
RICHERCHE
Mentre Cinzia e Diego discutevano in modo sofferto, in un altro luogo, Sciacca veniva informato da due suoi tirapiedi, che Ambrosi, a Milano, aveva una nuova amante, il cui fisico era del tutto simile a quello di Cinzia. Il pensiero tormentava Augusto nell'immaginare che un altro la toccasse.
Gli mandava il sangue alla testa. Piuttosto la uccideva.
Aveva ucciso il padre di quel bastardo dal cuore d’oro. Se gli uccideva anche la femmina?
Anche se non credeva minimamente che Diego Ambrosi amasse Cinzia. Per quell'uomo era solo un'altra avventura, come le altre donne che aveva sposato. Stupido illuso, quel Diego, se sapeva bene di esser infedele perché si sposava?
Sentiì l’odore del sangue e si eccitò. Doveva parlargli. Vederlo al più presto. Doveva esser certo che Ambrosi conoscesse davvero Cinzia, se era così gli aveva mentito. Quel bastardo doveva pagare un prezzo molto alto.
Due giorni dopo quel loro sofferto scontro, dopo le ore in ufficio, Cinzia si recò in biblioteca dove era a conoscenza di una ricca emeroteca al piano superiore. Cercò subito così notizie dell'assassinio del padre di Diego, Alberto Ambrosi. Trovò la cronaca di quel terribile scontro a fuoco, ma non c'era scritto il nome dell'assassino.
Ma se Diego sapeva il nome dell'assassino di suo padre, perché non c'era scritto? Era davvero assurdo che non avesse parlato per farlo arrestare. Il mistero si stava infittendo. Tanti perché. Tanti dubbi la lasciavano quasi stordita. Si sentiva stanca di tutti quegli enigmi. Tornò a leggere. L'indagine era ancora aperta perché non si era mai trovato il colpevole e visto che si trattava di un uomo dell'arma le ricerche proseguivano anche se con meno intensità.
Ebbe dei brividi quando si trovò davanti la proprio foto fra le persone scomparse. Il suo amato marito Augusto la cerca e attende disperato sue notizie diceva l'annuncio sotto la sua immagine. Quel bastardo, come al solito, si travestiva da bravo cittadino per poter agire e raggiungere i suoi obiettivi. Non erano sposati. Si professava disperato, come se l'amasse davvero. In realtà era solo disperato perché se lei parlava, lui e il suo mondo crollavano. Ecco la sua ansia di trovarla. Sperava che qualche cittadino di buon cuore si commuovesse e lo aiutasse a trovarla.
Si segnò il nome del giornale e il giorno in cui era apparso l'annuncio l'avrebbe cercato su internet.
Quindi fece ritorno a casa. Era al momento tranquilla. Nel suo nuovo aspetto Cinzia, era praticamente impossibile riconoscerla. Quando aveva iniziato a lavorare, lei, però, aveva l'aspetto della 'vecchia' Cinzia. L'appariscente pupa del Boss. Il giornale era di elevata tiratura, si sarebbero quindi ricordati di lei, collegandola all'annuncio?
Ma che motivo avevano di riferire di averla vista dal momento che Augusto non accennava ad una ricompensa? In un certo modo tranquilla, aprì la porta dell'appartamento.
Entrò in cucina e si versò da bere. Quindi sospirando raggiunse la camera per cambiarsi per preparare la cena. Trovò così Diego che frugava fra i suoi oggetti personali.
Diego non l'aveva sentita entrare in casa. Era un donna silenziosa. Sapeva che quella sera sarebbe tornata un po' più tardi del solito.
Comunque, essendo al corrente di quel ritardo, aveva approfittato di quel lasso di tempo a sua disposizione, Diego così aveva frugato fra gli oggetti personali di lei. Abiti e libri furono controllati rapidamente. Stava controllando quei cd senza nessuna etichetta, nascosti in altre custodie occupate da due cd da un gruppo musicale attuale, quando aveva udito dei passi. Si era così allontanato rimettendoli subito sullo scaffale. Ora era vicino alla sedia ricolma di abiti di lei. Era una donna adorabile ma perennemente disordinata. In tal caso era una fortuna per lui che teneva in mano un abito caduto a terra, quando lei entrò.
- cosa cerchi?-gli domandò cercando di non mostrarsi allarmata.
Non voleva che lui trovasse quei cd. Non ancora. Non prima che lei decidesse
a chi rivolgersi. Doveva deciderlo lei, senza pressioni. Aveva molta paura ma
aveva anche fame di giustizia. Doveva farsi coraggio. Diego aveva ragione.
