giovedì 29 dicembre 2011

UNA PASSIONE PER CAPODANNO


Spagna, a sessanta chilometri da Barcellona, Marisol Hernandez fu svegliata da un forte russare e dalla luce del sole. Il secondo motivo era di certo molto gradevole, il primo assolutamente no. Era imprevisto e terribilmente imbarazzante. Provò a muoversi ma un braccio muscoloso le cingeva la vita. Si voltò comunque come potè e vide il profilo dell’uomo alle proprie spalle. Gemette. Cosa aveva combinato la sera prima? Il corpo di lui aderiva al suo in modo troppo intimo. Le lenzuola erano fresche sulla propria pelle, capì così di esser completamente nuda. Avvampò. Perché anche l’uomo lo era. Seppur non fosse un’ingenua verginella, era comunque sgradevole trovarsi in quella situazione, con un uomo conosciuto solo alcune ore prima.
Anthony Montgradi si era svegliato verso le sei, con il corpo caldo e morbido di una donna contro il suo. Non era una novità quella. Ma che non ricordasse chi fosse la sua compagna di letto, era grave. Cosa era successo dopo la mezzanotte, dopo l’inizio del nuovo anno?
Guardò la donna. Era la scrittrice con cui aveva battibeccato tutta la sera. Lei si girò dandogli di spalle. Anthony sentì freddo. Si avvicinò così di nuovo a lei, cingendole la vita, facendo aderire bene il proprio corpo nudo a quello di lei, altrettanto nudo e piuttosto florido, il profumo della pelle di lei era decisamente piacevole. Sorrise pensando: bel modo di iniziare l’anno.
Marisol finse di dormire. Ma riandò con la mente al giorno prima.
Il giorno precedente, lei ra arrivata all’agriturismo in auto, con la sua editrice nonché più cara amica Emanuela Martinez. La sorella di Emanuela, Tonia con il marito Francisco, gestivano l’attività da un paio d’anni. Avevano invitato una cinquantina di amici per festeggiare la fine dell’anno. Era un bel gruppo variegato. Tutti erano sembrati molto simpatici a Marisol, aveva discorso con loro di vari generi di argomenti. Poi era rimasta qualche minuto da sola, e si era avvicinato a lei un uomo.
Lui si era mostrato molto arrogante, sicuro di sé, l'aveva messa messa in imbarazzo con altre persone, discutendo della scarsa cultura che si trovava nei suoi romanzi, definendoli romanzetti. Aveva pronunciato 'romanzetti' con lo stesso sprezzo con cui si dice: spazzatura. Immondizia. Lui era altrettanto affermato e scriveva romanzi più 'seri', saggi sull’archeologia.
Oltre ad essere dotato di notevole cultura, era maledettamente bello ed era un noto playboy di fama internazionale.
- ha mai letto uno dei miei libri?- le aveva domandato. Lei aveva risposto di sì, citando un titolo. Così la donna aveva replicato subito dopo:
- e lei ha letto uno dei miei ?- lo aveva così provocato.
- me ne guardo bene-
- allora come fa ritenerli spazzatura, romanzetti di quart'ordine? -
Lo aveva lasciato lì, da solo. Sbalordito della sua domanda. Marisol aveva chiesto  a Tonia se poteva avere un aspirina, dopo di che si era recata in cucina.
Anthony era rimasto come tramortito, come se gli avessero dato un pugno allo stomaco. Nessuna donna lo aveva trattato in quel modo così impertinente. Distaccato. Nessuna era riuscita a non perdere la testa per lui, incantata dal suo sorriso, dai suoi occhi nerissimi, pareva un antico faraone egiziano gli avevano detto. Nessuna. Fino a quella sera. L'aveva seguita con lo sguardo. Non era certo il suo ideale di donna, era un poco goffa, aveva un visto grazioso, era piuttosto robusta. Si appoggiò stancamente allo stipite della porta ad arco che dava nel salone. La vide tornare dalla cucina. Guardò l'orologio. In quel momento stapparono lo spumante. Era mezzanotte, era iniziato un nuovo anno. Così le afferrò il polso, la voltò verso di sé, le mise una mano dietro la nuca e la baciò con impeto.
Marisol lo vide, appena uscita dalla cucina, quegli occhi così intensi la spogliavano letteralmente. Doveva sbrigarsi, non voleva perdere il conto alla rovescia e l'apertura dello spumante. Ma sobbalzò quando si sentì afferrare al polso, venire attirata verso un corpo solido, per non parlare del bacio così irruento, coinvolgente.
- E’ impazzito?.- le venne comunque istintivo dire.
- Sotto il vischio non ti piace esser baciata?- come osava darle del tu!
