OGNI RIFERIMENTO A COSE O A PERSONE E' PURAMENTE CASUALE. SONO PERSONAGGI E NOMI DI FANTASIA. Italia, giorni nostri
Roma. Stazione Termini.
Corse più forte che potè e salì sul predellino del treno. La porta era ancora aperta. Ma, in quel momento il treno Intecity 178 iniziò a muoversi. Lei si aggrappò ai sostegni ma le parve di cadere giù nel sentirlo muoversi, sbarrò gli occhi spaventata. Mentre cercava di salire il secondo scalino, si sentì afferrare alla vita e trarre all'interno.
L'uomo stava guardando fuori dallo sportello del treno quando vide la donna saltare sul predellino del treno che stranamente si era messo in moto senza chiudere quell'ultima porta. Non poteva certo lasciarla fuori in bilico, lasciando che lo spostamento d'aria la scuotesse come una bandiera e la porta si chiudesse davvero, così nello spazio di uno spicciolo di pochi secondi, l'afferrò alla vita. La porta si chiuse in quel momento da sola. Lei doveva esser in grave pericolo per commettere un impudenza del genere. Irritato pensò che le donne erano tutte uguali, perdevano ore a prepararsi per poi ridursi all'ultimo a compiere le cose importanti.
lei si voltò verso la persona che l'aveva salvata.
Lo guardò con il respiro corto per la folle corsa.
- dico, è forse impazzita?- sbottò lui.
- no...- sussurrò, scuotendo il capo. Guardò bene l'uomo dall'aspetto imponente. Non era bello ma attraente. Ripensò al suo amante e provò un certo disgusto verso se stessa. Sfuggiva ad un uomo e notava quanto ne fosse attraente un' altro! Guardò l'espressione dell'uomo. Leggeva chiaramente in lui un misto di stizza e curiosità per il suo comportamento avventato per quanto imprescindibile.
L'uomo che aveva salvato la donna, cercò di capire cosa passasse nella testa di lei. Lei lo osservava con una luce tutta particolare, di sfida ma anche di timore.
- No, non sono pazza-
- dice?-
- sono in fuga! - ribatté con il respiro corto.
- Scommetto che non ha il biglietto-
- come potevo perder tempo a comprarlo?-e si aggrappò ad un sostegno. Si tolse una ciocca di capelli dagli occhi. Lui la guardò con attenzione. Era una donna non bella ma comunque attraente. Il suo aspetto era un po' troppo vistoso per i suoi gusti in quanto a donne. Ma la trovava desiderabile.
Desiderabile? Ma che gli prendeva ora? Era ancora reduce dalla fine del suo terzo matrimonio avvenuta otto mesi prima e già guardava un'altra donna? Era anche nella sua natura di maschio cacciatore di prede. Ma la donna era una preda troppo vulnerabile, fragile. Doveva rallentare subito la corsa.
Il treno aveva preso velocità pur essendo poco fuori dalla stazione. I binari scorrevano sotto incrociandosi rapidamente, come si incrociavano le vite delle persone. Come le vite dell'uomo e della donna che si stavano osservando.
- Senta, dobbiamo cercare un controllore per regolarizzare il suo viaggio. O forse sto aiutando una criminale in fuga dalla polizia?-
Magari la sua parvenza innocente era solo una finzione? No, non poteva crederlo. Lei lo guardò in quel modo adorabile.
La donna provò dei brividi d'orrore nel sentirsi chiamare criminale. No! Non era come il suo amante! Doveva metter subito in chiaro le cose con quel tipo. Aveva bisogno d'aiuto non di accuse. Si spostò di nuovo la ciocca dagli occhi e si sbottonò la giacca.
- No! Sono una vittima in fuga- ribatté la donna, con sguardo smarrito che lo sciolse dentro.
Doveva capirlo come si riteneva lei, voleva sentirlo dire da lei. Ed era terribilmente sincera. Spaventata e sincera.
- Va bene. Si calmi, le credo. Ha un aria troppo vulnerabile per esser pericolosa-
- Io...- mormorò ma si fermò perché le si chiuse la gola per la quella tenerezza gratuita e inaspettata. Lui aveva uno sguardo severo e sospettoso ma poi le rivolgeva quelle frasi intrise di comprensione e dolcezza.
Stavano per imboccare il corridoio quando lei vide giungere dall'altra parte un uomo dall'aspetto famigliare. Aveva collaborato con l'uomo con cui viveva e da cui scappava. Si sarebbe chiesto cosa come mai si trovava lì, da sola. Guardò l'uomo che l'aveva salvata, con sguardo allarmato.
Lui le scrutò gli occhioni verdi. Cosa accadeva ora? Sembrava paralizzata dalla paura. Di nuovo quella richiesta negli occhi di lei 'salvami' Come prima quando aveva detto di esser una vittima. Ma si chiese di nuovo come mai tanta paura dell'uomo che stava sopraggiungendo.
Lei si guardò intorno, non c'era una benché minima via di fuga per lei. Era spacciata se quell'uomo, dello staff del suo amante, la vedeva. L'uomo invece che l'aveva salvata cercava di capire la sua paura improvvisa e irrazionale. Sicuramente si stava chiedendo come poteva aveva paura di un' altro sconosciuto sul treno. Lo stomaco le si strinse. Lottò per non tremare mentre sussurrava:
- oddio...non deve vedermi...-
- c'è solo una soluzione...-era l'unica idea pratica per nasconderla alla vista dell'uomo sconosciuto ormai a pochi passi da loro.
