venerdì 1 maggio 2015

CSC CAPITOLO 17 PRIMA PARTE

Nel 1921 mi trovavo nella capitale svizzera da un anno e quel giorno mi comunicarono che nel giro di qualche settimana, mi sarei dovuto trasferire a Vienna. Ma prima avrei passato due settimane di vacanze. Di cui una a …..... Charles aveva dato l'ordine dall'alto. Non potevo rifiutarle.
A casa trovai Connie alle prese con la bambina in vena di capricci. Aveva già un caratterino ribelle e tenace.
  • su basta ora Christine, devi ubbidire. Fai la brava. Giocherai domani. Su metti giù la bambola e mettiti sotto le coperte.- la ripresi io con tono autoritario. Lei si alzò e si voltò andando verso il letto.
  • È stata ribelle tutto il giorno- mi comunicò Constance.
  • E non alzare gli occhi al cielo, signorina! - l'ammonii. Lei si fermò e voltò la testa, guardandomi a bocca aperta sbalordita
  • ma … papà! -
  • se non ci sono io devi ubbidire a Rivka e sopratutto a tua madre. Intesi? - lei sollevò le piccole mani ai lati del volto alzando gli occhi al cielo come a dire ' cosa ho fatto di male'?
Io mi voltai verso Rivka per evitare che la piccola mi vedesse sorridere. Quella bimba riusciva sempre a strapparmi un sorriso.
La piccola si sistemò le coperte lasciando scoperto il didietro. Io le sistemai così meglio le coperte.
  • buonanotte Christine -
  • buonanotte papà. -
Io le diedi un bacio sulla fronte e così sua madre quindi io e mia moglie uscimmo lasciandola con Rivka.
Mi sedetti alla poltrona dietro la scrivania, lei chiuse la porta e si appoggiò contro.
  • cosa c'è Constance? - dissi iniziando ad aprire la posta.
  • C'è una lettera di lei. -
  • dove? Ah si eccola... - ma restai fermo con il tagliacarte.
  • Non la apri?-
  • avrei voglia di strapparla -
  • Ian il problema non è se la leggi o meno ma … il fatto che te l'abbia mandata. Io ..sto male-
Vidi le sue labbra tremolare. Mi si avvicinò. Mettendosi vicino a me dietro la scrivania.
Così' mi alzai in piedi e le presi il viso fra le mani.
  • tesoro mio io ti amo. Non mi interessa cosa mi scrive. Lei deve voltare pagina dimenticarmi. Arrendersi. -
  • come fa a dimenticarti? Sei un uomo straordinario- io la baciai. Poi afferrai la busta e la strappai, lei nell'impedirmi di farlo urtò una lampada che cadde a terra. il fondo di peltro si aprì e dentro trovammo una chiave. - sembra... la chiave di una cassetta di sicurezza- dissi sorpreso. - ho comprato questa lampada in un negozio di antiquariato.... il negoziante è russo .. puo' aiutare? - - dipende il contenuto della cassetta, il problema è quale banca? Berna è piena di banche- - accidenti ... tu cosa pensi contenga? -
Io guardai di nuovo sul fondo della lampada. San Pietroburgo 1893. Periodo dello zar Nicola II. 
- proveremo alla nostra banca... fra due settimane ci trasferiamo a vienna mentre settimana prossima andiamo in montagna -
- hai le ferie? -
- si ... -
Lei sorrise. - c'entri qualcosa?- le domandai  
- si... eri cosi stanco ultimamente ...- 
Io scossi il capo e sorrisi. 
- vieni qua che ti punisco... - 
Lei fece per scappare la rincorsi e la spinsi contro la porta. le afferrai le mani e la bloccai ai lati del viso premendo il corpo contro il suo quindi dai baci passammo a ben altro finendo per fare l'amore sul morbido tappeto. 
Cosi quel fine settimana partimmo per ..... dove alloggiammo in un meraviglioso chalet. Per pranzare oltre vari ristoranti, anche un simpatico ritrovo per cibi rustici molti di origine italiana. 
Quel pomeriggio era una giornata di sole magnifica quando mentre sistemavo Christine sulla sedia del bar mi sentii toccare sulla spalla. Constance arrivò con una signora dall'aria molto simpatica. Costance si avvicinò alla bambina per esser anche vicino a me. 
- Ian? - mi voltai e la vidi. Laura. Accanto a lei un uomo di mezza età affascinante ma decisamente molto più grande di lei. 
- Laura... - dissi gelido. 
- ti presento mio marito... Gregory Carmicheal conte di Grenvilstone.-
Strinsi la mano all'uomo. 
- Hai ricevuto la lettera? -
- si ma... non mi interessava leggerla-
- se vuole saperlo, Laura... l'ha fatta in mile pezzi e la buttata nel camino- disse Constance afferandomi il braccio. 
- che significa Laura? - la interpellò suo marito. 
- ma si Gregory, ti ho parlato di questo... gentiluomo ... che mi ha presa in giro per cinque anni ... per poi sposare una lavapiatti di infimo ... retaggio-
- Io ti ho rispettata, non ti ho sedotta e abbandonata. Ora basta Laura.. Constance non ha colpa del suo passato e se devi insultare qualcuno non qua e non lei- 
Christine mi strattonò la manica. 
- come vedi c'è una bambina qua. -  e la presi in braccio. 
Lei e il marito si allontanarono. Sospirai. 

Due giorni dopo, stavo cenando quando bussarono alla porta. 
- salve, signor Gallagher.. ho un messaggio per voi.- era il proprietario dell'hotel e degli chalet. 
Io aprii il biglietto e mi avvicinai a Constance. 
- scusa.. devo andare a fare una chiamata di lavoro sembra importante- 
- va bene caro .. spero non dobbiamo interrompere la vacanza- 
- spero anch'io'-
Cosi con calma mi recai alla reception




2 commenti:

  1. Ciao Krizia, finalmente con calma sono riuscita a leggermi tutte le puntate che avevo perso. Mi dispiace non essere stata molto presente, ma sto passando un brutto periodo, spero passi presto, che ho perso la condizione del tempo. Ma ora sono in attesa delle prossime puntate... Anche se lontana e poco presente, io ti seguo :)

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  2. ah mi dispiace cara.. si anch'io è un po' che no npubblico niente... non riesco in questo periodo ho li pronto il pezzo ...devo solo fare due correzioni per sintetizzarlo e lo pubblico un abbraccio.

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