Marisol alzò lo sguardo e vide il rametto.
- Sì, ma…non da lei-
- Lo so che sei pazza di me. Non sono come gli altri, credimi, sono uomini troppo deboli che puoi comandare a tuo piacimento.Non fan per te-
- Ah, me ne sono accorta che lei non è
come gli altri! Nemmeno io sono come le altre, non cadrò ai suoi  piedi solo perché  è bello-
Oddio, ecco, l'aveva detto. Come se non fosse già abbastanza arrogante quell'uomo.
Lui rise e la lasciò andare.
Per evitarlo, flirto’ con Ramon Torres e Jordi Soldado, due affascinanti attori di teatro. Purtroppo, bevve un bicchiere di troppo.Così verso le due, sentì il bisogno di ritornare in camera. Ci provò. D’un tratto qualcuno l’afferrò alla vita, e la prese su in braccio per depositarla nel letto. Sentì la stoffa del suo abito scivolare via e così tutto il resto. Poi piombò in un sonno profondo.
Due ore più tardi, provò a muoversi, ma qualcuno era su di lei che le impediva ciò. Vide davanti a sé, l’uomo che l’aveva baciata in modo impetuoso sotto il vischio, ultima cosa che ricordava bene della sera prima. L’uomo davanti a lei la stava baciando ovunque, mentre con la mano la stava toccando in modo terribilmente intimo. Il suo corpo si inarcò, non ascoltando ragioni.
Ma si riprese in fretta appena lui cercò di farsi strada fra le sue gambe. No, no, no! Non poteva darsi così ! Cercò di respingerlo, di respingere la voglia di lasciarsi andare a quell'uomo focoso. Non aveva però la forza di lottare. Lui la guardò. Troppo arrendevole a causa dell’alcol. Così la prese fra le braccia, si girò sulla schiena e le fece posare il capo sul proprio petto. Lei sospirò sollevata, e si riaddormentò.
Verso le otto così, Marisol stava cercando di ricordare ogni cosa. Poi fu certa, o almeno credeva, di non aver fatto l’amore con quell’ uomo. Cercò di liberarsi, l’uomo aderì a lei, facendole sentire che …era terribilmente eccitato.
- Lasciatemi ! – esclamò. L’uomo si svegliò lentamente.
- Tesoro, se non la smetti di muoverti, ti prenderò all'istante. –
- Cosa ci fa nel mio letto!-
- Un po’ tardi per protestare no? Stanotte, quando ti toccavo, non eri così contraria….-
- Vuol farmi credere che io e lei abbiamo fatto...ehm, sesso?-
- sì, abbiamo fatto ...ehm, sesso. Gli opposti, si sa, si attraggono. Forse caratterialmente facciamo scintille, ma a letto, bellezza, io e te siamo perfettamente compatibili, e come rispondevi alle mie spinte, tesoro… -e la guardò con seduzione. 
- Non ci credo! –
Marisol si era messa a sedere. Stava seduta sulle ginocchia piegate sotto di sé, stringendosi il lenzuolo addosso.
- Perché dovrei mentire?-la guardò. Era davvero formosa, anzi piuttosto florida. Ben diversa dalle bellezze diafane al limite dell'anoressia, che era abituato a corteggiare e ad avere intorno. Stranamente fu attratto dalla sua figura prosperosa. Per non dire volgarmente grassoccia.
- Perché lei è un arrogante seduttore e vuole vantarsi che le ho ceduto così facilmente.-
Anthony la guardò scoppiando a ridere nervosamente. Accidenti, seppur Marisol Hernandez scrivesse romanzetti farciti di assurde romanticherie, era una donna di spiccata intelligenza, ironia.
Era la prima volta che una donna gli diceva di no. Lui la guardò poi perse la pazienza. Si sollevò e come la sera prima l’afferrò dietro la nuca e l’attirò a sé, la baciò e Marisol lo colpì e graffiò alle spalle poi si strinse a lui con passione, circondandogli i fianchi con le gambe. Lui la spinse giù sui lenzuoli e si preparò a prenderla. Le afferrò le mani sopra il capo, sfiorando con la bocca la sua pelle dal collo ai seni pieni. Lei s’inarcò. Stava commettendo una pazzia, lei sempre così controllata, razionale. Troppo immersa nella sua carriera, per non aver tempo per altro. Lui le lasciò andare le mani, la baciò e iniziò a muoversi in lei, ben presto il loro amplesso divenne impetuoso, lei non voleva subire, voleva guidare anche lei. Fu cosi vorticoso, che gli lasciò alla fine sconvolti dalla forza di quella passione troppo a lungo sopita di lei e che lui aveva risvegliato, e lui era sconvolto di esser stato preda di quella passione che lo aveva travolto anche a livello emotivo.
Tempo dopo, bussarono alla porta.
- Marisol…hai visto Anthony? – le domandò la sua amica. Marisol non ebbe tempo di rispondere. Lui si alzò e con indosso solo i boxer, andò ad aprire.