- quale? Mi vuole, forse, buttare giù dal treno?-domandò lei allarmata. Quell'uomo era forse più pericoloso del suo inseguitore?
Il corridoio era libero dalle solite valigie che lo ingombravano quindi l'uomo si muoveva rapidamente.
Il suo salvatore era un uomo dall'aria così enigmatica quando pensava. Un attimo prima dimostrava tenerezza e un 'attimo dopo meditava di farle del male. Ora le stava vicino in modo così minaccioso! Cosa voleva farle? Si era stancato di salvarla?
- no, non sia cosi drastica- la frase di lei era carica di ironia e faticosamente non aveva sorriso per il tono. Ma non c'era più tempo. Doveva agire subito. Le si avvicinò e ignorando lo sguardo di paura di lei, la prese fra le braccia, circondando la sottile vita , facendo ben aderire il corpo di lei al proprio. Era piccola e formosa. Quindi chinò il capo e le catturò le labbra piene che si socchiusero all'istante. Gustò ogni angolo della bocca di lei, aveva il gusto delle fragole, spaziò a lungo nella sua morbidezza. La girò verso il finestrino perché chi passava in quel momento, non vedesse il suo volto. Fu un bacio che parve senza fine. Lei lasciò che lui la baciasse in quel modo così intimo. Parve che la volesse mangiare. Ma finalmente la lasciò andare.
- Grazie...mi ha salvato un'altra volta-
- Ancora una volta lui, decidendo rapidamente, l'aveva salvata. Certo, era lampante che per l'uomo era stato assai piacevole e facile. Era da quando era salita su quel treno che non faceva che guardarla famelico. Sembrava inoltre che fosse molto portato a 'salvataggi' di quel tipo. Una vocina maliziosa dentro di sé la pungolò ' ti è piaciuto il bacio ammettilo ragazza! ' ma lei scosse il capo stizzita.
- questo salvataggio mi è piaciuto molto di più. - ironizzò lui. Stringerla fra le braccia e baciarla era stato davvero piacevole e inaspettato. Quel mattino quando aveva preso quel treno, non si aspettava certo di salvare una giovane donna per ben due volte. Di baciare una perfetta sconosciuta ma che decise in quell'istante di non lasciarsela sfuggire. Voleva salvarla. Era troppo sensibile e ingenua. ' ecco e tu ne vuoi approffitare? Vuoi sedurla eh? ' lo ammonì la voce della coscienza. Lui scosse il capo.
Lei si mise le mani sui fianchi e lo guardò con riprovazione. Anche se una vocina le diceva che era stato davvero un bacio eccitante. Lui sorrise per l'espressione adorabile. Sembrava una bambina petulante. Prima lo ringraziava per averla salvata e poi lo rimproverava inalberandosi!
- non faccia il broncio, sennò la bacio di nuovo. Venga-e l'afferrò per il braccio.
Lo seguì. Un bacio era più che sufficiente. L'aveva già sconvolta abbastanza, la minaccia che la baciasse di nuovo, la spronò a muoversi. Si rimproverò anche di essersi comportata in modo tanto incoerente. Lui non doveva vantarsi di quel bacio. Apprezzava il suo salvataggio ma doveva limitarsi a quello. Senza sottolinearlo, era imbarazzante.
In altro luogo, gli scagnozzi dell'amante della donna sul treno, tornarono dalla stazione. Non erano riusciti a riacciuffarla.
L'uomo imprecò. Quella donna era la sua femmina.. Come le era saltato in testa di andarsene, scappare da lui? Come pensava di cavarsela quella ragazzina viziata. Abituata agli agi? Aveva lavorato solo tre mesi nella sua vita poi era finita nel suo letto e lui l'aveva mantenuta in un lusso sfrenato, visto che lei gli aveva donato la sua purezza.
Era stata molto abile a scappare ma l'avrebbe cercata presto in ogni angolo del mondo. Lei sapeva troppo.
- Spero che non abbia visto. Sentito solamente? Può darsi. Ma posso sempre dire che stavo stappando lo champagne. No, non scappava solo perché’ aveva sentito, MA PERCHE HA VISTO. - ragionò quasi fra se e se. Se lei sapeva troppo doveva eliminarla, non aveva modo di salvarsi. Se quella sgualdrina parlava, per lui era la fine. Ma forse lei aveva troppa paura per rivolgersi alla polizia altrimenti perché salire su un treno anziché andare alla polizia? Si rilassò.
- Cosa facciamo? .- lo interpellarono i suoi due tirapiedi.
- Si capo…- Quel tizio, quel portaborse schifoso, aveva indagato e scoperto le sue conoscenze mafiose. I suoi contatti, i suoi affari lucrosi ma al di fuori dalla legge. Voleva una vita agiata. Lo stipendio da deputato non gli bastava mai se doveva far affari con certa gente e ottenere un tenore di vita altissimo. Il portaborse sapeva troppo e premere il grilletto sulla sua testa era stato inevitabile e l'odore del sangue stranamente lo eccitava. Uccidere chi gli sbarrava la strada era un vero spasso. Quanto il sesso. Ma ora non poteva pensare a quell'ingrata. Doveva pensare a liberarsi del cadavere e organizzò con i suoi tirapiedi come sarebbe avvenuto.
I due tirapiedi caricarono il morto nel bagagliaio di un auto rubata quindi si recarono vicino ad Ostia. Nei pressi di un cantiere edille. Scesero dall’auto e le diedero fuoco.
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