt;br /&gt;Lei si guardò intorno, non c'era una benché minima via di fuga per lei. Era spacciata se quell'uomo, dello staff del suo amante, la vedeva. L'uomo invece che l'aveva salvata cercava di capire la sua paura improvvisa e irrazionale. Sicuramente si stava chiedendo come poteva aveva paura di un' altro sconosciuto sul treno. Lo stomaco le si strinse. Lottò per non tremare mentre sussurrava:&lt;br /&gt;-&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;oddio...non deve vedermi...-&lt;br /&gt;-&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;c'è solo una soluzione...-era l'unica idea pratica per nasconderla alla vista dell'uomo sconosciuto ormai a pochi passi da loro.&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;-&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;quale? Mi vuole, forse, buttare giù dal treno?-domandò lei allarmata. Quell'uomo era forse più pericoloso del suo inseguitore?&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il corridoio era libero dalle solite valigie che lo ingombravano quindi l'uomo si muoveva rapidamente.&lt;br /&gt;Il suo salvatore era un uomo dall'aria così enigmatica quando pensava. Un attimo prima dimostrava tenerezza e un 'attimo dopo meditava di farle del male. Ora le stava vicino in modo così minaccioso! Cosa voleva farle? Si era stancato di salvarla?&lt;br /&gt;-&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;no, non sia cosi drastica- la frase di lei era carica di ironia e faticosamente non aveva sorriso per il tono. Ma non c'era più tempo. Doveva agire subito. Le si avvicinò e ignorando lo sguardo di paura di lei, la prese fra le braccia, circondando la sottile vita , facendo ben aderire il corpo di lei al proprio. Era piccola e formosa. Quindi chinò il capo e le catturò le labbra piene che si socchiusero all'istante. Gustò ogni angolo della bocca di lei, aveva il gusto delle fragole, spaziò a lungo nella sua morbidezza. La girò verso il finestrino perché chi passava in quel momento, non vedesse il suo volto. Fu un bacio che parve senza fine. Lei lasciò che lui la baciasse in quel modo così intimo. Parve che la volesse mangiare. Ma finalmente la lasciò andare.&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;-&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;Grazie...mi ha salvato un'altra volta-&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;-&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;Ancora una volta lui, decidendo rapidamente, l'aveva salvata. Certo, era lampante che per l'uomo era stato assai piacevole e facile. Era da quando era salita su quel treno che non faceva che guardarla famelico. Sembrava inoltre che fosse molto portato a 'salvataggi' di quel tipo. Una vocina maliziosa dentro di sé la pungolò ' &lt;i&gt;ti è piaciuto il bacio ammettilo ragazza!&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; ' ma lei scosse il capo stizzita.&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;-&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;questo salvataggio mi è piaciuto molto di più. - ironizzò lui. Stringerla fra le braccia e baciarla era stato davvero piacevole e inaspettato. Quel mattino quando aveva preso quel treno, non si aspettava certo di salvare una giovane donna per ben due volte. Di baciare una perfetta sconosciuta ma che decise in quell'istante di non lasciarsela sfuggire. Voleva salvarla. Era troppo sensibile e ingenua. ' &lt;i&gt;ecco e tu ne vuoi approffitare? Vuoi sedurla eh?&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; ' lo ammonì la voce della coscienza. Lui scosse il capo.&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Lei si mise le mani sui fianchi e lo guardò con riprovazione. Anche se una vocina le diceva che era stato davvero un bacio eccitante. Lui sorrise per l'espressione adorabile. Sembrava una bambina petulante. Prima lo ringraziava per averla salvata e poi lo rimproverava inalberandosi!&lt;br /&gt;-&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;non faccia il broncio, sennò la bacio di nuovo. Venga-e l'afferrò per il braccio.&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Lo seguì. Un bacio era più che sufficiente. L'aveva già sconvolta abbastanza, la minaccia che la baciasse di nuovo, la spronò a muoversi. Si rimproverò anche di essersi comportata in modo tanto incoerente. Lui non doveva vantarsi di quel bacio. Apprezzava il suo salvataggio ma doveva limitarsi a quello. Senza sottolinearlo, era imbarazzante.&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;In altro luogo, gli scagnozzi dell'amante della donna sul treno, tornarono dalla stazione. Non erano riusciti a riacciuffarla.&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;L'uomo imprecò. Quella donna era la sua femmina.. Come le era saltato in testa di andarsene, scappare da lui? Come pensava di cavarsela quella ragazzina viziata. Abituata agli agi? Aveva lavorato solo tre mesi nella sua vita poi era finita nel suo letto e lui l'aveva mantenuta in un lusso sfrenato, visto che lei gli aveva donato la sua purezza. &lt;/span&gt;&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Era stata molto abile a scappare ma l'avrebbe cercata presto in ogni angolo del mondo. Lei sapeva troppo.&lt;/span&gt;&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span style="WHITE-SPACE: pre;font-family:georgia;font-size:130%;" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Spero che non abbia visto. Sentito solamente? Può darsi. Ma posso sempre dire che stavo stappando lo champagne. No, non scappava solo perché’ aveva sentito, MA PERCHE HA VISTO. - ragionò quasi fra se e se. Se lei sapeva troppo doveva eliminarla, non aveva modo di salvarsi. Se quella sgualdrina parlava, per lui era la fine. Ma forse lei aveva troppa paura per rivolger&lt;span class="Apple-style-span"&gt;si alla polizia altrimenti perch&lt;/span&gt;é salire su un treno anziché andare alla polizia? Si rilassò.&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;-&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Cosa facciamo? .- lo interpellarono i suoi due tirapiedi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;-&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;Bisogna liberarsi del morto. La cercheremo poi-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;-&lt;span style="WHITE-SPACE: pre" class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Si capo…-&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Quel tizio, quel portaborse schifoso, aveva indagato e scoperto le sue conoscenze mafiose. I suoi contatti, i suoi affari lucrosi ma al di fuori dalla legge. Voleva una vita agiata. Lo stipendio da deputato non gli bastava mai se doveva far affari con certa gente e ottenere un tenore di vita altissimo. Il portaborse sapeva troppo e premere il grilletto sulla sua testa era stato inevitabile e l'odore del sangue stranamente lo eccitava. Uccidere chi gli sbarrava la strada era un vero spasso. Quanto il sesso. Ma ora non poteva pensare a quell'ingrata. Doveva pensare a liberarsi del cadavere e organizzò con i suoi tirapiedi come sarebbe avvenuto.&lt;br /&gt;I due tirapiedi caricarono il morto nel bagagliaio di un auto rubata quindi si recarono vicino ad Ostia. Nei pressi di un cantiere edille. Scesero dall’auto e le diedero fuoco.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5414906794086735683-3580629816997201475?l=scrivendocolcuore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/feeds/3580629816997201475/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/2011/09/tu-puoi-salvarmi-1-puntata-prima-parte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5414906794086735683/posts/default/3580629816997201475'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5414906794086735683/posts/default/3580629816997201475'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scrivendocolcuore.blogspot.com/2011/09/tu-puoi-salvarmi-1-puntata-prima-parte.html' title='TU PUOI SALVARMI 1 PUNTATA PRIMA PARTE'/><author><name>krizia65z</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12980221028210653044</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='18' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ZCJTyt0cqdQ/SlkOBgPFGLI/AAAAAAAAAAM/HWRLxwjwzLs/S220/girlconfuse.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-n_MUNS4cEHE/TnJ_mxSSwGI/AAAAAAAAAB4/g0owQQu0Oww/s72-c/COVER%2BROMANCESS.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
