domenica 5 aprile 2015

CSC CAPITOLO 15

Erano passati tre mesi dalla morte del bambino, quel pomeriggio, appena entrai nella stanza, lei mi guardò dritto negli occhi. Non con quello solito sguardo vacuo e freddo.
- Ian... -sussurrò lei. Era tornata presente con la mente. Con il cuore.
- dimmi.tesoro... -
- mi sei mancato ... portami via da qua...-
Lacrime di sollievo mi affiorarono agli occhi e l'abbracciai forte. Quindi andai a parlare con il medico.
Due giorni dopo, fatti gli accertamenti dell'avvenuta guarigione psichica, la portai nella casa che aveva affittato e nei mesi seguenti, ritrovammo una certa serenità e armonia di coppia.
Ci sentivamo più uniti, più forti affrontando così la bufera  della guerra in corso.
Quel novembre del 1916, un anno dopo la morte dei miei cari, mi arrivò un messaggio in ufficio. 'devo darti una bella notizia, ti prego non far tardi stasera tua Connie' il biglietto mi mise di buon umore. Una bella notizia... in mezzo a quel dramma aveva del miracoloso. Concluso il mio orario di lavoro, mi alzai, indossai il paltò e passai dall'ufficio di Charles.
- ehi, esci in orario stasera-
- si ... ho promesso a Constance... deve darmi una bella notizia- e mi sedetti un momento.
- una bella notizia è vero toccasana di questi tempi. Chiedo due sole cose... che finisca questa guerra e che tu diventa di nuovo padre. Sei come un figlio per me ...ti auguro davvero questo.-
- grazie Charles. Anche tu sei ,,,molto importante per me..Ma ..tu dici che .. -
- ma certo ..che altro? Su vai vai!- e sorrise nel vedermi scattare in piedi e uscire rapido dall'ufficio.
Arrivai a casa correndo ma con spirito ben diverso.
A casa trovai il tavolo apparecchiato in modo raffinato.
- Ian?- mi voltai e la vidi scendere la scala che portava al piano superiore. Le sorrisi poi appena fu vicino a me la baciai in modo travolgente.
Andammo a tavola. parlammo di cose effimere. Lasciando alla fine la notizia.
Lei mi mise davanti un pacchetto. L'aprii e trovai un sonaglio per bambini in argento.
- era tuo.... sono incise le tue iniziali -
- si....-
- lo useremo per il prossimo figlio o figlia che nascerà... fra sei mesi-
Io le afferrai le mani baciandola commosso.
- grazie Connie...-
- di che? E' stato alquanto piacevole...- e sorrise maliziosa.
Era una donna davvero imprevedibile. A volte aveva timore del sesso. A volte ne era disgustata e mi respingeva per giorni, settimane. Altre era insaziabile e spinta da una travolgente passione.
- ne sei felice Ian?-
- si. -
- il bambino curerà meglio le nostre cicatrici- sussurrò lei.
Io annuii e la baciai di nuovo.