Doveva decidersi.
Lui sobbalzò e riabbassò le braccia quindi si voltò e le mostrò un suo abito.
- io...stavo cercando di capire la tua misura ...volevo comprarti un abito elegante. Visto che ti hanno strappato l'altro al ristorante, ricordi?-annaspò per cercare un motivo della sua presenza lì.
Lei lo guardava molto preoccupata. Notò che si guardava intorno per soffermare lo sguardo sugli scaffali. La vide sospirare. Aveva forse notato che erano stati toccati i cd. Ecco cosa la preoccupava. Quei cd. Finalmente sapeva. Un'altro suo segreto svelato. Quei cd erano scottanti.
Cinzia lo guardò intensamente. Mentiva. Mentiva spudoratamente. Perchè le mentiva in quel modo ancora?
Ma stavolta se la stava cavando con un motivo probabilmente ridicolo. Ma voleva coglierlo in fragrante per affrontarlo, per dirsi tutto. Lei rivelava la presenza di quei cd e lui ammetteva che quelle telefonate non erano dai suoi pazienti.
Però temeva anche di sapere chi lo chiamava. Scosse il capo rifiutando l'idea di una connessione di Diego con Sciacca. Come a cacciar via una mosca molesta che le danzava sul naso.
- Porto la taglia 44-rispose Cinzia.
Diego la osservò. Era tormentata dai dubbi e capì che non credeva all'idea del
regalo. Ma fu sollevato quando lei gli rispose rivelando la sua taglia.
- oh...perfetto. Perché settimana prossima è il compleanno di un mio carissimo amico e mi ha invitato a cena e ovviamente tu sarai al mio fianco- questa volta fu sincero.
- ti ringrazio. Come mai sei tornato prima?-
- sei tu che sei tornata molto tardi-
- sì. E' vero scusa...ma ti avevo avvertito-
- Sì, ma ero comunque un po' preoccupato. Senti, piccola, vado
fare una doccia. Poi prepariamo la cena-
- sì...-
Lei attese che lui uscisse quindi si avvicinò allo scaffale. Li controllò e li trovò
ancora lì. Diego, molto probabilmente, non li aveva ancora trovati, O era
stato bravo e li aveva rimessi via in tempo.
Quella sera mostrò a Diego l'annuncio di Augusto. Cinzia pensò che quello
poteva anche rivelarglielo. Gli aveva anche detto dove era andata, che voleva
sapere di più dai giornali conservati, del delitto a cui aveva assistito. Ma non
gli disse che aveva cercato anche di sapere di più della morte di suo padre, del
capitano Ambrosi.
- come hai potuto stare con un mostro simile?-
Lei era un donna straordinaria, una personalità ricca di splendide
sfaccettature. Aveva ovviamente anche lei dei difetti. Ma l'amava anche per le
sue imperfezioni. E poi era bella, sexy, molto passionale. Del tutto diversa da
Carla, la sua ultima ex moglie. Fredda e scostante.
Lui era un amante molto focoso, e Cinzia, fra le sue braccia, non era affatto
infastidita del suo temperamento. Tutt'altro. Rispondeva con altrettanto
fuoco.
Ma Augusto l'aveva avuta, certo, ma l'aveva usata, umiliata più volte, non amandola ma sfruttando il suo corpo per il proprio piacere. Non era mai stato interessato a lei come persona. Cinzia per fortuna l'aveva capito finalmente fuggendo da lui.
- non lo so. Ero accecata dal suo fascino. Poi quando ho capito che razza di uomo era, lui non mi lasciava quasi uscire di casa. Ero prigioniera della sua gelosia ossessiva-
- io mi fido di te. So che mi sei fedele. Non mi fido di chi ti si avvicina, ti tocca. Divento pazzo-
Si ricordò di quell'uomo che le era saltato addosso in quel parcheggio. Chiuse gli occhi scacciando la furia anche verso se stesso, la sua stupidità nell'averla lasciata sola. Dopo quella sera, aveva imparato la lezione, non l'aveva più lasciata sola.
- ho notato- ricordò lei con amarezza quella bella serata conclusa in modo sgradevole.
Aveva conosciuto così un lato del carattere di lui, non proprio piacevole.
Sapeva diventare un uomo brutale.
Ma quando, quella sera, l'aveva sentito rompere il bicchiere contro il muro, Cinzia aveva capito che lui era furioso anche con se stesso per averla lasciata sola.