- C’è…una telefonata per te-gli comunicò Emanuela per nulla sorpresa. Sapeva già dai primi battibecchi che quei due si piacevano. Molto. Erano come due magneti. Scintille e innegabile attrazione.
- Va bene…cinque minuti e arrivo gù.-
- Bene…-
Marisol era sprofondata nell’imbarazzo. Per tutta la sera aveva detto cose tremende di lui e ora…certo, era la sua migliore amica, avrebbe capito. Ma era comunque imbarazzante. Era sempre così discreta.
Lui si vestì rapidamente, le diede un bacio ed uscì..
Marisol si gettò sotto la doccia. Il suo corpo era ancora caldo della passione. Mentre si vestiva, si affacciò alla finestra e lo vide salutare salire in auto. Se ne era andato senza salutarla. Cosa si aspettava da un uomo così? La dichiarazione d’amore?
Lei restò alcune ore in compagnia degli ospiti rimasti, alcune signore avevano il suo romanzo in borsa e timidamente le chiesero un autografo e Marisol fu strafelice di firmare e scrivere qualche dedica appropriata poi lei e l’editrice tornarono a Barcellona, Marisol viveva nei pressi di Barceloneta, la zona balneare della città catalana.
Anthony aveva benedetto quella telefonata. Le cose stavano diventando troppo serie. Non aveva mai provato un simile trasporto emotivo nel fare l’amore. Aveva bisogno di qualche giorno per pensare. Quella donna gli era entrata dentro e non riusciva più a togliersela di mente. 
Ma che cosa gli stava succedendo?
Quella sera, mentre si preparava la cena, sentì il peso della solitudine sulle spalle. Come se lei avesse abitato lì per molto tempo, e ora non ci fosse più….fosse andata via. Non era possibile, era folle che poche ore con lei gli avessero sconvolto così la vita. Eppure non riusciva a smettere di pensare a lei, di volerla…di amarla!
Maledizione era follia quella!
Ma era follia ormai stare lontano da lei.
Doveva ritrovarla. Rivederla. Dirle che quell’anno la sua vita sarebbe cambiata. Che l’avrebbe trascorsa con lui. 
Le loro vite erano già cambiate da che si erano guardati. Le loro divergenze di opinioni erano il sale del loro rapporto. Indispensabile per non cadere nell’abitudine, nella noia.
Uscì e andò a correre sulla spiaggia. Attività fisica era l'ideale per non pensare troppo. Anche lui viveva a Barceloneta, in un loft estremamente lussuoso.
Doveva contattare Tonia per sapere dove vivesse Marisol.
Ma non ci fu bisogno. La vide seduta vicino alla riva. Con un vestito delizioso addosso, i sandali accanto asè.
Si avvicinò a lei.
- Sai due giorni fa pensavo che quella telefonata fosse stata una benedizione, per andarmene senza guardarmi indietro. Ma ora la maledico. Perché forse …ti ho perduta per sempre-
Marisol alzò gli occhi e sobbalzò. Stava pensando a lui. Si alzò e lo guardò. L’emozione la lasciava incredibilmente senza parole. Il che era il colmo per una scrittrice.
- Siamo così diversi io e te….- sussurrò lei.
- Funzionerà per questo. Anche se non abbiamo ancora vissuto insieme…ma mi manchi nel mio loft immenso. Sei diversa. Hai molte qualità, fra cui il senso dell’humor e poi cosa essenziale, mi hai dato una cosa… che molte donne in passato non mi hanno dato…-
- Ah sì cosa? – domandò, quasi spaventata della risposta. 
- Un bel no. Hai una tua personalità. Una tua vita. Una tua autonomia. Sai dire no. Nessuno non me l’hai mai detto. All'inizio, confesso, ne ero molto indispettito. Ma mi rendo conto che mi sono stancato di donne troppo condiscendenti-.
- Hai avuto una vita troppo facile-
- Esatto. Tu sei tutto l’opposto delle donne che ho avuto finora.-
- Ti stancherai anche di questa novità.-
- Come posso stancarmi della persona che amo?-
Marisol lo guardò ancora scettica. La luce di arroganza era sparita. Sembrava profondamente sincero.
Quel vischio ha compiuto un miracolo?-sussurrò lei.
- Porta fortuna. Tu sei la mia fortuna. Voglio trascorrere con te questo nuovo anno…e tutti quelli che verranno. –
- Baciami-
Anthony Montgradi non se lo fece ripetere. Quel bacio era come stappare una bottiglia di champagne. Suggellava un momento indimenticabile.
Fine

1 commenti:

  1. ciao cri....sempre al lavorooooooooooooo!!!io t'aspetto di la'!!!

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