sabato 18 aprile 2015

CSC CAPITOLO 16

 Nel 1919 dopo il trattato di pace di Versailles, in ogni caso, molti stati ebbero dei seri problemi in quanto le industrie che avevano una produzione di tipo militare, dovettero cambiare il tipo di produzione e la cosa spinsero a molti operai a scioperare. In tutti i paesi instabilità politica e sopratutto tensioni sociali. Il riassetto del sistema economico era davvero complesso e travolse ogni tipo di classe ma sopratutto il ceto medio che perse certezze di ogni genere.
In questa instabilità, io dovevo occuparmi di evitare che gli uomini che operavano per la cooperazione fra i popoli non causassero incidenti diplomatici, che non compissero reati sia di tipo legale che di tipo penale. Non era un momento facile per il mondo che doveva rialzarsi faticosamente e non trovava degli appoggi stabili su cui far leva.


Ai primi di luglio, fui trasferito a Washington negli Stati Uniti, per un tirocinio particolare e per lavorare per almeno due anni all'ambasciata inglese Mi trovai bene con i colleghi tranne che con Bart Williams che nutrì all'istante verso me un disprezzo e un odio senza fondamento.
Ci fu una cena ufficiale durante la quale scoprii un altro lato oscuro di Bart.vai Diane, sua moglie seduta a terra in lacrime vicino al davanzale. Mi avvicinai e le sollevai il volto. Aveva due brutti segni rossi e una piccola lacerazione sullo zigomo. In quel mentre Constance mi raggiunse fuori.
  • Connie, aiuta Diane, suo marito ha pensato bene di sfogare le sue frustrazioni su di lei. -
  • certo … - e se per qualche secondo avesse pensato che ci fosse qualcosa fra me e quella donna, sparì immediatamente.
  • Grazie Constance... -e le sorrise fra le lacrime.
Le guardai entrare da un 'altra porta e salire la scalinata che portava alle toilette.
Io sospirai. Fui raggiunto da Neil Garban il mio solerte assistente nonché un buon amico.
  • qualche problema Ian?-
  • Non proprio. Diciamo che detesto gli uomini che credono di sentirsi tali picchiando una donna-
  • Parli di Bart? Non è la prima volta che la picchia-
  • ti sembra giusto? Ti assicuro, che Constance più di una volta mi ha fatto perdere il lume della ragione .. ma mai e poi mai mi è passato in mente di picchiarla. -
  • purtroppo Bart è un vigliacco... ma stai attento-
Io sospirai scuotendo il capo deluso che non si potesse far niente per farlo smettere.
Due settimane dopo, la trovai in un bar, stava bevendo troppo. Un paio di uomini la molestarono, io la presi per un braccio e la portai fuori di lì. Ma lei perse conoscenza e la portai in casa sua tenendola in braccio. La deposi sul divano di un salotto. Bart mi guardò, dominava faticosamente la furia.
Io lo guardai e mi avviai verso la porta d'ingresso.
  • dove credi di andare ? -
  • a casa, è tardi -
  • Ian, devo dirti due cosette-
Io sospirai e lo seguii nel suo studio. Mi sedetti e poggiai il gomito sul braccio della poltroncina, attendendo. Non avevo fatto niente di male.
  • Ian... sai che malavita c'è qua. .-
  • di ...tipo mafioso o simile... -
  • bravo. Se ti ritrovo a toccare Diane ti troverai dritto a Chicago con il cervello in poltiglia e con una pietra addosso in fondo al fiume Michigan-
  • io … - iniziai a dire ma lui mi interruppe.
  • Diane è troppo vulnerabile, in tutti i sensi molto fragile, e tu sei troppo bravo a imbambolarla con i tuoi modi seducenti e sinuosi... Ora sparisci -
Io mi alzai e mi avviai alla porta. Ma mi fermai e lo guardai.
  • visto che sai che è vulnerabile, fragile … perché la picchi ? -
Lui divenne paonazzo e io me ne andai.
Nei mesi seguenti evitai la coppia, ma non potei voltare la testa altrove, quando la vidi barcollare in un vicolo e cadere a terra. Lei perse i sensi poco dopo. Io chiamai un auto pubblica e la portai al pronto soccorso. Fu subito portata via.
Io dissi alla caposala di chiamare la caposala.
  • Questo è il numero di casa, chiamate il marito, e tornai a casa. Sperando che la donna non dicesse niente del mio intervento.
Quattro mesi dopo, venni a sapere che Diane era incinta di cinque mesi. Bart l'aveva confidato a Neil che mi aveva messo in guardia.
  • Lui crede che sei tu il padre, attento amico. Loro sono otto anni che ci provano ...arrivi tu, e lei è incinta-
  • non l'ho mai nemmeno baciata! - mi difesi incredulo.
  • Quello ha amici pericolosi-
  • si lo so mi ha avvertito-
Io andai da Bart, per metter fine subito alla discussione. Ai sospetti.
  • Bart, mi è giunta voce che sospetti di me a letto con Diane. Non è vero, hai capito? Non è nemmeno mio il figlio che aspetta-
  • davvero? Allora giuralo Giuralo sulla tomba dei tuoi cari.-
Era un colpo basso. Io abbassai lo sguardo ricacciando a fatica le lacrime. Subdolo sadico attaccarsi ai miei dolori. Non volevo mostrarmi troppo vulnerabile. Lui vedendo che non rispondevo, mi afferrò per i capelli, era molto più alto di me che ero comunque sul metro e ottantasei. Mi puntò alla gola la lama del tagliacarte. Mi guardò negli occhi e finalmente lesse tutto il mio profondo dolore.
Mi lasciò subito andare.
  • va bene Ian, ti credo.-
  • maledizione Bart- dissi solamente e me ne andai scosso.
Il sorriso della mia bambina mi calmò ma più tardi Connie volle sapere. Io le dissi tutto. Non avevo niente da nascondere.
Lei mi accarezzò il volto dolcemente.
  • i tuoi talloni d'Achille sono il tuo lato altruista ed eroico e il tuo fascino. Lui non è come te e nell'invidia ti disprezza in realtà disprezza se stesso.
Io sospirai.
Quattro mesi dopo, venni richiamato in Gran Bretagna. Seppi in seguito che Diane aveva partorito un maschio. Niente altro. Charles mi rimproverò per essermi intromesso. Io, anche se in disaccordo, dovetti chiedere scusa per aver creato tensioni. Ma capii che anche lui sospettò a lungo del fatto che quel bambino poteva esser mio.  

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