ECCO LE PROVE
Il giorno dopo Diego tornò a casa intorno all'ora di pranzo e cercò i cd. Fu facile. Si ricordava benissimo dove erano nascosti. Era ora di passare all'azione. Basta tentennare , doveva costringerla a denunciare Sciacca e quei cd erano il mezzo per scuoterla.
Sapeva perfettamente che lei si sarebbe adirata, poteva benissimo riempirlo di pugni sul torace, o prenderlo a sberle ma non gli importava.
Rapidamente, si recò così al commissariato, dal suo amico Alessandro Brembati di cui si fidava ciecamente, e glieli mostrò.
Conosceva Alessandro da quando erano adolescenti, all'epoca vivevano a Torino. I loro padri erano molti amici e le due famiglie erano vicine di casa. Si confidavano qualsiasi cosa. A distanza di anni ancora era cosi.
Alessandro Brembati lo guardò incuriosito quindi fece scorrere velocemente il contenuto e li trovò davvero interessanti. Scottanti. Diego chiese all'amico di copiarli in modo da poterli riportare da Cinzia.
Alessandro lo rassicurò che Cinzia in caso raccontasse tutto, verrebbe protetta.
Era da tempo che volevano incastrare il molto 'onorevole' deputato Sciacca. Ma non avevano prove a sufficienza. Ora, finalmente, grazie alla intraprendenza di quella giovane donna, potevano inchiodarlo. Proteggerla era il minimo. Ma la curiosità lo indusse a chiedergli quanto Diego tenesse alla ragazza. Insomma erano amici da una vita.
Diego era anche un uomo dagli insaziabili appetiti. Ma stavolta forse era diverso. Avvertiva in lui, una certa preoccupazione.
- Te la sei portata a letto vero?- domandò Alessandro all'amico, sedendosi sull'angolo della scrivania.
- io l'amo, è ben diverso-rettificò. Era bello e terribile allo stesso tempo ammetterlo. Bello perchè era la prima volta che si innamorava davvero. Terribile per la situazione in cui si trovavano. C'era un futuro per il loro rapporto?
Diego se l'aspettava quella domanda così intima. Ma solo al suo migliore amico permetteva un'intromissione del genere nella sua sfera privata.
- sa che hai lavorato per Sciacca?-
- No, ovviamente. Ma tu sai bene perché devo. Lui ancora mi cerca per dei lavoretti...come controllare certi suoi nemici. Io lo faccio ma prima poi me la pagherà molto cara. Controllando per lui, controllo anche lui. Ma di certo non gli dico che lei è con me. Lei sa troppo-
Ammise che il suo camminare sul filo del doppio gioco stava diventando molto pericoloso, sopratutto perché Cinzia poteva scoprirlo e poteva perderla. Se lo scopriva Sciacca che lei era con lui, poteva perderla.
Quindi, prima incastravano Sciacca, meglio era. Preferiva che lei si infuriasse per aver parlato di lei alla polizia piuttosto che scoprisse altro. Come il suo contatto con Sciacca. Avrebbe capito? No, sarebbe scappata via, sentendosi di nuovo tradita.
- già. Corre seri pericoli se lui scopre che è qua con te e anche tu-
Alessandro era preoccupato, Sciacca avrebbe ammazzato Diego per averlo tradito consegnando quelle prove alla polizia. Per avergli nascosto Cinzia.
- che mi spari in testa. Ma non gli permetterò di toccarla-
Le mani sporche di sangue di Sciacca su Cinzia. No, era era intollerabile. L'amava e stava male fisicamente al pensiero di perderla. Lui meritava che Sciacca lo punisse ma non doveva sfiorare Cinzia.
- sei proprio perso per lei-
Alessandro fu impressionato dei sentimenti di Diego. Il suo amico era profondamente innamorato, non era una passione fugace. No, Diego era disposto anche a farsi ammazzare per lei. Sacrificarsi per proteggerla. Farsi odiare da lei in caso lei scoprisse la verità. Ma Diego, non avrebbe permesso a niente e nessuno di farle del male.
- totalmente- rispose Diego sicuro.
Dopo quel colloquio, Diego fece ritorno a casa e risistemò i cd. Sperò solo di non aver sbagliato il cd in cui lei li aveva nascosti. Non era sicuro del tutto.
Ora era pronto ad affrontare la reazione di lei. Perché la polizia avrebbe controllato in fretta quei cd prima che lei si decidesse di andarci di sua volontà e avrebbe così scoperto che loro sapevano già e che lui aveva agito alle sue spalle. Ma non importava. Gli interessava solo la sicurezza di lei.
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