Nel 1917 nacque nostra figlia. Fu un parto complesso ma alla fine neonata e puerpera se la cavarono.
Io ero nel mio studio, non mi avevano permesso di entrare la levatrice e un'amica di mia moglie. Cosi ansioso, attendevo il pianto del bambino che mi diceva che era finalmente nato e potevo salire. Nell'andare avanti e indietro lungo la stanza, urtai dei libri. Nel raccoglierli, uno era aperto e lessi il nome di Christine, la protagonista del Fantasma dell'opera, il romanzo di Leroux pubblicato sette anni prima. Così decisi che se era una femmina l'avrei chiamata così.
Salii finalmente in camera. Ma rimasi raggelato quando sentii la levatrice parlare con mia moglie.
  • è una bambina molto robusta, Constance, purtroppo ha lesionato le tue parti intime anche più interne... temo che non potrai più aver figli, sarebbe fatale per te. Quella bambina … insomma, spero che sia normale essendo nata in modo podalico … -
  • basta così se ne vada immediatamente- la redarguii duramente.
  • Signor Gallagher... -
  • se ne vada subito- ripetei glaciale. Aveva instillato a Connie, debole del parto, disgusto e repulsione verso la figlia. Era un comportamento inammissibile.
La donna mi guardò con aria offesa e se ne andò.
  • ha qualcosa da dire anche lei, Maureen?- rivolgendomi all'amica di Constance, che stava per aggiungere qualcosa.
  • no... ma purtroppo è la verità -
  • basta, la prego ci lasci soli-
  • va bene...- e se ne andò anche lei.
Io mi avvicinai alla culla e presi fra le braccia la piccola. Era bellissima e robusta, era perfetta.
Mi avvicinai così a Connie per mostrarle che la bambina non era certo un mostro come l'avevano descritta Miss Harriet Bounchy, la levatrice.
  • No! - esclamò lei inorridita, voltando la faccia dall'altro lato.
  • Non puoi farle questo, Constance! Quella donna ti ha riempito di cattiverie, ascolta il tuo cuore, tua figlia ha bisogno di te, del tuo amore- ma Constance non fece cenno di accettarla.
Dovevo subito trovare una tata per la bambina, in caso Connie ancora rifiutasse la bambina. Vidi Connie assopita. Io sentii suonare al piano di sotto, con in braccio la piccola, scesi ad aprire.
Erano Jak la sua futura moglie Sharon e un'altra donna.
  • è nata! - disse Sharon, e volle prenderla in braccio.
  • È bellissima, Ian complimenti. Come sta Connie?- domandò Jak.
  • Sfinita ma bene dai... il problema è che rifiuta la bambina. Quella strega di levatrice le ha detto che per colpa della bambina così robusta non potremo avere altri figli.-
  • ma... non doveva dire una cosa simile! E' orribile- sbottò Sharon.
  • L'ho mandata via all'istante e ho cercato di far capire a Connie quanto è invece meravigliosa la bambina e che merita il suo amore... ma non ne vuol sapere, non vuole nemmeno guardarla.-
  • un bel problema... -
  • già ...devo trovare subito qualcuno -
Vidi il mio amico e la sua fidanzata guardare la donna dietro di loro. Sorridere e guardarmi.
  • ti presento mia sorelle Rivka. E' un tata professionista, al momento è senza lavoro, in quanto la bambina di cui si occupava è ormai cresciuta.... quindi sarebbe perfetta per la tua situazione. -
Guardai la giovane donna, era una ragazza dall'aspetto materno e rassicurante, un aria dolce.
  • benissimo, allora posso affidarle Christine. La donna prese in braccio mia figlia.
  • Si … -
  • può trasferirsi qua subito?-
  • certo … ma spero che sua moglie capisca presto quanto è dolce questa bambina … e si occupi di lei- sussurrò Rivka.
  • Grazie, lo spero anch'io. -
  • noi andiamo allora... tra un quarto d'ora ti porto le valigie Rivka-
  • grazie Jak-
Connie si riprese. Ma nei mesi seguenti, passò ore ore fuori casa con il comitato assistenziale ai convalescenti di guerra.
Mi mentì dicendo che ogni tanto stava con la bambina quando la tata era fuori per il suo giorno libero concordato. Scoprii così tutto una sera.
Quel pomeriggio inoltrato, entrò Rivka.
  • mr Gallagher, ho bisogno di … un giorno libero. Sono otto mesi che … non sto mai ferma e io... -
  • Otto mesi?- Così Constance aveva mentito. La bambina stava crescendo solo con Rivka. Non con sua madre.
  • non posso proprio .. rinviare. -
  • e non deve. Tranquilla, sistemo io la questione con mia moglie. Grazie anzi di avermelo detto. Io ho creduto davvero … grazie Miss Mizrhavi-
Anche se era la cognata del mio miglior amico, ma fra me e Rivka c'era un contratto di lavoro e quindi l'assoluto rispetto dei ruoli. Lei sorrise mestamente ed uscì dallo studio. Io attesi il ritorno di Constance.
Lei arrivò poco dopo. Mi guardò e capì che era successo qualcosa di spiacevole.
  • qualcosa … non va ?-
  • sono stato uno stupido totale a crederti... mi hai mentito. Rivka mi ha detto che sono otto mesi che non esce per un permesso. Permesso concordato nel contratto! Non sei mai stata con tua figlia. Non fare quell'espressione incredula ora-
Lei si sedette sulla poltrona. Io mi accovacciai davanti a lei. Le presi le mani.
  • mi ami davvero Connie? -
  • certo che ti amo-
  • allora perché rifiuti mia figlia ferendomi così atrocemente? Christine crederà che Rivka è la sua mamma. Ora toccherà per forza a te occuparti di lei... non sarà facile per la piccola capire ed accettare. Maledizione, Connie, anche tu sei stata abbandonata dai tuoi, in un orfanotrofio, dovresti capire quanto fa male sentirsi respinti e abbandonati. -
Lei abbassò gli occhi e iniziò a piangere.
  • io … - sussurrò angosciata-
  • dimmi … -
  • pensi che... davvero sia...troppo tardi?-
Io scossi il capo, con la gola stretta dall'emozione. Mi rimisi in piedi e le porsi la mano che lei afferrò. Salimmo in camera e lei si avvicinò alla culla. Rivka ci guardò incredula ma con un sorriso.
Connie si chinò sulla culla e prese in braccio la bambina che le accarezzò il volto. La bambina sentì come d'istinto che quella era sua madre. Su quello mi sbagliavo … ma era stato comunque un perno per estrarre del buon senso da Constance. Mia moglie mi guardò e mi sussurrò con le labbra 'grazie' . Aveva capito.
Uscii con Rivka.
  • lei si occuperà della piccola tre ore al giorno e le volte che io e mia moglie dovremo uscire la sera e ogni qualvolta. -
  • va bene, anche se lavorerò meno ma sono felicissima che la bambina abbia finalmente le attenzioni e l'amore di sua madre -
  • grazie... è molto dolce. Ora preparati con calma per poter uscire tranquilla domani -
Lei sorrise e si voltò. Io rientrai e vidi sollevato, Connie che cambiava la bambina. Mi sorrise.
  • è bellissima ..quanto sono stata stupida e cieca-
  • avevi chiuso il tuo cuore e non voleva capire. Christine non ha voluto farti del male nel nascere. - Lei annuì e facendo un espressione disgustata portò il pannolino in bagno. Io risi facendo una smorfia di disgusto. Finalmente ritrovammo l'armonia di famiglia. Lei passò solo due ore fuori casa. A volte non usciva nemmeno e passava ore a conoscere Christine. Ne fui sollevata.
Il mondo stava sempre più cambiando. Venimmo a conoscenza nel settembre del 1918 dell'esecuzione avvenuta a Ekaterineburg che sanciva la fine della famiglia Romanov. Le sorti della guerra erano ben definite. Stava per concludersi. La Germania e l'impero austro-ungarico erano distrutti, l'America aveva dato un grosso contributo e finalmente la guerra si concluse.



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